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Alessandro Cancian

 

 

Rivelazione

 
 

Ho consumato il mio imbarazzo

(velocemente, prima che facesse troppo male)

con frasi sbriciolate

lasciate cadere come pesi morti

oltre le mie labbra indecise e semichiuse

 

Nemmeno io le ho ascoltate!

Com’è insopportabile il suono della discolpa

a chi la colpa la conduce per mano

 

E’ macigno l’ incapacità di perfezionare;

pesante come il non dar peso

alla propria superficialità

 

Lo sguardo,

curvo sul nulla,

barcolla,

mentre le parole fanno silenzio

o quando inventi le tue ripetizioni

 

E’ intollerabile riconoscere un amore