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Rita Minniti

 

 

Scritta sulle note di Ernesto Cortazar
Concerto de aranjuez

DOVE ANDRANNO I MIEI PASSI

 

Dove andranno i miei passi
se fuori il cielo è terso?
Ma non resto a casa, non stasera.
Indosserò l’impermeabile nuovo,
mentre mi lascerò accarezzare
dalla neve e faccio un giro
sui passi dei miei primi natale,
che la mente mette a fuoco,
d’una infanzia che gioiva
al luccichio di sogni colorati.

Attraverso il viale
dove ho aspettato l’alba,
inutilmente lo stesso sole.
Le foglie a terra a ricordarmi
di anni che sono stati
una manciata d’ore volate via.

Troppo piccola
per guardare al giorno nuovo,
mi accartocciavo timidamente
attorno all’albero per una foto,
al fuoco scoppiettante del camino,
mentre ascoltavo favole che rammento ancora.
E tu papà insieme a me,
a costruire con fervore casine e ponti
d’una vita immaginaria.
Lacrime di gioia
per la mia bambola preferita,
piovuta per magia,
dal sorriso acerbo dell’inverno.

E di quei natale
resta il ricordo d’un percorso

che non s’è mai arrestato nella mente,
adesso che sul tuo viso
s’è spenta l’allegria
chiusa in un silenzio senza fiato.

Io troppo piccola,
davanti alla vita per capire,
che c’era un prezzo da pagare
per una felicità
che inesorabile il tempo portava via,
dove la pagina d’un libro,
sfogliandosi da sola,
scriveva da sola goccia a goccia
la sua fine.

(Riflessioni)