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(Sono una
piccola ape furibonda.)
Alda Merini
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| Il mio passato | |
| Alda Merini | |
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Spesso
ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi solo quando mi sono rimasti pochi giorni. Quello che e’ passato e’ come se non ci fosse mai stato. Il passato e’ un laccio che stringe la gola alla mia mente e toglie energie per affrontare il mio presente. Il passato e’ solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho già visto non conta più niente. Il passato ed il futuro non sono realtà ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante. |
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E' con questa mia poesia
"Poeta" che desidero esprimere il mio sentimento di
sincera tristezza per la morte dell'Illustrissima e Cara Poetessa
Alda Merini
Giovanni Teresi:
"POETA" Pittore dell'animo, dei sentimenti. Viaggiatore nei sogni, nella fantasia. Interprete della natura intera e delle genti. Produttore di parole d'amore in poesia. Artista non di ritratto, ma di vita. Statua non di marmo, ma di creta. Giocoliere della mente e della vita. Immortale nell'opera ch'è la meta. |
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Cristina Pia Sessa Sgueglia Un fiore per Alda |
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Un fiore |
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AD ALDA MERINI |
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Oltre le brume del Naviglio |
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Libera Mastropaolo … Ma il poeta rimane |
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Tra le
pieghe abbozzate |
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Chi ha avuto modo di conoscerne la travagliata vicenda umana, saprà in modo particolare che Alda Merini ha vissuto tratti della propria esistenza segregata in alcuni ospedali psichiatrici, sia a Milano che a Taranto, dove si era trasferita dopo aver sposato in seconde nozze il poeta Michele Pierri. Che ha trascorso gli ultimi anni in condizioni di indigenza economica, sopravvivendo grazie ai contributi dei servizi sociali e della legge Bacchelli. Una volta le venne sospesa addirittura l’erogazione del gas, in seguito alle preoccupazioni di un amico a cui aveva confidato “di trovarsi alla canna del gas”. L’estremo ideale che aveva assegnato a se stessa è stato quello di catalizzare attorno alla propria figura l’attenzione di un variegato pubblico di lettori, costituito non solo da cultori della materia, ma anche da donne frustrate e da poeti esordienti, e soprattutto da una accolita schiera di reietti sociali, che trovavano spesso asilo nel suo angusto appartamento sui Navigli e voce nei suoi componimenti poetici. Era nata a Milano il 1 marzo del 1931 da una famiglia di umili origini, in quella stessa città dove si è spenta il 1 novembre del 2009 stroncata da un tumore osseo. La sua passione per la poesia si era manifestata in età molto precoce, ma era stata costretta a frequentare un istituto professionale, per aver fallito l’ingresso al liceo Alessandro Manzoni proprio nella prova d’italiano. Come ogni autentico artista, aveva finito per vivere personalmente la sua poetica, coniugando il ritmo dell’endecasillabo con l’istintiva impudicizia di un misticismo erotico, che hanno costituito il segno tangibile di una poesia impulsiva ma formalmente composta. Ogni sua parola, ogni atteggiamento, perfino il suo aspetto fisico, trovavano un’immediata corrispondenza nei suoi versi. Attraversata da un flusso costante di lucida follia, la vicenda esistenziale ha finito invariabilmente per riversarsi in quella letteraria, lasciando che la componente ansiosa e inquieta del suo carattere conferisse alle opere un’intonazione irruenta e visionaria. La compenetrazione dei ruoli si è svolta in superficie, sotto gli occhi di tutti, lasciando che le parole e i fatti passassero in maniera immediata e diretta nella sua versificazione e rendendo difficoltoso distinguere la persona dalla poetessa. Dicendo che i suoi testi sono legati alla biografia, non si deve tuttavia intendere che siano libri autobiografici. Più che altro sono lo sfogo di una donna che pur parlando di sé non lo fa con chiarezza né a vantaggio della chiarezza, ma riesce non per questo a trasmettere gli umori di una condizione di profondo disagio. Esordì giovanissima pubblicando nel 1953, con gli auspici di Giacinto Spagnoletti e Angelo Romano, la sua prima raccolta di poesie dal titolo La presenza di Orfeo, con cui ottenne fin da subito ambiti riconoscimenti da parte della critica e l’apprezzamento di Salvatore Quasimodo. Da quel momento la sua produzione letteraria, particolarmente nutrita, è andata arricchendosi di opere in versi e in prosa, che le sono valsi il conferimento nel 1993 del prestigioso Premio Librex - Guggenheim "Eugenio Montale" per la poesia, nel 1996 del Premio Viareggio e nel 1997 del Premio Procida - Elsa Morante. Il sentirsi sensibile alle sciagure dei suoi simili serviva in lei ad accrescere il sentimento confuso di un’indole per qualche lato refrattaria alle convenzioni sociali e ostile ad ogni forma di conformismo. Ad una vita che ha tentato di emarginarla, ma non le ha impedito di consegnarci l’ardore sommesso di una poesia pur marezzata da una componente di malinconico disincanto. E il rumore cupo della voce resa cavernosa dal fumo, che avevamo imparato a riconoscere, in questi ultimi anni, nelle sue non rare apparizioni televisive. |
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Alda Merini Poesie |
