Partecipiamo.it

 
 
 

Alessandro Cancian

 

 

 
 

Notte di borea

 

 
 
 

Ai margini del bosco,
oltre gli artigli di tronchi senza tempo
legioni di candide nubi vedo sfilare.
Dal chiaro vento di Borea
sospinte in folle corsa.

Si stagliano, superbe, sulla coltre stellata;
i candidi profili disegnano armonie
di celeste levità e seducente morbidezza.
Auguste e sacre alcove, traversano la notte
e appresso si trascinano sogni ed illusioni.

Oh notte ‘si luminosa
Oh notte di tal bellezza!
A te affido la mia malinconia.
Sul soffice crinale delle nubi immacolate
le mie visioni adagio.

Oh, veemente Borea!
Oh, algido Aquilone!
Quando, finalmente, potrò
anch’io volare tra le
fredde folate e le artiche correnti?
Cavalcare fino a Mizar
ed ancora oltre, al di là
dell’astro di Tramontana?

Nel torrente di stelle ammantato,
dove nuotano i celesti tritoni,
Mi Sogno!
Brezze siderali annuso
e d’oro m’imbratto i capelli:
frammenti assoluti di gemme spaziali.