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Alessandro Cancian |
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Rivelazione |
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Ho consumato il mio imbarazzo (velocemente, prima che facesse troppo male) con frasi sbriciolate lasciate cadere come pesi morti oltre le mie labbra indecise e semichiuse
Nemmeno io le ho ascoltate! Com’è insopportabile il suono della discolpa a chi la colpa la conduce per mano
E’ macigno l’ incapacità di perfezionare; pesante come il non dar peso alla propria superficialità
Lo sguardo, curvo sul nulla, barcolla, mentre le parole fanno silenzio o quando inventi le tue ripetizioni
E’ intollerabile riconoscere un amore |
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