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Morokovski Maria Vittoria

 

IL FIGLIO DELLA STELLA

 

I fatti ed i luoghi di questo racconto non hanno alcun riferimento a fatti reali, né vogliono in alcun modo offendere o dare una visione distorta della figura di Gesù.

I luoghi potrebbero essere quelli di un qualsiasi altro conflitto, la storia potrebbe essere ambientata in Africa, o tra India e Pakistan, o in Cecenia, in Iraq, o in qualche luogo del Sud America, ovunque ci sia morte e guerra fratricida.

 

L’intento di questo lavoro è dimostrare che se Gesù fosse nato ai giorni nostri, avrebbe dovuto subire le stesse persecuzioni ed avrebbe avuto lo stesso seguito, nel soggetto si ipotizza anche un passato del giovane Gesù e delle amicizie, persino un amore che precedono la presa di coscienza di dover fare qualcosa per mutare le sorti degli uomini.

Gesù in un certo senso si ribella al Padre e diventa Dio lui stesso, un Dio che torna , muore e risorge milioni di volte, in ogni uomo che si ribella al male e per questo viene ucciso moralmente e fisicamente.

 

Maria, giovane ebrea, viene trovata priva di sensi ai piedi di un albero di ulivo, da Giuseppe.

Giuseppe è un uomo di 40 anni cui è stata sterminata la famiglia in un attentato, lui stesso è stato gravemente ferito, e, in seguito all’incidente, ha perso la possibilità di fare sesso e procreare.

Accertamenti ospedalieri, rivelano che la ragazza è incinta.

La giovane, colpita da amnesia, non ricorda né di avere avuto un fidanzato né di essere stata violentata, come si comincia a mormorare nell’ospedale.

Giuseppe vive in prossimità dei territori palestinesi.

La figlia di Giuseppe, dilaniata da un ordigno, avrebbe avuto l’età della ragazza da lui soccorsa, perciò saperla sola, priva di mezzi e di famigliari, lo fa decidere ad offrirle la sua ospitalità e a confidarle la sua menomazione.

Maria accetta il suo aiuto, ma proprio il giorno in cui Giuseppe avrebbe dovuto portarla a casa, un missile la colpisce  e la distrugge.

Alcuni palestinesi la occupano e saccheggiano quello che resta delle sue povere cose.

Maria è terrorizzata e Giuseppe, preso il suo cane, miracolosamente sopravissuto, carica  Maria sulla sua vecchia motocicletta e fugge via .

Allontanatisi dal luogo degli scontri, trova rifugio in un vecchio fienile abbandonato, vende il motorino a dei contadini ed dà loro tutto quello che ha in tasca in cambio della possibilità di restare in quel fienile che lui stesso avrebbe provveduto a sistemare;  presenta Maria come sua moglie per evitarle le attenzioni degli altri contadini; in quel posto nessuno sapeva delle sue disgrazie e avrebbero potuto tentare di rifarsi una vita.

Giuseppe e Maria lavorano alacremente e arriva il giorno del parto; fino a quel momento, nessuno si era occupato più di loro.

Quel giorno però, proprio in quella sperduta campagna, si sarebbe potuta vedere una stella che era visibile dalla terra solo una volta ogni mille anni o più.

L’avvenimento straordinario aveva richiamato molti studiosi e turisti, incuranti del pericolo di avventurarsi in un paese in piena guerriglia.

Giuseppe non ne sapeva nulla e con grande  stupore vede tanta gente avvicinarsi alle sua capanna, di notte.

Televisioni e cineasti avevano preso posto poco lontano, Giuseppe non aveva tempo per mandarli via, Maria stava partorendo.

Un giornalista ode il vagito del bimbo e subito tutte le televisioni del mondo annunciano la nascita del figlio della Stella, come lo chiamarono i giornali.

La folla di curiosi fu colpita dalla coincidenza e tutti fecero a gara per aiutare quella giovane mamma ed il suo bambino.

I doni furono tali e tanti da permetter alla famigliola di migliorare il loro tenore di vita ed andare a vivere in un Kibbutz, dove avrebbero potuto far crescere meglio il piccolo.

Il bimbo era bello e sano, la carnagione olivastra ed i capelli ricci e scurissimi, facevano supporre che le illazioni fatte in ospedale potessero avere un fondo di verità, solo gli occhi a volte sembravano chiari, ma ciò accadeva di rado, ma in quei momenti somigliava molto a sua madre.

Giuseppe era biondo e aveva gli occhi grigi; le maldicenze lo ferivano profondamente e lo si sentiva rispondere spesso: ‘’Se non è figlio mio,vuol dire che è figlio di Dio!’’

