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Aforismi  e citazioni 
Mario Bucci
 
Un sogno olfattivo dal profumo femminile, uno sguardo cullante e accogliente tamponato dal mascara, un morbido cuscino labiale sul quale lasciar riposare la mia bocca stanca di pronunciare sterili parole.
 
Preferisco arrivare alla riva dell'essere uomo attraversando a nuoto un oceano di lacrime, piuttosto che imbarcarmi su sorrisi fasulli.
 
E' vero, potrei amare la luce, la gioia e la felicità, ma avendo vissuto in uno sgabuzzino del cuore per anni, soffro di una sfrenata sindrome di Stoccolma verso i miei sensi di colpa.
 
Ho pensieri ansiogeni che surfano nei ventricoli del mio cuore.
 
Sono troppo giovane per amare la vita e troppo vecchio per odiarla.
 
Mi hanno distrutto maggiormente i sogni della realtà: i primi mi hanno illuso, la seconda non mi ha mai mentito.
 
In un mondo come questo, una persona che sa distinguere una e congiunzione da una è, voce del verbo essere, è già da ritenersi interessante.
 
Viviamo in una società in cui essere stronzi significa motivo di vanto (e causa di fascino), come essere bastardi; in cui la pazzia non è vista come una psicopatologia ma come un modo per "vivere più allegramente"; in cui ogni situazione è basata ai fini di lucro, in qualunque ambito; in cui la tematica principale della superficialità dell'essere umano è l'invidia; in cui si preferisce "restare a galla", piuttosto che "andare in profondità"; una società corrotta dalla smania di equilibrio e dalla convinzione "auto inflitta" che sia realmente ciò che cerchiamo anche se dimostriamo, continuamente, esattamente il contrario. In cui si parla di "nemici", mentre c'è solo gente che ha paura di essere "umana"; in cui il rispetto si guadagna con le armi da fuoco e non con l'onestà.
 
La triste realtà è che per sentirci liberi, necessitiamo di sentirci in catene.
 
Vorrei al mio fianco una persona dalla quale non sia necessario difendermi.
 
A volte, l'idea del dolore è più grande del dolore in sé.
 
Ho percorso strade deserte e strade affollate. Sono scivolato nell'abisso della disperazione e ho espresso urla talmente enfatizzate da far collassare le mie corde vocali, ma sempre e solo scritte. Ho tentato di risalire dal pozzo nero e melmoso dell'ossessività e di trovare un appiglio nel fiume dorato della malinconia. Ho navigato in porti sconosciuti dove gli attracchi erano mera utopia, nei quali aspetto ancora di destarmi da questo dannato letargo che cinge la mia mente con una corona di rose dalle spine pruriginose e dal profumo inebriante. Osservo ogni figura umana con distacco ma con devozione, come se avessi a pochi centimetri dal volto, un angolo dietro il quale nascondermi; e dinanzi allo spettacolo angosciante della vita sfogo la mia insoddisfazione attraverso il senso di colpa, l'unica fotutta sensazione capace ancora di concedermi un brivido.
 
E' una triste realtà: bisogna perdere qualcosa per poterla apprezzare.
 
Per un masochista, il tormento equivale a un orgasmo.
 
Non voglio una donna che mi rubi il cuore, ma una donna che mi ricordi di averne uno.
 
Siamo esseri capricciosi: prima gettiamo una rosa perché ci ha punto, poi ne rimpiangiamo il profumo.
 
Il tutto si riassume in questa frase: assumiamoci le nostre responsabilità.
 
Cosa succede di solito quando si fissa a lungo qualcosa? La si può osservare, ma nel durante, lentamente diventerà meno importante, desterà meno stupore, quasi perdendo di significato, come osservare un'immagine astratta, in quanto assente. Con lei era diverso: l'avrei potuta osservare per giorni, settimane, mesi. Non sarebbe mai diventata scontata ai miei occhi.
 
La vanità è la massima espressione dell'insicurezza.
 
Non puoi pretendere la profondità da una pozzanghera.
 
La vera difficoltà non sta nel trovare un equilibrio, ma nel mantenerlo.
 
Amore non è incontrarsi, ma riconoscersi.
 
La bellezza sfiorisce, il fascino non muore mai.
 
E' la presunzione, la vera ignoranza.
 
L'importanza o meno di una persona, è dimostrata dal livello di difficoltà con il quale ci si ricorda il suo nome.
 
I sogni sono la rappresentazione grafica della nostra vera natura.
 
Non ci si abitua all'assenza di una persona nell'istante in cui non le si rivolge più un pensiero, ma nell'istante in cui ci si accorge di aver dimenticato di farlo.
 
Perdoni madame se sono inciampato nella sua mente, la mia permanenza non dipende né dalla mia volontà, né dalla sua, ma dalla mia capacità di sapermi districare tra i suoi pensieri e io sono un affittuario del suo inconscio.
 
Nella solitudine, il silenzio fa più rumore del caos.
 
La peggior condanna per un uomo è la prevedibilità.
 
E poi ti accorgi che nulla di così grave è realmente successo, la rabbia scema, la tristezza consequenziale diventa pian piano un mero ricordo, e cresci...
 
Non esiste nulla di più puro e al contempo, maledetto, della sensualità.
 
Ho fatto a pezzi i sogni, per creare un collage di realtà.
 
La cultura è la più alta forma di sensualità.
 
Non sono che un'infinitesima parte di me stesso.
 
Le uniche due situazioni della vita, da non razionalizzare, sono dolore e amore.
 
E verrà il giorno in cui ogni gesto fatto, ogni sospiro condiviso, ogni bacio rubato, ogni sguardo incrociato, sarà motivato dall'intento di raggiungere la mancata voglia di vivere ma il paradossale, meraviglioso, desiderio di esistere.
 
L'astuzia intellettiva di una persona si misura dalla tempistica delle sue risposte.
 
E perderai il senso dei sensi, l'ordine biologico delle abitudini, il filo logico dei pensieri quotidiani. Tutto si fermerà e ti immergerai in uno stato catatonico di benessere. Perché la serenità è smarrirsi nei giardini della propria mente.
 
Chi sorride o è un sadico, o è un folle, o ha le palle.
 
Chiunque sappia scrivere, diventa irrimediabilmente scrittore. Chiunque sappia descrivere ciò che ha dentro, diventa irrimediabilmente poeta.
 
Sono le cadute che ti faranno apprezzare maggiormente il volo.
 
Quando una donna non sa cosa dire, starnazza.
 
Se hai il sole dentro, non hai tuoni da temere.
 
Se ci fermassimo alle prime delusioni, il mondo sarebbe disabitato.
 
La follia, resa libera, sfocia nella creatività. Trattenuta, degenera in pazzia.
 
Le ossessioni sono un dissodamento morboso della mente.
 
Le lacrime sono la massima fonte di ispirazione.
 
Siamo vittime e carnefici di noi stessi.
 
Si impara a vivere, accettando che si deve morire.
 
Si apprezza maggiormente ciò che non si possiede.
 
Delle sensazioni più intense, se ne vive solo il ricordo.
 
Siamo menti corrotte dalla smania di equilibrio.
 
I sogni sono il respiro dell'anima.