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Rita Minniti

 

 

COSA C’E’ DA DIRE

 

Ho scritto versi con la mente

su scenari immaginari,

perché sfogliandone il pensiero,

nel suo dissolversi,

s’allontanava la malinconia.

Perché l’assenza

dell’inchiostro sulle pagine

ne sbiadiva il senso.

 

Avrei voluto scrivere

della luna

e dei giorni al sole.

Del mio silenzio

e del tornarmi a ridere

su passi frettolosi

nel rincorrere aquiloni

o con lo sguardo

dei gabbiani in volo.

 

ma…

 

cosa c’è da dire

a un foglio bianco,

quando la mente è assente

e severa seppellisce le parole

in un vuoto

dove il respiro non respira,

 

e sulla scena cala l’ombra

e persino il pianto

non piange più?