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LUCIANO SOMMA
IMMAGINI Poesie
Disegni fuori testo di Pamela Allegretto Franz
IMMAGINI
Mi sei apparsa vestita di sole con addosso il tuo nudo integrale un ricordo fantasma d’estate che ritorna superbo e io sto male. Mi riporta lontano nel tempo con la bocca attaccata a quel seno che succhiavo ingoiando il mio latte mi svegliava uno sguardo sereno. Era amore l’amore di madre proteggeva il suo cucciolo ed io ero là coi miei occhi di bimbo che stringevo quel mondo era mio. Sulla sabbia infuocata d’agosto non mi brucia soltanto la pelle ma memorie oggi cenere al vento foglie morte frammenti di stelle che comunque tra ortensie e le calle il pensiero riporta alla mente quanti brividi caldo d’aurore le mie lacrime piante per niente. Muore il giorno compare il tramonto eri solo una statua di cera sei confusa tra i grani di sabbia Dio in un lampo già è scesa la sera.
IMAGENES(Trad. JON BOADA)
Has aparecido vestida de sol Cubierta tu desnudo integral Un fantasmal recuerdo de verano Que ritorna soberbio y yo estoy mal. Me devuelve a tiempos lejanos Con la boca pegada a aquel pecho Que sorbia engullendo la leche,
me velaba una mirada serena. Era amor, el amor de madre Que protegia a su cachorro y yo Estaba allì con mis ojos de nino Que abarcaban aquel mundo mio. Sobre la arena ardiente de agosto No se quema sòlo mi piel, tambièn mis memorias hoy cenizas al viento, hojas muertas fragmentos de estrellas que aùn entre hortensias y lirios de agua el pensamiento devuelve a la mente cuantos càlidos temblores de auroras mis làgrimas lloradas por nada. Muere el dìa, aparece el ocaso Eras sòlo una statua de cera Confundida entre granos de arena, Dios en un rayo y la noche ya llega.
IMAGES(trad. Di PAMELA ALLEGRETTO)
You appeared to me dressed in sunlight On you bared completely A ghostly memory of summer That returns proud and i am pained. It takes me back in time With mouth attached to that busom I sucked swallowing my milk While a serene gaze watched over me It was love a mother’s love It protected her cub and I Was there with my unfant’s eyes I held tightly the world that was mine. On the samd inflamed by August Not only my skin burns But today’s memories ashes to the wind Dead leaves fragments of stars However among hydrangea and bell flowers The memory returns to mind How many warm shivers of sunrise My tears cried for freely. The day dies to achieve sunset I was only a statue in wax You confused among grains of sand God in a flash already let evening fall.
IMAGES(trad. LUIGI JANNONE)
Tu es apparue vetue de soleil Avec pour tout habit ton nu integral Un souvenir, un fantasme d’ètè Qui revient arrogant et je suis mal Je retorne lointain dans le temps La bouche collèe à ce sein Qui buvait en avalant son lait Sous un regard bienveillant et serein. C’etait l’amour, l’amour maternel Protegeant son chiot et moi J’ètais la avec mes yeux d’un enfànt Etreignant ce petit monde tout à moi. Sur le sable brùlant du mois d’aoùt La brulure n’atteint pas que ma peau Les memoires a ce jour cendres dans le vent Feuilles mortes, fragments d’ètoiles Qui parmi ortensia et acacias La pensèe ramène à l’esprit Les frissons chauds de l’aurore Et mes larmes pleurées sans raison. Meurt le jour, survient le couchant Tu n’étais plus qu’une statue de cire Confondue entre les grains de sable Mon Dieu, en un instant le soir est tombé.
POLVERE DI LUNA
...E mi bastò vedere l’albero nudo che in balìa del vento pareva un Crocifisso tremolante per capire la crudeltà del tempo nell’autunno il mio limite umano della vita di fronte ad una maschera di gelo malinconica del rosso d’un tramonto negli occhi che guardavano le stelle come un sogno interrotto all’improvviso coperto da una polvere di luna.
