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Massimo Imperato |
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Ode alle Mani |
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Accarezzano in eterno l'esistenza, con ritmi ondulati, son le mani. Agili aggrediscono i telai per partorir tappeti dai colori gai. Umide, consunte e leste, di porcellana, forgiano le teste. Avvinghiate a duri arnesi picchiando e spennellando, rianimano rocce. Ferme e senza indugio aprono un pertugio in quelle umane membra a riparar la vita. Ti sfiorano un guancia in segno di legame, ti bucano la pancia con un intento infame. Dirigono l'orchestra che suona la tua vita. Le mani sono regine, i re sono le dita. |
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