Così per un poco le chiacchiere cessavano e lui passava per essere uno strano tipo.

Il ragazzo cresceva come gli altri, ma quando seppe la verità su Giuseppe e sua madre, l’idea che questa potesse essere stata violentata da uno o più palestinesi, non lo abbandonava e gli faceva crescere l’odio per quel popolo che aveva sterminato la famiglia di Giuseppe, distrutto la sua casa ( non sapeva che il missile era israeliano, caduto lì per errore), fatto probabile violenza a sua madre e l’aveva separata per sempre dalla sua famiglia, avendole determinato un’amnesia tale da non farle ricordare chi fosse.

Non vedeva l’ora di potersi arruolare, vendicare tutti quei torti e conquistare la stima ed il rispetto dei sui compagni, benché ognuno di loro avesse un motivo altrettanto valido per odiare il nemico di sempre.

Sua madre lo supplicava di non alimentare odi che coinvolgevano esseri innocenti, ma lui non l’ascoltava, avrebbe mostrato a tutti il suo valore!

Fu così che si arruolò assieme a quattro dei sui amici più intimi.

Avevano giurato di uccidere, distruggere, annientare il nemico e ne erano orgogliosi.

 

Seconda parte.

 

Gesù oramai è un uomo, è ancora nell’esercito.

Grazie al suo fisico viene scelto per una missione pericolosa, deve infiltrarsi in una organizzazione di terroristi palestinesi, per essere credibile, deve stare un certo periodo nelle carceri israeliane, assieme ai prigionieri palestinesi, deve organizzare un’evasione e farsi degli amici tra i carcerati.

Per mesi studia il corano e lo addestrano affinché sembri davvero odiare gli ebrei ed essere pronto a tutto per ucciderne il più possibile.

Arriva così il gran giorno e lo mettono in cella con due palestinesi considerati pericolosissimi.

Le guardie non gli risparmiano nulla e la finzione diventa tanto realistica che Gesù inizia ad odiarle davvero.

La vita nel carcere è durissima, quando è ora di pregare Allah, Gesù prega il suo Dio perché gli dia la forza di resistere, egli ha un’idea di Dio personale, lo crede il Creatore del Mondo ed a tutto immanente, Vendicatore  e Spettatore delle vicende di questo mondo, Indifferente al dolore e Gesù è proprio questo che gli chiede, di guardare alle sofferenze umane con maggiore attenzione.

I suoi compagni non si fidano di lui, benché lui abbia raccontato una storia verosimile ed abbia fatto nomi di ‘’compagni ‘’ morti con dovizia di particolari sulle loro famiglie e situazioni, spacciandosi per il figlio di un personaggio noto imprigionato anch’esso, il cui figlio gli somigliava molto ed era stato ucciso poco prima del suo finto arresto.

Durante la prigionia e le lunghe ore di solitudine, Gesù ha modo di riflettere, nota le inutili crudeltà delle guardie, stabilisce una parvenza di dialogo coi compagni, raccontando quella che doveva essere la storia della sua famiglia, comincia a pensare che anche quegli uomini avevano sofferto e subito parecchi soprusi, vede le guardie fare violenza sessuale ad un ragazzo di 15 anni e pensa che non erano diversi da quelli che forse l’avevano fatta a sua madre.

Il giorno dell’evasione è anche per lui una liberazione.

Finge di uccidere e spogliare delle guardie per impossessarsi delle loro divise, ne indossa una e dà l’altra al palestinese con la carnagione più chiara, i due fingono di portare il terzo ad un interrogatorio e, con la complicità di guardie ‘’corrotte’ riescono ad allontanarsi dalla prigione.

Mentre cercano di nascondersi,  vengono assaliti da un gruppo di ragazzi palestinesi che, vedendoli con le divise nemiche, sparano loro addosso.

Per difendersi il palestinese è costretto ad ucciderne uno, prima di riuscire a far capire loro che non erano nemici.

La cosa lascia un segno in Gesù, che subito toglie la divisa ed indossa una semplice maglietta bianca e pantaloni neri che aveva in carcere.

Non tutte le guardie del carcere sapevano che l’evasione era stata programmata dagli israeliani e così i tre fuggitivi vengono inseguiti anche da due israeliani, Gesù è costretto a sua volta ad ucciderne uno, conquistandosi la fiducia dei due compagni e salvandosi la vita.

Dallo scontro Gesù riporta una ferita profonda, i due lo portano in una casa dove finalmente si sentono al sicuro.

Più che una vera casa , il loro rifugio è quello che ne resta, non c’è acqua corrente, i vetri sono inesistenti, etc.