AGRO
Erano sorrisi di gioia nei fienili in mani esperte le zappe sembravano d’acciaio il contadino polmoni aperti alla fragranza d’aria pregustava dall’alba una notte d’amore la primavera aveva il dolce volto d’una vergine agghindata di fiori profumati e nel roseto cresceva la certezza che dava senso a fiumi di speranza ora c’è solo un pozzo di malessere nei volti già rugosi vecchi e stanchi e per gli eredi c’è soltanto il vuoto perché il silenzio greve del granaio non può dar voce ad urla di sconfitte quando si vede piangere dal cielo lacrime rosso sangue sulla terra e lo spaventapasseri è solo un altro Cristo messo in croce tra i campi che minacciano la fame aspettando chissà quale miracolo.
SCONFITTA
I miei pensieri urla nel silenzio fuochi a mare nel cielo della notte gli occhi fissi
sul soffitto della stanza cercano almeno una risposta ai mille perché che come fantasmi vaganti danzano nel loro territorio sembrano formule per elaborare speranze che tuffandosi tra le lenzuola affondano nell’abissale vuoto d’una coatta solitudine. Con l’alba un sole più vecchio d’un giorno riscalderà il lungo gelo d’un ibernato senso di sconfitta.
ANDIAMO VIA
Stasera andremo via non mi chiedere dove andremo via tieniti stretta a me mia compagna di vita mia compagna tu donna madre amante tu che mi pulsi dentro che bruci che ribolli sotto pelle in un’orgia di bene che non mi so spiegare ti vedo in ogni sguardo al femminile ti vedo in ogni orgasmo sia pure solamente immaginato ti sento libera farfalla dal volo bambino le ali adulte nei sentieri immensi del mio girovagare sul cammino del mio domani adesso stringimi la mano non aspettiamo ancora andiamo via.
FIGLI
Non eravate ancora materia eppure vi sentivo ondivaghi venire su questa spiaggia della mia vita ad un breve intervallo v’incontrai polposi frutti della nostra carne palpitanti al ritmico pulsare d’un amore ora debbo alzarmi sulle punte per baciarvi miei piccoli giganti che a vostra volta avete generato e sento ancor più forte il palpitare al grido d’un miracolo la vita.
APATIA
Come sarebbe facile fingere di passare per caso tra quelle mura antiche entrare nel palazzo l’aria di chi è distratto indifferente e lei che da lassù dal quarto piano scende furtivamente per rubare come una volta al tempo qualche attimo d’amore come sarebbe facile metterla con le spalle contro il muro per darle una carezza un bacio e che so io sentire ancora un brivido quel brivido di rinnovato desiderio voglia di dare e avere invece sono qui a guardare il mare e questa sera io respiro l’apatia d’un giorno che è passato un altro giorno nudo e crocifisso.
MINE
Sotto l’azzurro nei campi manichini che i passeri ignorano da tempo beccando senza ombra di spavento mine antiuomo esplodono squarciando tutto e macchie rosso – vivo di sangue sulle foglie testimoniano crudeltà senza confini.
INVERNO
C’è troppa polvere sul mio ieri vissuto ci divide un oceano tutto è troppo lontano un letto disfatto un telefono muto una stanza in disordine un pensiero che torna troppi oggetti ricordi come foto sbiadita la memoria si ferma su una rosa appassita solitudine amara che mi sfiori la mente sai di muffa sei antica non mi servi più a niente io risalgo il calvario sulla neve del tempo ti rivedo mia croce ma sei gelo è già inverno.
SAPORE ANTICO
Il cèrbero sostava sulla soglia, il volto imperscrutabile segnato dalle rughe, fissava un punto, nell’aria opaca e grigia, d’inoltrato autunno. La sua sedia di paglia cigolava sotto il peso gravoso d’una mole massiccia nonostante la vecchiaia. La sua Santuzza, moglie contadina, che aveva condiviso gioie e dolori non era più al suo fianco. Da un mese che per lui sembrava eterno non guardava il suo Dio uomo padrone per accudirlo, obbedirlo, servirlo, riverirlo. Fissava ora le mani tremolanti la fede all’anulare e un’altra al mignolo tutti i suoi campi diventati orfani il dramma umano lo sentiva crescere come la forza della sua impotenza. Dagli occhi il pianto scendeva sul suo viso dirottamente come una fontana.
