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Eufemia Griffo |
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Elisabetha |
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poesia liberamente ispirata a Dracula di Bram Stocker |
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Gelido il vento d'un inverno infinito scuoteva il mondo
la fine dell'amore là ove il dubbio s'insinua
Mille secoli d'una storia sepolta tinta di sangue
t'invocherò per sempre Mia Dolce Elisabetha
Vaghi come ombra agli Inferi dispersa cercando invano
me, che t'amai in eterno e per questo dannato
Solo illusioni tra l'eleganti vesti: tu, nel suo volto
nelle candide mani profumate di rose
Sangue commisto atteso il giorno venne, a rapir l'ira:
tra i tumultuosi nembi alfine, trovai pace
~ Rigano il volto lacrime calde, ombre Confuse nell’eterna morte
Sapore d’assenzio sulle labbra rubino nell’immortale amore di chi ancora vive
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Testo di Eufemia, immagini tratte
dal film "Dracula" di Francis Ford Coppola, musica dei Blind
Guardian
composta il 22 Marzo 2009
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Per la falsa notizia della sconfitta e morte sul campo del guerriero Vlad III, paladino della lotta cristiana contro i turchi, la moglie Elisabetta si suicida. Il condottiero, folle d'ira e di dolore, giura vendetta e rinnega l'Onnipotente, restando “non morto” per sempre, ambizioso di potere, assetato di sangue (di cui si nutre) e lussurioso. Attraversa i secoli fino alla Londra vittoriana, dove continua la sua caccia ai viventi finché incontra la bella Mina Murray, moglie di Jonathan Harker (il suo agente immobiliare) e dotata di una straordinaria somiglianza con la sua prima moglie Elisabetta. Dapprima “seduce” Lucy, la migliore amica di Mina, riducendola in fin di vita e uccidendola, poi Mina medesima. Da quel momento la sua vita cambia, mentre il dottor Van Helsing e un gruppo di uomini gli danno la caccia. |
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