Antonio
Graniero nasce l'11 Marzo 1991 ad Aversa, città della provincia
di Caserta. Vive la sua infanzia nel piccolo nucleo familiare
che gli offre affetto da parte dei genitori ed una rigorosa, ma
giusta, educazione che lo segnerà nel suo essere quindi nelle
relazioni e nella produzione. Ha stretti contatti con il nonno
paterno, col quale vive forti ed indimenticabili esperienze. E'
il 1996 quando suo nonno viene a mancare, Antonio ha solo 5 anni
e già farà suoi tutti gli insegnamenti, andandone fiero.
Frequenta le scuole dell'elementari private, rette da suore, ciò
gli permette di avvicinarsi sin da piccolo alla religione
Cattolica. Fa amicizia molto facilmente con tutti i suoi
coetanei, ma ha già qualcosa che lo contraddistingue. Antonio,
non è un bambino comune. E' attento, osserva tutti i dettagli
della vita che gli permettono di essere più maturo rispetto alla
sua età. L'unica sua grande passione in quegli anni è la musica,
ne conosce di tutti i tipi, dalla classica alla moderna
preferendo quella anni '80s e '90s. ''L'incompreso'', è il
soprannome che alcuni familiari gli attribuiscono, cresce nel
silenzio, nell' educazione che ancora lo perseguita, ma alla
quale, ancora oggi, è riconoscente. Cresce formandosi con le sue
idee costruite giorno dopo giorno, senza ricevere influenze
esterne. Questo silenzio, accompagnato in seguito da solitudine
a causa di numerose delusioni in amicizie, ritenute
''migliori'', caratterizzano Antonio fino ai primi tempi
dell'adolescenza. I genitori, il padre soprattutto, desideroso
di far schiudere quella corazza, forte, stretta che Antonio
stesso s'è costruito per qualche motivo, lo costringe a
frequentare gruppi Scout. E' evidente che la costrizione non
aiuta alla formazione, anche quell'ambiente, dopo tre anni,
risulta ostile e scomodo. Siamo in piena fase adolescenziale, e
dopo piccole esperienze vissute con i compagni delle scuole
medie, si avvicinano alcuni ''problemi familiari'' (definiti
così da egli stesso). Il silenzio e la solitudine ritornano più
feroci di prima per trovare terra fertile in un ragazzino alla
prese con le crisi d'identità. Tutto sembra nero, cupo, ma il
silenzio, la meditazione e la preghiera lo aiutano a formare le
idee che avevano posto le basi nel periodo infantile. La svolta
avviene con l'avvento dell' Azione Cattolica. Antonio scopre un
nuovo mondo; un mondo dove le sue ''teorie'' sono pratiche, si
avvicina ancora di più alla religione Cattolica facendo forti
esperienze. Decide di spogliarsi del suo vecchio modo di essere,
diventa ''ribelle'', si abbandona all'edonismo adolescenziale
con i suoi nuovi amici, ubriacandosi di vita e di nuove
esperienze, volenteroso di dimenticare i problemi che
attraversavano la sua famiglia. E' un ragazzo sensibile, ancora
diverso dagli altri. Questa diversità gli provoca delle
ulteriori crisi, decide di attuare il concetto di ''mimesis''
(imitazione): si serve di alcuni modelli, giusto o sbagliati,
che gli permettono di entrare da ''normale'' in un ampio gruppo
di persone. Il silenzio e la mancanza di relazioni forti non gli
permettevano di mostrarsi per come è fin quando, un ulteriore
svolta avviene, conosce e inizia a frequentare assiduamente il
suo migliore amico, Fabrizio. Antonio cambia, diventa più sicuro
di se e di quello che da solo è diventato. Questa sicurezza gli
dà serenità, e questa serenità si traduce nella voglia di
raccontarlo al mondo intero: finiti i ''problemi di famiglia'',
dei quali s'è fatto ormai carico, è felice d'aver trovato un
amico che egli chiamerà Migliore per sempre, il quale lo aiuta a
sciogliersi. Siamo negli anni del liceo. Inizia a scrivere una
biografia, il romanzo ''Via delle venti Luci'', nel quale
avrebbe raccontato la storia della sua famiglia: dalla nascita
dei suoi nonni, fino alla sua. Scrive il primo capitolo e lo
lascia incompleto. Nel frattempo si dedica alla sua unica e
grande passione: la Musica. Impara a suonare la chitarra ed
altri strumenti col suo migliore amico. Quest' amicizia lo
caratterizzerà per il resto della sua vita, di ciò, in un
secondo momento decide di scrivere una seconda, anzi nuova
biografia ''E' delicato''. Scritti tre capitoli, lascia anche
questa. La sua produzione è in crisi, non ancora è matura. Egli
ritiene impossibile trovare un finale alle sue biografie, perché
ritiene essere un finale inventato e non ne riesce a trovare uno
adatto. Nella fase finale della sua adolescenza, grazie alla sua
prof. di italiano, si avvicina con entusiasmo alla Letteratura
Italiana, nella quale trova tutte le sue ''soluzioni''. E' Ugo
Foscolo con i suoi ''Sonetti'' che gli apre la strada alla
poesia. Ancora oggi appassionato, studia molto volentieri questa
disciplina, approfondendo ciò che più gli interessa. Antonio, è
un ragazzo formato già da molti anni, ma studiando letteratura
gioca con la sua identità immedesimandosi negli autori e nelle
loro idee, permettendogli di vedere nuovi orizzonti e scavare
nel passato. La sua produzione attiva inizia in Autunno 2009
quando, finalmente, riconosce nel verso libero il suo genere per
esprimersi. Collezionando le sue ''poesie'' in una raccolta,
appunto il titolo: ''RACCOLTE SPARSE''. Antonio, come da sempre
il suo contraddistinguersi, scrive per se stesso e per la
cultura italiana: ''Tanti sono i ragazzi che scrivono, sui blog,
nei social network...pochi sono davvero interessati a dare un
contributo alla Cultura, anzi la stanno perdendo.''