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  Alessandro Cancian
   
   
  L’umido rintocco
   
   
   

l’umido rintocco

sul davanzale bianco

s’infrange in millesimi

e ricade tra rosai

di pulviscole gocce
 

e’ come un sudario

d’insopportabile pesantezza

l’aria che ingoio

sotto un branco denso

di nubi gravide e fuligginose

pronte a straboccare

fatica il pensiero
 

s’attarda e si perde

da subito

negli umori viziati

della torbida terra,

di oleose paure

tracimante

abbasso le palpebre

come saracinesche

sulla vista che soffoca

ed in fretta scolora

immobile esausto

attendo diluvi

e rovesci

come panno da lavare