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Cos’altro
ho da raccontare
ai miei pensieri,
fragili e stanchi,
accovacciati
come pulcini spaventati.
E cosa poter dire
a un cielo,
che giace fiacco
senza orme e né pudore,
mentre silenti nubi
piovono sospiri.
Potrei inventare
nuovi passi da seguire,
o sabbia bianca
dove lasciarmi riposare,
quando mi perdo
in varchi nuovi da scoprire.
Però mi guardo
in un’attenta analisi,
e nel riflettermi m’accorgo
che sono io la vita.
Vita che respira,
che anela a vivere.
Il suo riflesso,
che cammina a fari spenti,
mentre il suo specchio
mi rimanda a un mondo
ricco di splendore.
E io
rinasco tutte le volte
che il sole muore.
***
(Introspezione) |