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Rita Minniti

 

 

Con la tua coscienza

 

Non c’erano finestre.

L’aria saliva da fessure

troppo strette,

e satura l’atmosfera,

sorda alla voce della notte

si scioglieva in gola

come fosse stagno,

quando la tua incoscienza

decideva di far fronte

ai sorrisi d’un viso stanco,

che non guardavano al senso

d’un cielo assente

nel sentire l’indifferenza

del respiro

assomigliare al vento,

ma che del vento

non erano fiato che sospingeva

la gracile esistenza,

mentre la sera era lì

serena come ogni notte,

a sfogliare i giorni

nell’imperturbabile cammino

di lacrime nascoste al gelo.

 

E quell’incoscienza,

lontana dalla coerenza,

ha saputo fare vittime

senza nessuna resistenza,

 

tranne la tua,

 

che oggi fa i conti

con la tua coscienza.