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Alessandro Cancian
"Di notte" |
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Abbiamo contato le stelle quella notte, ci siamo inzuppati gli occhi di notte e comete : stridevano nel cielo come gessetti su lavagne a anche tu come me ti sei tappato le orecchie per paura di dimenticarne il suono siderale E abbiamo contato i nostri passi lungo il profilo lieve della collina che baciava quel lembo di blu e sul fango delle nostre lacrime scivolavamo ancora più giù sul crinale, tremolante di un sogno Finiremo ancora una volta accovacciati nel silenzio di un’alba sfacciata che dimentica troppo presto il sacrificio d’astri e pianeti |
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