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La mia poesia è alacre come il fuoco trascorre tra le mie dita come un rosario Non prego perché sono un poeta della sventura che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, sono il poeta che canta e non trova parole, sono la paglia arida sopra cui batte il suono, sono la ninna nanna che fa piangere i figli, sono la vanagloria che si lascia cadere, il manto di metallo di una lunga preghiera del passato cordoglio che non vede la luce. Alda Merini, da "La volpe e il sipario" ... La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria. Alda Merini, da "Terra d'amore" ... Pensiero,io non ho più parole. Ma cosa sei tu in sostanza? qualcosa che lacrima a volte, e a volte dà luce. Pensiero,dove hai le radici? Nella mia anima folle o nel mio grembo distrutto? Sei così ardito vorace, consumi ogni distanza; dimmi che io mi ritorca come ha già fatto Orfeo guardando la sua Euridice, e così possa perderti nell'antro della follia. Alda Merini, da "La terra santa" ... Le più belle poesie si scrivono sopra le pietre coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal mistero. Le più belle poesie si scrivono davanti a un altare vuoto, accerchiati da argenti della divina follia. Così, pazzo criminale qual sei tu detti versi all’umanità, i versi della riscossa e le bibliche profezie e sei fratello a Giona. Ma nella Terra Promessa dove germinano i pomi d’oro e l’albero della conoscenza Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto. Ma tu sì, maledici ora per ora il tuo canto perché sei sceso nel limbo, dove aspiri l’assenzio di una sopravvivenza negata. Alda Merini, da "La Terra Santa" 1983 ... Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima, il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola come una trappola da sacrificio, è quindi venuto il momento di cantare una esequie al passato. Alda Merini, da "La Terra Santa" ... Corpo, ludibrio grigio con le tue scarlatte voglie, fino a quando mi imprigionerai? anima circonflessa, circonfusa e incapace, anima circoncisa, che fai distesa nel corpo? Alda Merini, da "La Terra Santa" ... Le mie impronte digitali prese in manicomio hanno perseguitato le mie mani come un rantolo che salisse la vena della vita, quelle impronte digitali dannate sono state registrate nel cielo e vibrano insieme ahimè alle stelle dell'Orsa maggiore. Alda Merini ... Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano. Alda Merini, da "Vuoto d'amore" ... Bacio che sopporti il peso della mia anima breve in te il mondo del mio discorso diventa suono e paura. Alda Merini ... Non avessi sperato in te e nel fatto che non sei un poeta di solo amore tu che continui a dirmi che verrai domani e non capisci che per me il domani e' gia' passato. Alda Merini ... Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto. Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più: è un gesto di morte fissa che non ti so regalare. Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono" ... Solo un mano d'angelo intatta di sè, del suo amore per sè, potrebbe offrirmi la concavità del suo palmo perché vi riversi il mio pianto. La mano dell'uomo vivente è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri, è troppo ricolma di vita e di plasma di vita! Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi per il tranquillo pianto del proprio fratello! E dunque, soltanto una mano di angelo bianco dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa. Alda Merini ... Bambino Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe che portino la pace ovunque e l'ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento. Alda Merini ... Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi e mette assieme tutti i suoi giorni in una mano tesa per donare, in una mano che assolve perché vede il cuore di Dio. Ma la città è triste perché nessuno pensa che i fiori del Poeta sbocciano per vivere molto a lungo per le vie anguste della grazia. Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio" ... Amore, vola da me con l'aeroplano di carta della mia fantasia, con l'ingegno del tuo sentimento. Vedrai fiorire terre piene di magia e io sarò la chioma d'albero più alta per darti frescura e riparo. Fa' delle due braccia due ali d'angelo e porta anche a me un po' di pace e il giocattolo del sogno. Ma prima di dirmi qualcosa guarda il genio in fiore del mio cuore. Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio" ... Accarezzami, amore, ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna. Non venirmi a molestare anche tu con quelle sciocche ricerche sulle tracce del divino. Dio arriverà all'alba se io sarò tra le tue braccia. Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio" ... Sono folle di te, amore che vieni a rintracciare nei miei trascorsi questi giocattoli rotti delle mie parole. Ti faccio dono di tutto se vuoi, tanto io sono solo una fanciulla piena di poesia e coperta di lacrime salate, io voglio solo addormentarmi sulla ripa del cielo stellato e diventare un dolce vento di canti d'amore per te. Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio" ... Del tutto ignari della nostra esistenza voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, e delle nostre squallide ferite voi fate un balsamo per le labbra di Dio. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli, né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c'è una linea di infelicità come di un uragano che separa noi dalla vostra siepe. Voi entrate nell'uragano dell'universo come coloro che si gettano nell'inferno e trovano il tremolo sospiro di chi sta per morire e di chi sta per nascere. Alda Merini, da "La carne degli angeli"
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Cos'è l'amore?
un volo d'infinito come una poesia di miriadi di stelle ne tesse il fine manto E poi si avvolge fuggendo mestamente il mio dolore bruciando pagine tra il fuoco e la cenere Mille parole nel tempo ed oltre il tempo lasciano tracce ore senza domani nel viaggio verso le stelle
poesia di
Eufemia Griffo
15 Novembre
2009
Possa il tuo viaggio essere luminoso come una notte d'estate, rischiarata da lucciole e stelle |
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