CARPE DIEM
Trasuda rabbia il vento che dal mare malefico tortura la scogliera al ritmo d’un suono cadenzato e sembra emergere nell’aria un po’ salmastra come onirismo un simbolo freudiano. Immagine di donna improponibile nata dalla mia mente intorpidita guardando un ventre floscio che sovrasta un sesso indefinito. Eppure ascolto l’eco che dal mare sussurra dall’abisso del suo mondo come se fosse un urlo di sirena più forte ancora la parola amore che si staglia volando verso il cielo insieme a un altro coro di parole. Sembra diverso il tempo in un momento l’attimo fugge via nel firmamento.
ORA CHE SEI
L’unica mia certezza è la tua assenza silenzio nel silenzio nell’abissale vuoto dei miei giorni che vivo ormai nella monotonia di gesti frasi fatte indifferenza. La gente il mondo maschere di gelo .cavalli pazzi sono i miei pensieri che corrono cercando praterie io sono schiavo qui del nostro ieri e tu sei solo una fotografia.
CHIARO SCURO
Filtrano raggi di sole tra gli alberi del castagneto giochi di fate e di gnomi innocenti di danza profumano vita nel divenire di memoria sogno col chiaro scuro della mia esistenza.
C’ERAVAMO
C’eravamo un po’ tutti all’ imbrunire su quella immensa spiaggia dove il mare lambiva con le onde la scogliera a raccontare favole d’Agosto per poi cantare in coro la canzone di quella estate giunta ormai alla fine. E c’eravamo ancora in quel corteo con i cartelli in mano a contestare date lavoro a chi è disoccupato date le case a chi dorme all’addiaccio date ospedali ai poveri ammalati. E c’eravamo ancora a ribellarci contro porno e droga all’uomo incinto ai figli con provetta al trionfo d’un Cristo dei potenti cercando il nostro Cristo nella fede. Le nostre voci oggi sono vento nell’agonia dei giorni in cui i rosari sono sepolte dalle pietre tempo e dir che c’eravamo c’eravamo.
POVERTA’
Ieri ho gettato nel mare il mio libro di memorie. Oggi sono povero.
CERCO UNA META
Attingo dal mio quotidiano vissuto gocce di memorie dove si sovrappongono in alternanza qualche vittoria e le tante sconfitte innegabile realtà dell’essere nell’irto percorso esistenziale cerco una meta tra cattedrali di silenzi nell’uragano dei pensieri immergendomi negli oceani dei sogni in questa attesa palpitante vivo ed è già tanto.
L’INFANZIA RUBATA
Nel mondo occhi di bimbi più non vedono giochi innocenti non hanno più spazi nei giardini dove correre nel cielo gli aquiloni sono lame di acciaio la fame ha il volto cupo dell’indifferenza nel tempestoso mare della vita siamo in attesa d’un arcobaleno nell’aria trema un suono d’una corda di chitarra spezzata come un’infanzia rubata tra brividi di gelo d’una morte acerba.
DESIDERIO
Cerco un approdo sia pure una spiaggia deserta una mano sia pure segnata dal tempo da un piccolo sole mi aspetto il calore il colore del giallo più vivo con l’ombra nel verde che possa ridare ai miei anni la lieve frescura di tenera linfa vitale lontano dal male. Lontano.
L’APOTEOSI DELL’AUTUNNO
Brividi di foglie al vento lungo il viale del castagneto respiro l’aria pungente di primo mattino ti penso mi ero dimenticato il ricordare il tuo sorriso bambino gli occhi di mare quella sete d’amore il desiderio di fare. Oggi sono qui a guardare la montagna con le mani arrossate dal gelo ma nonostante tutto sorrido. Sarà l’apoteosi dell’autunno.
