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Ho ancora un
nome
su profonde acque scure.
Sobbalzo tra corpi stesi,
per niente offesi,
in una gabbia aperta,
liberi di non scappare.
Ho forse un nome,
nessuno lo pronuncia
mentre affondano grevi
pezzi di rinuncia,
senza pił una valenza,
in cambio della speranza.
Ho perso anche il nome
in questo viaggio senza etą.
Cerco improbabile nuova vita,
ho gią distrutto la dignitą. |