Gesù ha la febbre alta, una ragazza ed il fratellino più piccolo lo curano silenziosamente.

Nei suoi deliri Gesù ricorda se stesso mentre distrugge una casa, rivede il viso dell’uomo che aveva dovuto uccidere che gli sembra essere quella del suo migliore amico, rivede lo stupro della madre, ma la madre ha il volto della quasi bambina che  gli pulisce la ferita e quello del giovane sodomizzato davanti a lui.

Ha bisogna di aiuto per andare al gabinetto, ha bisogno che lo lavino, in un attimo di lucidità domanda alla ragazzina . -Perché fai questo per me?-

Lei risponde semplicemente . -Per me sei come mio fratello!-

E lui.: -E se fossi ebreo?-

La quasi bambina rispose con altrettanta semplicità : - Ti ucciderei!-

Lui : -Non avresti paura di farlo? Non è facile uccidere un uomo, lo hai già fatto?  Non è come sgozzare un agnello!-

Lei :- L’agnello non lo sgozzerei, sono vegetariana, amo gli animali, ma se tu fossi ebreo, ti ucciderei!-

Lui :- Anche se non ti ho fatto del male?-

Lei :- Tutti gli ebrei fanno del male, che discorsi mi fai!-

Gesù tacque, in quei giorni si era affezionato a quella ragazzina ed al suo fratellino onnipresente e non avrebbe voluto che lo odiasse.

Due giorni dopo, una granata fu lanciata in quel rudere e Gesù vide il corpo del bambino andare in pezzi davanti agli occhi della sorella.

Gesù la strinse al petto e si meravigliò di non vederla versare neppure una lacrima e non dire neanche una parola.

Non poté fare a meno di provare tenerezza per quel corpicino stretto a lui con fiducia.

Gesù l’accarezzava e le baciava i capelli , quando uno dei suoi compagni arrivò e disse che dovevano allontanarsi.

La sua malattia e convalescenza gli aveva fatto perdere molti giorni, ora stava meglio ed avrebbe dovuto compiere la sua missione, osservare, domandare e riferire.

Non aveva scoperto molto, finché un giorno non riuscì a vedere un grande deposito di esplosivi, erano nascosti proprio sotto la casa dov’era stato in pericolo di vita, se l’esplosione che aveva ucciso il fratellino della ragazza fosse stata più forte sarebbero saltati tutti.

Oramai non erano più lì e avrebbe potuto dire il luogo del nascondiglio senza dover fare delle vittime, decise di andare in città per prendere contatti e l’occasione gli fu offerta su di un vassoio.

Gli chiedevano di indossare nuovamente la divisa israeliana e di accompagnare la ragazza al mercato, avrebbe dovuto prendere del denaro da un certo Jussuf e fare provviste.

Non era poi difficile e, rivedere la ragazza gli faceva piacere, in quei giorni in cui non l’aveva più vista gli era mancata molto.

La piccola, così gli piaceva chiamarla, lo tenne per mano lungo quasi tutto il tragitto fino alla città.

Poi ad un tratto gli aveva chiesto di baciarla, il contatto delle sue labbra risvegliò in lui una sequenza di emozioni e sensazioni e quel bacio divenne passionale e struggente.

Poi ripresero a camminare tenendosi per mano, arrivati al mercato Gesù vede uno dei suoi amici e si nasconde per non farsi riconoscere, l’amico avrebbe potuto salutarlo e la ragazza avrebbe potuto capire tutto.

La ragazza gli sussurrò . -Ti amo!-

E si staccò velocemente dirigendosi proprio verso il suo amico, si fermò davanti a lui come a chiedergli qualche cosa, lui si chinò verso di lei e poi fu solo sangue, urla e disperazione.

Gesù era lì, attonito, i due esseri che amava di più al mondo oltre sua madre e Giuseppe, non esistevano più.

No, non si poteva più andare avanti così, era troppo atroce e Gesù si rivolse a Dio, con rabbia e dolore chiedendogli dov’era e perché permetteva tutto questo.

Il suo contatto israeliano intanto lo aveva avvicinato, gli dovette dare l’informazione, andò anche da Jussuf, che fu subito arrestato e trascinato via.

Mentre lo portavano via i soldati ridevano prendendolo a calci e a pugni.

La sorella del ragazzo esploso, soldatessa anch’essa, gli si avvicinò in lacrime: singhiozzava e bestemmiava.

