| Antonio Graniero |
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| Biografia |
| RACCOLTE SPARSE |
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''Raccolte Sparse è una raccolta di ''poesie'', appunti, pensieri che mi passano per la testa...in sintesi: <<Raccolta>> di pensieri <<Sparsi>> nella mente.'' Inizialmente era questa la brevissima prefazione di questa raccolta; per ora gli appunti e i pensieri li scrivo in una sorta di agenda che mi porto dietro ovunque. Questi serviranno poi per ''parafrasare'' o meglio comprendere i versi scritti lo stesso giorno. Eccone alcuni. |
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La prima, oltre a rappresentare il coraggio di scrivere poesie (perché almeno nella mia realtà, ci vuole coraggio per essere ''poeti''), rappresenta una fase della mia vita. Gli elementi che la caratterizzano sono 3: il giorno che sarebbe l'età dell'infanzia; il tramonto-pomeriggio ossia l'adolescenza (periodo corrente, il tramonto ne indica appunto la fine); la sera, quindi la conclusione de' versi, è l'età adulta. |
| L' ADDIO AL TRAMONTO |
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E giunto
sull'interminabile prato, sospiro. |
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La seconda, non a caso, è parte della poetica che caratterizza gran parte della Raccolta. Ho la brutta abitudine, non è una colpa, di fare sogni strani e realistici: la maggior parte delle volte si avverano. Questa è frutto di un sogno: da premettere che ho un legame fortissimo con il mio migliore amico, suo nonno era malato, vecchiaia, un mercoledì notte sogno che muore e che ero al suo funerale, consolando il mio amico. Sabato, della stessa settimana, accade: il mio amico m'avvisa con un sms. Immaginate come potessi sentirmi. |
| ALL' AMICO ADDOLORATO |
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Tanto m'amareggiai
al risvegliarmi da quel sogno, |
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Dodicesima poesia della Raccolta è la continuazione della prima ('' L'addio al tramonto ''). Come già spiegato, la sera indica l'età adulta. Questi versi esprimono la paura dell'affrontare questa nuova fase della vita, e l'altro aspetto (negativo) che essa suscita in me. |
| ALL' IMBRUNIRE |
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Giacché ti diedi il
''benvenuto, oh sera'' |
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Quattordicesima. Scritta in presenza del mio migliore amico, seduti alla stessa scrivania, è scritta a mo' di ''testamento'' (forse dovrebbe chiudere la Raccolta, ma è scritta cronologicamente prima delle altre). |
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MIGLIOR PROMESSA |
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Prometti, come non
t'ho mai saputo fare, |
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Ventiduesima. Rispecchia l'opposto del mio carattere, o meglio ciò che sento ma non ho mai fatto. L'ira si scatena negli esseri umani in maniera molto istintiva. L'ira di cui tratto, è quella che prende il sopravvento sulla ragione. Dopo tutto, l'ira è stata ''scolpita in teschio umano '', difficile non provarla mai (anche in maniera ''razionale''). L'ultimo verso, tra parentesi, può essere omesso: la poesia può concludersi col verso: ''V'ama di male e più siete voi che leggera sembra sale''. E' aggiunto il verso inteso come espressione materiale, corporea, di sdegno provocato da questo sentimento. |
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DELL' IRA, LA VENDETTA |
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Ciò che affascina
del lato umano, è l'Ira. |
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Ventisettesima. Omaggio ad una amica. Pseudo nome di ''Flavia L.'' è colei che apprezza in tutti i sensi la mia ''produzione'' e dà consigli. Ha un linguaggio tendenzialmente foscoliano ne ''I sonetti'', è a lui che devo l'amore e l'impegno per la scrittura poetica e letteraria in generale. Mi ha ''battezzato'' nella letteratura italiana di tutti i tempi, specie dal suo in poi... |
| A ELISA DE LILLE |
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Sì tu bel fiore
d'amica, e comprendi |
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Capisco che questo genere di poesia può essere noioso e attempato, ne ho scritte molte altre: queste sono quelle che preferisco. In quanto adolescente, ancora per poco come ormai sapete, sono in continua evoluzione, e con me la mia cultura, il mio studio, il mio linguaggio, il mio essere. Spero, almeno in parte, di avervi ''allietato l'ore'' (come dico in altre poesie) e che mi darete presto una risposta. Non mi interessano i soldi, né fama contemporanea a me, cerco solo di ''provare a fare cultura'': i giovani come me la stanno sempre più distruggendo, inconsapevoli che questo è l'unico mezzo per tenersi giovani in Eterno. Grazie. |