Fin dove arriva il mio sguardo
di pietra
carico di sogni fracassati
che sparpaglio lungo quel cammino di pensiero
che dal centro dei miei occhi
centra il centro esatto del profilo lucente
di un orizzonte consumato e liso
dal troppo immaginare
fin dove arrivano le mie parole
mai pronunciate e per sempre serbate
che rimbombano di tuono
nel fondo dei miei abissi
che un giorno, forse, scandaglierò
fino a là, fin dove giunge ancora
seppure stremata e consunta
la mia fame di illusione
la notte è sempre colma di luce d’astro
di silenzi e melodie d’infinito
e sorgenti di calma stellare
là, tra le sue accecanti ombre siderali
trovano asilo quei miei sogni infranti;
li attendono cure e carezze
premure e bisbigli di speranza
prima del nuovo viaggio
forse l’ultimo dei tanti
od il primo d’infiniti ancora"