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LUCIANO SOMMA

UN CANE ABBANDONATO

SAL
Quell'estate ero rimasto in città' ,
una forma di esaurimento nervoso mi aveva impedito di andare al mare
come invece facevo da tanti anni .
Avevo trascorso i giorni di
ferragosto passeggiando per i vicoli del mio quartiere conversando
ora con questo ora con quello , assaporando una grande gioia e
riscoprendo quei valori umani da tempo dimenticati .
Abbandonata l'automobile in garage
percorrevo ogni giorno quelle strade che conoscevo fin da bambino e
passavo da un'emozione all'altra non vedendo più alcune persone che
erano morte o si erano trasferite altrove o incontrando vecchie
conoscenze ed amicizie .
Fu verso la fine d'agosto che il
portiere una mattina invece del solito saluto quasi urlò : " Don
Gennaro " (non avendo nessuna laurea e nessun diploma il buon uomo
aveva provveduto - fin dal primo giorno - a darmi il caratteristico
e nobiliare titolo ) scusate , aggiunse , rendendosi conto della
foga , ma ci stà il Cavaliere Raguso del 4 ° piano che vorrebbe
parlarvi (chissà perchè i portieri napoletani ci tengono a dire il
piano dei condomini )
Pensai subito ad una bussata a denari
, diamine , uno è privo di salutare gentilmente un vicino
e questi cerca , alla prima occasione
, di spillarti dei soldi .
Il portiere si rese conto di una
certa mia perplessità , in quanto non avevo risposto immediatamente
e quasi per rassicurarmi disse : non vi preoccupate credo si tratti
d'un piacere da chiedervi ma non quello che state pensando .
Come faceva Pasquale a leggere nel
pensiero poi ..."Va buo' " risposi "dite pure al Cavaliere che
questa sera verso le otto sarò da lui .
"Grazie , Don Gennà , buona giornata
" fu l'ossequioso saluto .
Da quando i miei due figli si erano
sposati io e mia moglie Rosa vivevamo soli nel vero senso della
parola . Amici ne avevamo pochissimi perchè nemici entrambi degli
inevitabili pettegolezzi cercavamo di tenerli alla larga , la
maggior parte dei parenti si era trasferita in altre zone della
città e l'unico contatto rimasto era telefonico una volta ogni tanto
.
Per tutta la giornata non feci altro
che pensare all'appuntamento del cavaliere , era un uomo sulla
settantina , pensionato di non ricordo quale ente , che insieme alla
moglie spesso stava fuori Napoli per molti mesi ed i nostri rapporti
erano limitati al semplice saluto . cosa mai poteva volere da me ?
" Certamente ti busserà a quattrini "
mi disse Rosa a tavola mentre mi porgeva un ricco piatto di
spaghetti alle vongole . " Li conosco i tipi come il cavaliere
Raguso , non vedi i viaggi che fà ? Sicuramente avrà contratto dei
debiti , questo succede quando uno fà il passo più lungo della gamba
! "
" Rosa , te voglio bbene , quanta
confidenza , io si e no 'o saluto ' o Cavaliere . "
Cercai di stoppare la conversazione
ma Rosa stava come si dice : " 'e genio " e mi dovetti sopportare
tutta la storia della famiglia Raguso apprendendo così dei
particolari a me del tutto sconosciuti (e che francamente fino al
giorno prima non m'interessavano un fico)
Debiti , corna , sporcizia , avarizia
...Nel frattempo ero sprofondato nella poltrona e non la sentii più
abbandonandomi ad un sonno ristoratore .
Mi svegliai intontito , certamente a
causa di qualche bicchiere di vino bianco bevuto in più , con Rosa
che sbraitava ricordandomi l'appuntamento .
Alle venti in punto io e mia moglie
ci presentammo a casa del cav. Raguso . Sentimmo l'abbaiare del cane
e poi venne ad aprirci il nostro vicino , in persona , con una
vestaglia da camera di un colore imprecisato , tanto era sporca ,
confermando in pieno uno dei difetti che Rosa aveva riscontrato e
riferito dopo pranzo .
" Scusatemi Don Gennaro se vi ho
disturbato , sembrava sincero , ma debbo chiedervi un favore che
forse solo voi potete farmi " . Istintivamente misi la mano sulla
tasca posteriore del pantalone dove alla destra avevo il portafogli
e presentivo che purtroppo anche in questo probabilmente poteva
avere ragione mia moglie . L'esordio è proprio buono , pensai , e
nella mia mente già vedevo in una nuvoletta diversi biglietti da
centomila che volavano .
" Prego , accomodatevi " si premurò
il Cavaliere , " mia moglie è a Milano da qualche giorno , scusate
la confusione " poi rivolto al cane che abbaiava : " Tu , Sal , stai
zitto ! "
Quest'ultimo mogio mogio si accucciò
nell'angolo del saloncino .
