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Mara Faggioli
 
Camille Claudel
 

La scultura è di Mara Faggioli

    Il nome di Camille Claudel è sempre stato indissolubilmente legato a  quello del grande scultore francese Auguste Rodin essendone stata sua allieva, modella, collaboratrice, amante nonché musa ispiratrice ed avendo sempre vissuto nell’ombra del grande maestro anche se, per il suo talento e per la sua produzione artistica, avrebbe meritato di occupare pienamente  un posto più in luce nel panorama artistico.

   Aspramente criticata per i pregiudizi  della società dell’epoca, non soltanto perché dedita ad un’arte fino ad allora riservata ai soli uomini,  ma anche perché le sue opere erano caratterizzate da una forte sensualità.

    Attraverso la sua scultura seppe dar voce ai sentimenti più forti dell’animo umano come l’amore ed il dolore e, proprio attraverso le sue opere, è possibile ripercorrerne le vicende umane intrise di intensa passione, di sublime affinità elettiva con Rodin, come dimostrano le sculture che i due artisti seppero creare in perfetta simbiosi, ma anche di gelosia, rivalità e grande sofferenza interiore, una sofferenza che, alla fine, logorerà il suo fragile equilibrio psichico. Insomma, una tempestosa storia d’amore, molto feconda sul piano artistico.

    Camille Claudel nacque a Fère en Tardenois nel 1864 ed ebbe un’infanzia assai triste per la mancanza d’affetto da parte della madre che non accettò mai  la sua nascita.

    Fin da adolescente ebbe una spiccata passione per la scultura ed il padre che intravedeva in lei questa dote, sottopose i suoi lavori al giudizio del maestro Alfred Bouchet che ne riconobbe il grande talento. Fu così che la famiglia si trasferì a  Parigi affinché Camille potesse continuare gli studi alla Acadèmie Colarossi.

   Nel 1883 Camille conobbe Auguste Rodin ad una mostra di scultura. Lei aveva 19 anni ed era molto bella. Paul Claudel, poeta e drammaturgo, fratello di Camille, scriverà di lei:  “aveva due occhi azzurri come si possono trovare descritti solo nei romanzi”

   Rodin, che aveva 43 anni, ne rimase subito colpito ed intuendo le sue doti artistiche, la invitò ad entrare nel suo studio per collaborare alla realizzazione di alcune grandi opere come La Porte de l’Enfer, porta monumentale in bronzo, destinata al futuro Museo delle Arti Decorative di Parigi, commissionata nel 1880 da Edmond Turquet, sottosegretario alle Belle Arti e  Les Bourgeois,  monumento commissionato dalla città di Calais.

     Iniziò subito una travolgente passione d’amore che durò circa 15 anni durante i quali i due artisti crearono febbrilmente in uno stato di simbiosi, come si può  evincere dalle opere L’éternel Printemps,  l’éternel idole e Je suis belle.

   Rodin nonostante la passione per Camille, non lasciò mai la paziente  compagna Rose Beuret, che sapeva perdonargli sempre le sue avventure e dalla quale aveva avuto un figlio di due anni minore di Camille.

   L’ambiguità di questa situazione logorò il rapporto con la giovane scultrice, rendendolo sempre più tormentato anche perché, per un certo periodo, Camille aveva sperato di convogliare a nozze con Rodin.  Naufragato  il progetto di una vita in comune, la giovane scultrice riverserà tutto il  dolore  e la sua tensione emotiva  nella scultura in marmo, inizialmente intitolata Sakountala (ispirata dal dramma del poeta indù  Kalidasa)  e poi l’Abbandono  in cui è raffigurata la Ninfa Sakountala che cerca il suo sposo.

   Le crisi di gelosia di Camille, che non volle mai accettare compromessi, diventarono sempre più frequenti e violente fino ad arrivare alla rottura  fra i due artisti. Neppure  l’attesa di un figlio da Rodin rinsaldò il loro legame e Camille fu  costretta ad abortire.

    A questo punto la giovane scultrice inizierà un percorso artistico sempre più indipendente.

    Una delle ultime opere di Camille è un Perseo che regge la testa di Medusa, autoritratto di Camille, metafora della conclusione della sua storia d’amore. E, come colui che incontra lo sguardo di Medusa diventa pietra, così Rodin, che aveva posato il suo sguardo su di lei, ne rimase per sempre ossessionato fino al punto di scolpire sempre volti che altro non erano che il volto di Camille.

    Ma il capolavoro di Camille Claudel fu l’Age mur  che segnò definitivamente la fine della sua storia d’amore con il grande artista. Rappresenta,  infatti, simbolicamente, Rodin che si allontana  con una donna in età avanzata, probabilmente Rose,   mentre una giovane  Camille  inginocchiata protende inutilmente le braccia verso di lui, implorandolo di non lasciarla.

   Rodin è all’apice del successo ma la rottura di questo rapporto sentimentale ed artistico segnerà in modo indelebile la sua esistenza e la sua attività, mentre per Camille inizieranno i primi segni di squilibrio mentale fino ad arrivare a distruggere, durante una crisi, una parte delle sue opere.

    Nel 1913, morto il padre, fu fatta rinchiudere in manicomio dalla madre e dal fratello Paul e, nonostante le strazianti lettere ai familiari, con le quali li implorava di essere riaccolta a casa, fu da essi cancellata dalla memoria, nella vana speranza di salvaguardare il loro onore e lasciata internata, in solitudine, per trenta lunghissimi anni fino alla morte avvenuta il 19 ottobre del 1943.

    Termina così la vita di un’artista non compresa durante una vita dedicata  interamente all’arte e come la definì il critico Octave Mirbeau  “…quelque chose d’unique, une révolte  de la natura, une femme de génie”.