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Paola Bellassai

 

La rosa madrina

 

 

In un campo detto "Del Frantoio" c'era una multiforme varietà di fiori. Due giovani sposi, un girasole e una violetta, ebbero come germoglio una "giraviola". La scelta della madrina cadde su un rigoglioso bocciolo di rosa. Quando il bocciolo si schiuse, questo divenne il più elegante e potente fiore mai visto nel campo, e fu reclutato da una associazione per fiori scelti, con il nobile scopo di scrutare i misteri della terra e del cielo.

Un giorno la giraviola fece un errore gravissimo e gli altri fiori del campo non poterono non farglielo notare. La nobile rosa, per difendere la goffa giraviola, tolse al giglio il suo bel vestito bianco e gli diede quello rosso del geranio, così come alla primula diede il colore del ciclamino, e al crisantemo il profumo del gelsomino. Sovvertì tutto l'ordine e la quiete del campo, finché i fiori non decisero di unirsi tutti insieme in protesta a denunciare quanto accaduto.

Questa volta la spavalda e temeraria rosa rossa ebbe davvero paura, tanto più che venne fuori che il responsabile di questo pasticcio da apprendista stregone era per l'appunto un membro appartenente alla sua associazione segreta per nobili fiori.

A quel punto, per salvarsi i petali, la rosa fece in modo di dimostrare che il fiore appartenente a quella associazione fosse la violetta madre. Per cui tutti i gendarmi corsero per interrogarla. Ma la rosa, per paura che dall'interrogatorio venisse fuori l’estraneità della violetta ai fatti, portò ai gendarmi e al capo della sua setta prove alquanto traballanti che facevano della violetta un'assassina. E, come tale, per il contrappasso di dantesca memoria, doveva morire.

Venne così il boia, e nottetempo divelse le radici di quella pura violetta, senza che questa potesse difendersi. Tutti i fiori del campo credettero alla menzogna della rosa e furono felici che fosse stata uccisa un'assassina e una sovversiva.

Ma il profumo pulito e delicato della violetta continuò a spandersi in tutto il campo, per molto tempo ancora.

Passarono gli anni e i petali della rosa, che fino ad allora erano stati il suo vanto, divennero sempre più raggrinziti e tetri, e il rosso magenta che li ornava divenne scarlatto come il sangue. Il Giardiniere, ogni volta che innaffiava il prato, inorridiva soltanto a guardarla, finché un giorno non decise di sradicarla e bruciarla assieme alle sterpaglie.

P.S. - Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.