IL CORAGGIO DI VIVERE
Il mondo viziosa ruota che gira senza fine con la sua brutalità con i mille interrogativi con i tanti puntini sospensivi questo mondo così diverso da quello che sognavo da bambino con la sua ingenuità con la sua credulità con le mie piccole grandi illusioni è ora davanti a me come un orrendo mostro che ha tolto nel suo ultimo carnevale la maschera di buontempone per apparire in tutta la sua macroscopica dimensione. Ed io sono qui perplesso a guardarlo senza rancore (come si guarda lo scheletro d’un nemico) a chiedermi chi mi ha dato nonostante tutto la forza di esistere il coraggio di vivere.
DA DOMANI IN DOMANI
A togliere il fiato al mio cuore bambino è stata l’attesa di giorni monelli e le arrampicate lassù tra i cancelli a darmi paura di tutti e di tutto donandomi un’alba vestita di lutto domani in domani speranze sospese cadute nel mare ne ho fatto le spese la vita che corre sul filo di seta laggiù all’orizzonte s’è accesa una luce ancora un’attesa ma qual è la meta?
PACE
Anche in questo secolo, come ai tempi degli schiavi, la legge del più forte! Nuvole di morte requiem per il cielo affollato da microbi maligni. Sempre la stessa corrida dove il toro è inevitabilmente il povero Cristo, uomo della strada, messo in croce con i chiodi della violenza. All’orizzonte scheletri d’un’ansia di sereno tramandata da popolo in popolo. Esistenza che sei? Chi sei? Un interrogativo la cui risposta è sempre la stessa tragedia d’un dramma dall’epilogo scontato. Io con il mio cuore di poeta urlo con tutte le mie forze con incerta grafia tralasciando l’ortografia scolastica la grammatica accademica che rende colto ma non certo umano pietà per il mondo per i giovani che crescono succhiando droga e chiedo genuflesso: Pace, pace!
CERCAMMO INVANO
…E venne il tempo delle vacche magre avevamo goduto opulenze danzando attorno al fuoco del bivacco ed innalzando al cielo i nostri canti per ringraziare dei senza preghiere mentre i nostri fratelli morivano nel mondo per la fame. I nostri ventri sazi .dicevano alle menti ebbre di vino di non pensare agli altri solo a noi. Ci abbandonammo all’erotismo più sfrenato e insano quando la droga già faceva effetto ci divertiva gettar siringhe a perdere nel mare. …Poi venne il tempo della carestia cercammo invano secoli di storia.
AD UNA CARA AMICA
E spesso una fiera che muta ogni istante sa essere amante discreta e fedele a volte un’amica che madre e sorella mi appare nel sogno magnifica stella un battito d’ali con lei salgo in cielo un sogno diverso che sfiora l’immenso.
NEL BREVE SPAZIO
Mare sereno cielo senza lampi un’alba nuova accesa di speranza libri e cartelle corse nei cortili le spalle al muro prime delusioni poi un’altra volta nuovamente l’ansia d’un nuovo amore con il primo frutto strada di rovi fitta di boscaglia miti crollati giorni d’apatia poi la ricerca della grande luce nell’ostia immensa simbolo di fede ma è la burrasca dietro al crisantemo unghie di rabbia graffiano lo specchio nel breve spazio che chiamiamo vita.
ISOLE
Alcuni pensieri sono folgoranti deliri di luce accesi nella memoria per fermarsi in isole abbandonate da tempo squarciando le pietre tombali del passato per ritrovare sensazioni dimenticate su sonore lunghezze d’onde sintonizzate ma quella musica non potrà far rinascere quell’attimo rubato dagli artigli del tempo tutto ritorna al presente per un nuovo approdo sull’isola del domani.
VOCI
L’elenco dei miei errori rotola come pellicola d’un film in bianco e nero sulla bocca della notte sulla mia mente ascolto l’urlo delle mie verità ed il lamento delle mie bugie cogli occhi fissi sul soffitto vuoto aspetto l’alba che verrà per affacciarsi col primo cinguettio del cardellino col nuovo sole della primavera per dare un po’ di voce ai miei silenzi.
VOGLIA DI TENEREZZA
Questa sera profuma d’estate profuma di te Napoli un’aria di mare m’inebria e volo confuso con la fantasia verso lidi lontani il ricordo mi porta un sorriso e cresce come la pioggia in un fiume questa dannata voglia che ho dentro d’un soffio di tenerezza una carezza per vivere.
