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Luciano Somma

 

 

Napoli che fu

 

Antonio Sorrentino

 

 

Non mi è facile parlare di questo grande artista prematuramente scomparso nel 1998 ad appena 38 anni. 

Definito LO SCUGNIZZO ELEGANTE in un libro molto esaustivo di Antonio Porpora Anastasio, dell'Artista viene presentato un ampio ritratto con molte autorevoli voci che parlano di lui, da Marco Limatola a Valentina Stella, a Roberto De Simone.

Ebbi il piacere di conoscerlo sul finire degli anni 80 in alcune manifestazioni organizzate da TEMPO LIBERO, dove io ero il coordinatore per la regione Campania, ed anche se scambiai con lui solo poche parole in qualche occasione la sua affabilità e la sua arte sono rimasti incancellabili nella mia memoria.

Iniziò la sua carriera molto presto, a 7 anni quando in vacanza a Cattolica si esibì per la prima volta cantando canzoni molto impegnative come 'O SOLE MIO.

La sua palestra fu il teatro2000 dove ebbe modo di ammirare attori del calibro di Mario Merola o dei fratelli Liliana, Rosalia e Beniamino Maggio. Fu per lui "un tirocinio davvero straordinario" come ebbe a scrivere GIULIO BAFFI su La repubblica del 29 Gennaio 1993, quando Antonio era ancora in vita.

Nei primissimi anni si faceva chiamare TONI ROCK e cantava le canzoni di Wess e di Massimo Ranieri,  quest'ultimo è stato il suo punto di riferimento, ma la peculiarità del Nostro, nella sua carriera, è stata quella di non essere solo un cantante ma anche un grandissimo attore e soprattutto un interprete, nel 1993 nello spettacolo "25", presentò al POLITEAMA una indimenticabile protagonista del bel canto partenopeo GILDA MIGNONETTE.

Roberto De Simone gli affidò il difficile ruolo del "Sapunariello" di Viviani, autore amatissimo da Antonio,  nello spettacolo DEDICATO A MARIA e lui interpretò il personaggio benissimo come superlativo fu nei panni di CARMEN ZUCCONA, travestito da donna.

Interpretò da solo tutti e sei i personaggi di LA GATTA CENERENTOLA e ad Ischia, all'hotel Excelsior, fu un vero tripudio, con applausi a scena aperta che durarono molti minuti, col pubblico letteralmente in piedi, tra i quali si notarono Pasquale Nonno (allora direttore del Mattino) Carlo Rognoni, di Epoca, ed Enzo Biagi.

La sua discografia non è stata molto numerosa ma qualitativamente di grande validità, aveva una voce non molto alta ma d'una incredibile sonorità.

"Guaglione" di Forcella, maturò studiando e con l'aiuto d'un amico chitarrista Giovanni D'Angelo, forte d'una naturale versatilità in breve tempo raggiunse grande popolarità trasferendosi a Roma.

Aveva una intrigata situazione familiare e pur essendo figlio d'un Sorrentino portava il cognome di Paoletti, dunque per uno strano scherzo del destino SORRENTINO diventò il suo nome d'arte.  

Elencare i numerosissimi premi alla carriera e gli spettacoli ai quali ha partecipato sarebbe impresa veramente molto ardua, aggiungo che personaggi di grande spessore e caratura come Peppino Di Capri, Roberto Murolo, Pupella Maggio e validisismi giornalisti tra i quali Franco de Ciuceis hanno scritto di lui sempre in termini positivi ed affettivi.

Seppi della sua prematura morte per caso, io che vado molto di rado nel centro di Napoli, alla fine del novembre del 1998 con uno dei miei figli ed amici andai in un bar in via dei Mille e fuori c'era la necrologia che annunciava la sua dipartita, per me fu veramente un colpo, Napoli perdeva, con Antonio, uno dei suoi più grandi artisti.

Sulla sua lapide c'è scritto: "Quanno cantave tu tutt'era overo e vierno addeventava primmavvera" ...

 

Luciano Somma