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LUCIANO SOMMA
Intervista al poeta Luciano Somma nell’ambito del saggio sulle sue opere poetiche in vernacolo, in lingua italiana e racconti, da parte del giornalista FULVIO CASTELLANI.
1) Lei ha cominciato a scrivere intorno all’età di tredici anni in un postguerra che sapeva di rivalsa, di rinascita sotto i punti di vista; quindi era il 1953, ma la sua Napoli di quegli anni la ispirò positivamente o negativamente nella scrittura in versi o altro? Che cosa si sentiva di comporre sotto il cielo partenopeo degli anni Cinquanta?
R. Nel 1953 avevo solo 13 anni dunque i miei primi versi erano ispirati ai primi “amori “ adolescenziali . Successivamente ho scritto su Napoli , ben ricordandone i disagi e la miseria postbellica .
2) Lei è anche paroliere, creatore di testi per canzoni di cui ha all’attivo cinquecento opere. Scrivere una poesia equivale poi a musicarla, oppure già a priori Lei decide di indirizzare la sua creatività di scrittore per la realizzazione di un testo per canzone? Qual è la differenza?
R. Rettifico il numero delle canzoni che oggi supera le settecento . Molte mie poesie sono state musicate, altri testi sono nati invece per diventare brani musicali ma non ho mai perduto d’occhio la poesia…
R. La mia adolescenza è stata segnata oltre che dalla guerra dalla perdita a 14 anni di mio padre . L’una però non esclude l’altra, cioè Il pathos latente è esploso , a volte in tutta la sua drammaticità , negli anni di maturità e l’elevazione interiore ha messo in risalto ciò che sentivo appunto dentro .
4) Quando ha titolato la sua raccolta poetica dell’anno 2000 (in versione cartacea), mentre quella del 2001 in versione digitale, “ Cristo napulitano “, di quale tipo di raffronto si è trattato? Si potrebbe dire che ha coniugato le grida della sua terra con la Passione di Cristo, perché? Ha un significato importante oggi essere credenti a Napoli?
R. Il mio Cristo napoletano non è il Cristo religioso ma il povero uomo figlio della strada costretto ogni giorno a confrontarsi con realtà amare e deve usare i mille modi d’arrangiarsi per sopravvivere . Comunque il popolo napoletano, di massima , è credente forse più per paura che per vera fede .
5) I soggetti da lei inseriti nelle sue poesie, uomini e donne, rappresentano i perdenti di questa società, o coloro che già intravedono un’altra Napoli in cui non dover più svolgere il classico ruolo di accattoni, scugnizzi, muschilli, ecc.?
R. Si , sono i perdenti che aspettano una rivalsa morale ed economica e vogliono dalla città , da chi ne detiene il potere , giorni migliori per un futuro Europeo e non da terzo mondo .
6) Dialettalmente lei ha incarnato la figura del portavoce di coloro che vivono “ dint’a sttu vascio/ sgarrupato e viecchio/ scavato dint’’ e pprete/ addò l’ummedità trase ‘int’’ all’osse./ “ Con le sue poesie e i suoi racconti lei si sente di aver in qualche modo confortato, se non aiutato quei napoletani e la sua Napoli a cambiare in meglio? I suoi versi possiedono la forza catartica della miglioria; concorda sul fatto che la poesia è forte quanto una qualsiasi lotta sociale?
R. Mi riporto alla precedente domanda , la mia poetica non è fine a se stessa ma ha voluto inviare dei messaggi che spero in tanti anni , da alcuni , siano stati recepiti . La poesia è forte come qualsiasi lotta sociale, confermo !
7) Se non avesse iniziato a scrivere fin dall’età di tredici anni, cosa avrebbe fatto per esprimere il suo patrimonio interiore? Sottolineando che lei è del segno dei Pesci, quindi intuitivo, dalla forte immaginazione, creatività artistica, sospeso tra il sogno e la realtà, il romanticismo e la voluttà, avrebbe senz’altro trovato un altro modo per dichiarare tali sue prerogative caratteriali, cioè quale? Il cantante di professione, il sacerdote, il pittore, lo psicologo, il pranoterapista, l’asceta, l’attore, l’esploratore o cos’altro?
R. Da piccolo avrei voluto fare l’attore o il cantante, diciamo che qualcosa di collaterale ho realizzato . Il destino ha voluto che io facessi per professione il rappresentate , attività che oggi svolgono entrambi i miei due figli , che mi ha consentito una vita agiata . Certamente se non avessi fatto lo scrittore qualcosa di simile avrei cercato di farlo . Forse Il pittore o lo psicologo .
8) Quando nella sua silloge poetica del 1971 parla de “ La mia ricchezza “ a cosa ha voluto alludere? Non certamente alla ricchezza in senso commerciale, bensì ad una ricchezza che superi il significato stesso del termine che necessariamente si associa a qualcosa di materiale. Cosa vuol dire per lei avere la ricchezza?
R. Se leggi attentamente la poesia LA MIA RICCHEZZA dalla quale è stato tratto il titolo del libro avrai la risposta . Nulla di materiale ma una ricchezza che superi il significato stesso del termine per la propria donna e la vita.
9) Nelle sue poesie c’è un Luciano Somma così come avrebbe dovuto essere; com’è nella realtà di tutti i giorni o un Luciano Somma ritrovato alla maniera di Marcel Proust, ossia nostalgico e cantore di un passato recuperato attraverso la scrittura (poesia e prosa)?
R. L’uno e l’altro Luciano Somma , mi ritengo una persona coi piedi per terra e non un romantico sognatore di altri tempi , anche se però sognare, di tanto in tanto , mi piace…
10) E veniamo al suo splendido florilegio poetico “ L’alba di domani “: la doppia sua versione italiano/inglese certamente ha conferito all’opera un carattere d’internazionalità, di apertura verso altri territori oltre quello partenopeo, anche di evasione dai propri confini che a volte possono asfissiare chi, invece, è portato a viaggiare smisuratamente con la fantasia. Ma l’immagine dell’alba può servire (è servita) anche a ridestare la sua cerchia di lettori napoletani, alfine di un ritrovamento di centralità per una città la cui fama all’estero non è mai tramontata, anzi accresciuta? La forza della sua alba ha illuminato anche soprattutto l’orizzonte di Napoli ?
R. Il libro che si avvale soprattutto della tua preziosissima prefazione è stato concepito soprattutto per l’estero là dove chi vive lontano apprezza sicuramente di più la propria terra. I miei libri , da quando navigo in internet , vengono molto richiesti dai nostri emigranti , evidentemente molte delle tematiche trattate rispecchiano i loro desideri , le loro ansie ,le loro aspirazioni .
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