Partecipiamo.it ... vai alla home page

 

Luciano Somma

 

 

La fine del festival di Napoli nel 1971

 

 

Il festival di Napoli, dopo 18 edizioni, finì nel 1971, doveva essere presentato da Daniele Piombi e Aba Cercato in collaborazione con Ugo Frisoli ed Enzo Berri.

La manifestazione fu bloccata ufficialmente per motivi di ordine pubblico ma il vero motivo era ben diverso.

Noi, alcuni autori delle canzoni escluse, Acampora - De Crescenzo- Aterrano - Gallifuoco - Pagano- Palleggiano e Somma (chi scrive) presentammo un esposto al Sostituto procuratore della repubblica Krog accompagnati dal nostro legale di fiducia Avv. Mario Di Criscio.

Chiedemmo ai sensi degli articoli 337 e 340 del codice penale il sequestro di tutto il materiale

Riguardante il festival.

Io ed Acampora (quest’ultimo autore di celeberrime canzoni tra le quali VIERNO) avevamo presentato 2 brani “NA COSA ‘E NIENTE” cantata in provino da NINO FIORE e “PULECENELLA CU’’A TUTA BLU cantata da Tony Astarita (successivamente fu incisa da Mario Abbate) come altri brani erano stati presentati dagli altri firmatari, tra i quali Vincenzo De Crescenzo autore, tra l’altro, di LUNA ROSSA e papà di Eddy Napoli, ma da una nostra “incursione” nei locali dell’ENTE DI GIACOMO in Via Roma a Napoli, tutte le canzoni, partiture, testi, provini,  risultavano ancora chiuse, e sigillate con la ceralacca, nei plichi originari.

Come aveva fatto la commissione dunque a scegliere i brani selezionati se non aveva ascoltato TUTTE le canzoni presentate? Non c’era dunque solo “puzza” d’imbroglio ma una vera discriminazione ad esclusivo vantaggio di autori, parenti ed amici, dei giurati.

Il Procuratore ascoltati noi autori ed accertatosi della “magagna” decise di bloccare il festival, purtroppo ci andarono di mezzo anche gli incolpevoli interpreti, alcuni dei quali di chiarissima fama, e Mario Abbate addirittura inscenò un suicidio subito rientrato… 

A nulla valsero dunque poi le interrogazioni al Consiglio Comunale dove c’era, tra gli altri, Aurelio Fierro (allora consigliere comunale DC) per cercare di convincere la RAI di riprendere la trasmissione che non ebbe luogo, per quanto detto, mancando appunto di riprese TV.

Gli organizzatori ebbero un avviso di garanzia e furono successivamente assolti per insufficienza di prove in merito al (parziale) giudizio sulle canzoni e con formula piena per il mancato festival.

Questa la vera storia, sta di fatto che purtroppo da allora furono tentate varie formule per riportare alla ribalta il festival di Napoli ma senza successo, ormai la frittata era fatta!

Certo a distanza di tantissimi anni rimane la bocca amara per ciò che avvenne ma che comunque non si poteva evitare perché quei favoritismi, prima o poi, dovevano avere termine.

Credo di essere rimasto l’unico superstite, anche perché la mascotte del gruppo di firmatari,. di quegli autori che tanto lustro hanno dato, e ancora donano, alla canzone napoletana.

  

LUCIANO SOMMA