Ci sedemmo sul divano , abbastanza
unto , e dopo qualche minuto sorseggiavamo un caffè (appena un dito
ed amarissimo ed ecco - pensai - la seconda conferma d'un altro
difetto sottolienatomi da Rosa)il padrone di casa mi parlò del suo
problema . " Vedete , Don Gennà ,
io tra qualche giorno dovrò
trasferirmi a Milano in un alloggio molto più piccolo di questo ,
già
modesto . Sapete è per stare vicino a
mio figlio che lavora presso un'agenzia di credito Lombarda , noi
solo a lui teniamo , se fosse stato per me (capii che fingeva)sarei
rimasto a Napoli ma sapete le madri come sono , non ce la faceva più
a stare lontano . "
Ancora una volta , mentre parlava ,
pensavo ai miei soldi , e probabilmente anche per il caldo
sentii il sudore scendere a gocce un
po' dappertutto ,evidentemente gli servivano per il viaggio.
" Voi vi chiederete perchè ho
interpellato Don Gennaro con tante persone che ci sono nel
condominio , " infatti pensai e sentivo il pericolo sempre più
vicino , " io credo che il mio povero Sal non starebbe in migliori
mani , voi avete i figli sposati , vivete soli e la povera bestia
potrà farvi senz'altro una buona
compagnia . "
Per poco non mi venne un colpo ! In
un'altra occasione avrei urlato : " No ! " ma l'allontanarsi del
pericolo-prestito mi fece fare buon viso a cattiva sorte .
Questo era dunque il motivo
dell'incontro , e quell'infame di Pasquale il custode lo sapeva ,
eccome , voleva sbarazzarsi del pastore tedesco che con la coda
dell'occhio ci guardava steso a terra nell'angolo . Rosa mi toccò la
mano accondiscendente ma io comunque cercai di prendere tempo : "
carissimo Cavaliere , , io non troverei nulla in contrario a
prendere Sal , ho sempre amato gli animali e poi sinceramente
abbiamo bisogno d'un po' di compagnia , ma credo che sarà difficile
per il cane abituarsi a dei nuovi padroni . " Chisto pare nu ciuccio
, tanto è grande , ad occhio e croce avrà un paio d'anni e per noi
sarebbe come adottare un giovanetto di 13/14 anni .
" Anch'io non sono convinto che si
adatterà subito alla nuova condizione , " disse il Cavaliere ,
ma purtroppo non potrò portarlo a
Milano , se proprio non potete tenerlo voi datemi un consiglio , che
dite lo porto al canile ? "
Quella parola ghiacciò sia me che
Rosa che all'unisono rispondemmo : " Va bene ,Cavalie' ,
siamo a vostra disposizione , prima
della partenza portateci il cane , ci arrangeremo .
Istintivamente guardai nel frattempo
il cane che a sua volta alzò gli occhi su di me per poi squadrare
dal basso in alto Rosa e poi il padrone .
Chiacchierammo poi del più e del meno
, delle striminzite pensioni , del carovita ed alla fine ci
salutammo con una stretta di mano per l'intesa raggiunta .
Passò qualche giorno , mi ero quasi
dimenticato di quell'impegno preso , quando un pomeriggio , sul
tardi , una bussata di porta e mi trovai il Cavaliere con le valigie
e Sal
davanti . " Don Gennà , ogni promessa
è debito , come d'accordo vi lascio il cane , se sapeste quanto mi
dispiace (mi accorsi che mentiva spudoratamente) speriamo che si
abituerà nella vostra casa , del resto è un piano più sotto e la
stessa verticale .
Improvvisamente accadde l'imprevisto
: Sal mi si avvicinò e cominciò a leccarmi la mano ,
si volse a guardare quello che era
stato il suo padrone ed abbaiò un paio di volte , come se avesse
voluto dirgli qualcosa , poi andò verso Rosa che lo sistemò nel
soggiorno .
Sono trascorsi da allora 6 anni ,
ormai Sal fa parte della nostra famiglia gli vogliamo bene, sicuri
di essere ricambiati ed affrontiamo per lui il sacrificio di
scendere almeno tre volte al giorno per fargli fare i bisogni .
C'è solo un piccolo particolare :
quando salgo le scale , prima di entrare in casa , debbo lasciarlo
libero dal guinzaglio , sale l'altro piano si ferma davanti alla
porta dove abitava il cavaliere e sfoga un piccolo bisogno corporale
, ed ogni paio di giorni facciamo questioni col nuovo condomino ,
poi ritorna al terzo piano e corre verso la sua cuccia .
Qualche volta mentre dorme ho
osservato che singhiozza ma credo si tratti di cattiva digestione ,
anche i cani possono essere deboli di stomaco , o no ?
Luciano Somma
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