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Eufemia Griffo |
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Rapsodia in agosto |
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Ho sete madre - urla un volto senza nome – tra le ceneri ardenti simulacri stanchi ossa consunte polveroso odio. Accecante il sole sorge nel cielo terso d’agosto fantasma dal manto nero come la cinica morte grigia vestale di un tempio corrotto dal volto di fuoco. Speranze dissolte nei dubbioso volti prigionieri dell’accecante odio. Nello spazio di una vita che fu sulla coltre grigia una voce si leva Pace! pare che dica…. Hiroshima dai ciliegi in fiore solo un ricordo sbiadito e lontano sepolto dai lampi di luce e da ombre disperse nel NULLA. |
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