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Rita Minniti

 

 

I GIORNI DI VENDEMMIA

 

Siede il respiro e sul viso

una goccia di primo mattino mi sfiora.

Il sentire trascorso,

se ci penso,

era poco importante.

 

E’ nostalgia adesso

sotto pelle e sulle ciglia

quell’odore di acerbo andare

verso la collina;

le risa fino allo steccato

del gioco a nascondino tra i filari.

 

Ma voltarmi,

qualche volta alla memoria,

non fa male.

 

Scomposti anni

ritornano sereni

all’emozione di trecce spettinate

sull’uscio

della vecchia casa di campagna.

Accanto,

cestini pieni d’uva

e il gorgoglio del fiume,

e il sapore dei baci tra i vitigni.

 

E il ricordo del mosto,

consumato dal profumo

che sfiniva il cielo,

mischiato all’incerto gusto della sera

su visi ubriacati dalla gioia,

m’ha accompagnato

lungo gli autunni che seguirono,

 

e mi riporta adesso

a non guardare più

ai giorni di vendemmia

come allora.