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Lungo il fiume
guizzano fiammelle
e nell’onde si riflettono, di smania
sfavillando in inquieto luccichio.
Gente dell’acqua che traversa
il germogliato manto e di profumi
avvolge le eburnee vesti, a stento
increspate dal bisbiglio del vespro
e mute nel guazzo intingon le membra;
Della superba Mani, le gote indorate
danzano in gorghi sul ritmo vetusto
di arcane parole forgiate in suo nome.
Ancelle sinuose ondeggian leggiadre,
tra asprezze di scoglio, sul letto del fiume.
Auree custodi del cerchio d’orato
ne veglian la dote da intenti malvagi.
Incantevole suono chiaro si espande
nel cupo fondale, tra arborei giacigli,
su rive grondanti di stille fatate
in anfore argentee raccolte e serbate |