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Eufemia Griffo

 

 

Keyryu per Hathor

 

un calice di loto

tintinna tra le cinque dita

nella sala di antichi dei-

lapislazzuli come il cielo,

lo stesso colore del fiume

*

Eufemia

Nemmeno il tempo potrà cancellare la bellezza degli antichi dei egizi: nella prima parte del keiryu si descrive la bellezza della dea  Hathor è una divinità antichissima della mitologia egizia . Dea dell'amore e della gioia, dea madre universale, in quanto generava il dio sole e allattava Horus e il suo rappresentante, il faraone, dea della vita ma anche patrona dei morti e spesso aiuta Osiride nell'accoglienza dei defunti nell'Oltretomba. Si considera protettrice delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni, oltreché protettrice delle arti, della musica e del canto. È la dea che al tramonto mangia il sole (Horus identificato come dio-sole) per restituirgli la vita poche ore dopo; è anche la signora dei venti del nord.

Nella parte finale del keiryu, (“enigma del vento”) la conclusione conduce il lettore a immaginare la potenza di Hathor il cui collo è cinto da lapislazzuli azzurri come il cielo e dello stesso colore del fiume Nilo. Le divinità egizie sono dunque destinate a mantenere lo stesso potere conferito loro nei tempi antichi, nemmeno lo scorrere del tempo è destinato a cancellare le orme di un passato glorioso.