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Rita Minniti

 

 

COME RONDINE CHE MIGRA

 

Me lo dirà il domani

d’una ferita

se m’è rimasta dentro,

e del vento

che spettina i prati in autunno.

 

Nostalgie

d’impronte cancellate,

vanno e poi ritornano

e s’affacciano ai ricordi.

 

E sarà del domani

aspettare alla stazione

una valigia di perché

svuotate dall’attesa,

mentre un fischio

diraderà la nebbia,

e mi salverà dalla pioggia,

quando a piovermi

saranno ombre

di lacrime alle spalle.

 

Poi tacerò

voltandomi al silenzio.

 

Poi volerò

come rondine che emigra,

 

lontana

da briciole di pane

e binari che non s’incontrano,

 

Lontana

ai miei occhi da questo cielo,

 

che mai s’inchinerà

a chiedermi perdono.