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Alessandro Cancian

 

Quiete

 
 
 
  D'improvviso
la trasparenza,
serena,
di stagni stellati.

Fresche crepe
tra nubi cemento,
di limpido buio
sgorganti.

Attimi, di qiuete
cristallina,
che lampano in petto!

Ambulacri
siderali
ove l'anima,
ammorbata,
rianimare
[dopo tanto
dirotto
[gocciolame.

Non Domani,
ma a Breve
dal Già,
la luce di luna
che staglia la notte
e la ingombra
di macerie gassose