Gesù la tenne stretta come aveva tenuto la ragazza solo poche ore prima, guardò la ragazza negli occhi e le disse solo . -Basta! Dobbiamo smetterla e farli smettere!-

Il primo miracolo avvenne, la ragazza annuì e disse : - Ma saremo disertori,ci uccideranno.!-

-Non lo faranno subito, prima dobbiamo parlare con loro, ridare la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la vita ai morti, far alzare chi sta seduto, far camminare chi non ci riesce; poi potranno anche ucciderci, ma noi risorgeremo e ci moltiplicheremo, per ognuno di noi che uccideranno cento ne nasceranno, noi non potremo morire,mai-

Ragazza: -Ma anche nelle Bibbia si giustifica la vendetta-

Gesù : -E  io ti dico chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non sappiamo chi e perché sia stato il primo torto, forse per bisogno, forse per stupidità, forse per errore, forse per arroganza, cattiveria o altro.

Non sapremo mai se il primo che ha subito un torto non abbia provocato volontariamente o no, non possiamo continuare a guardare indietro perché così uccidiamo il futuro.

Guarda Giuseppe, mio padre adottivo, se avesse cominciato a vendicarsi avrebbe ucciso a sua volta e non avrebbe avuto neppure il tempo di farmi crescere e di dare serenità a mia madre.

Cosa credi che il fratello del bimbo esploso davanti ai miei occhi si riterrà pago della vendetta compiuta ora dall’innocente Amina che si è resa colpevole della morte di tuo fratello, se anche tu ucciderai seminerai altre vendette, altri innocenti moriranno e saremo tanto presi ad uccidere che dimenticheremo di far nascere. Tutto questo ci porterà alla distruzione dell’essere umano e la terra piangerà tanto da annegare anch’essa, è ora che il Messia che aspettiamo da tanto tempo arrivi davvero, non può lasciarci massacrare a vicenda senza limite di continuità.-

Sara: - Che dici Gesù? stai bestemmiando! No! cerco Dio, forse lo abbiamo cercato dove non c’era, dobbiamo sforzarci a cercarlo in noi stessi prima, i cristiani dicono che ci ha fatti a sua immagine e che ci ha soffiato dentro il suo spirito, dobbiamo ritrovarlo e con l’aiuto dello spirito divino preparare il terreno al suo ritorno, il Messia verrà ma lo dobbiamo chiamare davvero ed iniziando da noi stessi, cercare di unirci, ragionare e trovare la forza di ridare la vista a coloro che,come me, sono accecati da false ideologie e principi di dannazione.-

Sara lo ascoltava, Sara era incinta  e avrebbe voluto davvero che suo figlio nascesse in un mondo meno ostile e che il marito potesse vederlo crescere, si era arruolata sia per stare accanto al fratello che al marito e promise di parlarne con il marito, si poteva iniziare dagli obiettori di coscienza, dalle madri, dagli uomini che avevano degli affetti nascenti, si poteva tentare, ma era molto pericoloso.

 

Terza parte

 

Gesù torna al campo palestinese, lungo la strada si ferma per aiutare due donne, che tentavano di far andare una carretto carico di viveri che non ne voleva sapere di muoversi, anche con loro tenta di parlare un po’ davanti ad una tazza di te improvvisata

Gesù parlò di pace e le due donne lo benedirono, non era poi così difficile trovare consensi tra la gente umile.

Arrivato al campo trovò i palestinesi intenti a festeggiare la vendetta appena compiuta da Amina, Gesù  ripensando a lei non poté trattenere le lacrime ed era l’unico che piangeva, la madre di Amina gli asciuga le lacrime e sospira.

Gesù anche a lei dice. - Basta, devi salvare gli altri tuoi figli -

La donna annuisce e chiede come.

Gesù risponde: -Chiedi ad Allah, cercalo in te e vedrai che le soluzioni possibili si faranno più chiare, ma dobbiamo diradare la nebbia dei nostri sentimenti –
Portano in quel momento un ferito agli occhi, anche lui era al mercato, l’esplosione causata da Amina, ha fatto sì che gli entrasse una scheggia nell’occhio sinistro.

Gesù si adopera per lui, estrae la scheggia e gli confida i suoi dubbi ed i suoi pensieri, anche l’uomo ne ha abbastanza di lutti e dolore.

Gesù allora si domanda come mai,se tutti vogliono vivere in pace, non ci riescano.

Parla con il fratello di Amina e cerca di farlo ragionare, gli confida chi è per dimostrargli che ha fiducia in lui, ma questi tenta di ucciderlo, il giovane accecato e salvato da Gesù, lo difende ed i due sono costretti a fuggire, Gesù va a rifugiarsi da Sara, il cognato di Sara è giornalista e, in cambio dell’esclusiva dei fatti raccontati da Gesù, accetta di farlo parlare in televisione.

