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Luciano Somma
 
 

Forse sarà un’illusione ma sono ancora convinto che la poesia possa servire da messaggio affinché, specie per le giovani generazioni, si potrà in futuro nutrire L’amore per la famiglia e per gli altri esseri umani che popolano questo pianeta.

Mi rifiuto di credere che la telematica potrà annullare quei valori umani indispensabili per poter condurre una vita degna di essere vissuta.

 
A LAURA
 

Con la matita degli anni

Il tempo disegna

Sul tuo volto ancora bello

Tanto

Ad ogni tuo genetliaco

Una ruga

Laura

Come vorrei

Che il congegno perfetto

Sincronizzato

Dell’orologio del destino

Si fermasse

Come per un miracolo

si spezzasse

Amore

Laura

Come vorrei che lo specchio

Non ti dicesse parole crudeli

E tu non ti accorgessi

Dei tuo seni maturi

Del tuo ventre floscio

Dei tuoi fianchi adiposi

Ma ricorda che anche quando

I tuoi capelli bianchi

Ed il tuo corpo goffo

(solo agli occhi degli altri)

ti faranno pensare è finita

io vedrò sempre in te

Laura

Lo splendore

Dei tuoi vent’anni .

 
 
  ALTRE MIETITURE
 

Se questa civiltà

Si è rivelata

Trappola per topi

Col gatto fiero

Che si lecca i baffi

Sapendo di esser furbo

E di aver vinto

Non c’è bisogno

Di esplorare foreste

Ci basta il quotidiano

Per capire

Dov’è la giungla

Ed a chi spetterà

Il grano maturo

Eppure nonostante tutto

A noi comunque mai

Non manca il pane.

Pascoleremo ancora

Il gregge in transumanza

Perché pur vinti

Ci attendono domani

Nei nostri campi

Le attese

Di ben altre mietiture.

 
 
MISTERO
 

 Orfano prematuro

In ginocchio

Davanti al padre morto

Mi venne da pensare

A un Dio crudele

Che aveva ordito

Un perfido disegno

Per spargere

Dolore

Sul mio primo quaderno

E mi sembrò

Di aver subito

Una condanna a vita

Col programma

Di brividi di gelo nel futuro

Senz’angelo custode

Nell’infernale abisso

Del mio essere

Oggi

Pure nutrendo in palpiti

In giochi d’ombre e luci

I nuovi giorni

Di ritrovata fede

Come un fantasma di memoria

Torna

Ancora irrisolvibile mistero

Il volto vivo

Di mio padre morto.