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Rita Minniti

 

 

ALL’ECO DEI GABBIANI

 

La riconobbi dallo sguardo.

Era satura l’aria quella sera,

e si spense al fumo d’una sigaretta

il tuo silenzio.

Che lo scorrere torbido di acque

ch’io scorgevo limpide,

era fantasia.

 

Invisibile

quel filo legato nel seguirti

chiedeva aiuto.

Ma nessun gesto,

nemmeno una parola.

 

Mi soffiava un nome nella mente

e mi tornava

soffocato con un grido

su una fotografia.

 

Sapessi quante volte

ho ripercorso questa strada,

finendo su onde tempestose

dove naufragava la mia penna.

Ma era il miraggio d’un’oasi,

coi suoi colori accesi,

a dissipare il malumore.

 

I giorni se ne andavano

da un calendario attento,

e le estati sfogliavano ricordi

evaporati dalla sabbia.

 

Venne l’autunno,

uno dei tanti.

 

Pensai

di chiuderla la porta

voltando le mie spalle

ai tuoi rimorsi

 

e a quell’amore,

 

rassegnandomi,

 

e la tua voce scomparve

all’eco dei gabbiani.