Gesù racconta la sua storia e invita la gente a guardare in se stessa e cercare lo Spirito di Dio nella propria coscienza, invoca l’arrivo di  un nuovo Messia e la venuta di un nuovo profeta che parli la lingua di Maometto, ricorda il Gesù crocefisso, invoca il Padre di tutti gli uomini e prega chiedendogli perdono e supplicandolo di scendere tra loro ed aiutarli a toccare le anime dei potenti, degli agitatori, di scuotere gli indifferenti, lo invoca a mettersi in testa ad un vero esercito di uomini di buona volontà, costruttori di vera pace.

Prega Dio di non fare morire i suoi figli sulla croce dell’incomprensione e dell’ingiustizia, ma di salvarli davvero, illuminando i nemici di Dio, della natura e dell’uomo, lo scongiura di ridurre le differenze e moderare le ambizioni e lo prega di difendere le persone che parlando di pace, che fino a quel momento hanno dovuto soccombere fisicamente e moralmente, chiede a Dio di ridare Fede agli uomini.

Gesù, parla in ebraico, ma la trasmissione viene trasmessa in mondo-visione e, miracolosamente, tutti possono capirlo come se fosse tradotto in simultanea in tutte le lingue e stranamente la sua immagine cambia e di volta in volta assume le caratteristiche somatiche del paese in cui viene trasmessa, trasformandosi poi in fiamma parlante.

I tecnici non sanno cosa sta succedendo, la gente è presa da una forma di eccitazione e si precipita nelle strade. 

Questo stranamente avviene in contemporanea in tutti i luoghi dove c’è la guerra tranne che là dove non esiste la televisione.

Gesù sta per essere arrestato, ma la folla impedisce il suo arresto, lui ed il suo amico palestinese, raggiunto da Sara e dal marito, riescono ad imbarcarsi su un aereo militare e fuggire dai territori.

Non hanno denaro e hanno poco carburante per cui sono costretti a lanciarsi con il paracadute mentre l’aereo sorvola l’Iraq, mentre gli americani, vedendo un aereo israeliano non sanno se sparare o no .

Sara e il marito vengono catturati dagli americani, la donna rischia un aborto e viene soccorsa da soldatesse e dalla croce rossa.

Il giornalista che ha mandato in onda Gesù viene licenziato, ma i suoi colleghi, questa volta incrociano le braccia tutti e, prima di smettere di lavorare tutti indistintamente rimandano in onda l’appello di Gesù così da essere tutti colpevoli come lui.

Gesù e il palestinese invece si trovano nei pressi di un pozzo di petrolio che stanno per fare saltare in aria, entrambi parlano ai miliziani.- Volete bruciare il vostro futuro? La vostra ricchezza? Custodite i vostri beni, non distruggeteli, lasciate che siano gli altri a farlo, dovranno risarcirvi !-

Uno dei miliziani domanda come, Gesù ripete ancora una volta di cercare il Dio che è in noi e chiamare davvero Allah.

Nel frattempo le donne soldato e gli operatori della croce rossa occupano i comandi militari e invitano i generali a sospendere le azioni, di cessare di obbedire agli ordini ed ascoltare il Dio che è nelle loro coscienze, di pensare ai loro figli, alle mogli e a tutto quello che stavano distruggendo.

I generali tentano di fare arrestare i ribelli, ma i militari uomini non se la sentono, sono le loro sorelle, fidanzate, mogli e decidono di mettersi dalla loro parte.

I generali sono impotenti e si rassegnano.

I violenti sono immobilizzati dagli altri, ma senza violenza.

I giornalisti presenti riescono a mandare in onda il servizio sui pozzi non bruciati e sulle caserme occupate pacificamente.

Gesù  incoraggia la gente a lavorare alla ricostruzione, il cibo compare, la luce è ripristinata, l’acqua distribuita, nascono dei bambini.

Gesù deve andare alla Casa Bianca, incarica il suo amico palestinese ad andare in Cecenia, in Iraq non serve più, molti Irakeni hanno capito il suo messaggio, i prigionieri vengono liberati ma invitati a lavorare.

Sara parte per il sud america con il marito, una crocerossina ed una soldatessa di colore partono per l’Africa.

Gesù viene arrestato e sbattuto in un carcere speciale, stanno per ucciderlo, qualcuno però lo aiuta a fuggire, catturato da seguaci di Bin Laden, stanno per tagliargli la testa, uno gliela taglia davvero, la fiamma diventa di nuovo visibile e gli aguzzini retrocedono, l’assassino  si inginocchia a chiede pietà.

Nascono dei bambini in tutte le parti del mondo e nessuno si vergogna di chiamarli Gesù.