SERATA
In questa sera di pioggia l’aria profuma d’autunno le luci intorno per strada sembrano occhi di gatto cammino senza una meta non cerco nulla e nessuno non ho più echi nel cuore resta soltanto il rimpianto tu sei lontana e non torni labbra sognate di ieri corpo flessuoso d’amante ape regina da sempre. Davanti a me solo scale oramai tutte in discesa in fondo solo l’abisso per me l’eterno mistero.
SENTIRE AMORE
Quando ti sfugge un pensiero e ti aggrappi all’idea di voler catturare qualcosa che va e non trovi la chiave per aprire una porta e non trovi più il cielo per volare lassù è il momento di dire che rimani fottuto sempre in cerca d’aiuto che nessuno darà e allora ti senti urlare d’amore per le strade del mondo e vuoi cercare l’amore negli abissi profondi con la lenza dei desideri e l’amo dei sogni peschi un’immagine per aspettare nell’aria vergine fragranza di bene un respiro di vita.
PAESE DI MONTAGNA
Lassù il paese dai camini accesi (l’inverno è lungo) ovattato dal fumo e dalla nebbia nasconde nelle rocce il suo passato là dove la voglia dei più anziani è nelle carte e i desideri annegano nel vino le donne stanche dai martiri antichi cercano nuove albe in uno schermo la casa resta ancora una clausura e nelle vesti il nero per il lutto. Cattedrali di sassi i loro sguardi mentre al galoppo giovani puledri vanno verso altre mete e le ragazze riscattano i destini delle madri. Febbraio sotto la neve si profuma d’un erba voglio verde di speranza.
DESTINO PROLETARIO
Sa d’inverno inoltrato eppure non è quest’aria di primo mattino e guardo non molto lontano il pettirosso beccare nel campo di grano lontano da te mia città migliaia di chilometri in fretta mi vesto il mio destino proletario continua il dovere mi chiama non ho alcun diritto di correre libero là tra i papaveri …e intanto il tempo passa coprendo di noia le mie inutili ore d’attesa.
AMICO DI SEMPRE
Finito il percorso sei andato lontano nel tempo là dove da sempre vi regna sovrano il mistero amico mio ombra di sempre fedele e fidato un cane eri un cane soltanto agli occhi di tutti per me tu l’hai sempre saputo qualcosa di più. Ed oggi che piove il pensiero mi porta il tuo vento e l’ultima volta che vidi il tuo sguardo nel mio pur senza parlare noi due quante cose capimmo immagini un film a puntate quei giorni volati adesso sei solo un ricordo che corre nei prati adesso sei solo rimpianto d’un bene perduto tristezza infinita d’un mondo finito per sempre.
ATTIMO
Il sole sbadiglia tra le nuvole una colomba muore nella neve quest’attimo granello di storia strappato all’immensità è come un disegno nel vento è un pensiero nell’aria è come una fiammella che violenta il nero manto dell’oscurità intorno è silenzio da lontano giunge solo un lamento di campagna in agonia.
MOMENTO(trad. JOAN BOADA)
El sol bosteza .entre las nubes, una paloma muere en la nieve. Este momento, grano de historia arrancado a la immensidad, es como un dibujo en el viento, es un pensamiento en el aire, es como una pequena llama que viola el negro manto de la oscuridad. Alrededor todo es silencio. De la lejania, Ilega solo un lamento de campana en agonia.
MOMENT(Trad. di PAMELA ALLEGRETTO)
The sun yawns .between the clouds a dove dies in the snow this moment grain of history snatched from the vastness is like a drawing in the wind it is a thought in the air like a small flame that assaults the black coat of abscurity inside is silence from far away rises alone a bell’s lament in agony.
INSTANT(Trad. LUIGI JANNONE)
Le soleil baille entre les nuages une colombe meurt dans la neige cet instant grain d’histoire dèchiré de l’immensité est comme un dessin dans le vent c’est une pensée dans l’air c’est un feu follet qui viole le noir manteau de l’obscurité plongé dans le silence du lointain nous atteint uniquement la complainte d’un glas agonisant.
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