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Rita Minniti

 

 

ASPETTANDOTI

 

Mi piaceva ascoltarti

tra fiumi di frasi, di pensieri,

di niente e di tutto.

 

Il cielo

conosceva la trama della storia,

ma è rimasto in disparte,

nell’immobilità

di chi non sa cosa dire,

a scrutarci in silenzio.

 

Col tempo mi sono persa in te.

Quando?

Non so neppure io quando.

Forse, tra fogli bianchi

stracciati alla memoria,

dove graffianti ricordi,

mi pungevano l’anima.

 

Poi l’arrivederci.

 

E t’ho aspettato,

come mendicante un tozzo di pane,

nelle albe che frementi,

ogni mattina,

anelavano a un gesto,

a una parola.

 

E t’aspetto ancora,

come guardiano d’un faro

fino al naufragare della notte.

 

E mentre…

mentre tutto intorno

mi vive nell’attesa

e tu…

chissà tra quale arcobaleno

respiri piano,

scrivo.

Scrivo pagine su pagine

ferendomi la mente,

fino all’ultima goccia d’inchiostro

tra le dita.

 

Perché quel giorno il cielo

conosceva la trama della storia.

 

Perché quel giorno

m’innamorai di te