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Nazionalità: Stati Uniti; Periodo di
attività: 1963 – 1971; Band: The Doors
Jim Morrison (Melbourne, 8
dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971). Leader
carismatico e frontman della band statunitense The Doors, fu
uno dei più importanti esponenti della rivoluzione culturale
degli anni Sessanta, nonché uno dei più grandi cantanti rock
della storia. Impetuoso Profeta della Libertà e poeta
maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior
potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi
simboli dell'inquietudine giovanile. Era soprannominato il
Re Lucertola e venne paragonato a Dioniso, divinità del
delirio e della liberazione dei sensi.
Nel 2008 Morrison è stato posizionato
al 47º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo
Rolling Stone e, l'anno successivo, al 22º posto nella
classifica dei "50 più Grandi Cantanti del Rock" stilata
dalla rivista britannica Classic Rock.
Biografia
Jim Morrison, a San Francisco, iniziò
il decimo anno scolastico ma preferiva marinare la scuola e
frequentare i locali Beatnik di San Francisco, fra cui la
celebre libreria City Light Books del poeta beat Lawrence
Ferlinghetti. Le letture di Jim divennero sfrenate,
portandolo ad accumulare centinaia di libri. Venne iscritto
al liceo George Washington, dove stupì gli insegnanti con
l'ampiezza delle sue letture e la notevole erudizione,
ottenendo dopo il primo trimestre una menzione d'onore,
forte di un quoziente d'intelligenza fuori dal comune: ben
149. Nell'estate del 1960 il suo umore si fece più cupo e
aggressivo, il look trasandato.
Uno degli eventi più importanti della
sua vita avvenne nel 1947 durante un viaggio con la
famiglia, mentre percorrevano il deserto tra Albuquerque e
Santa Fe (Nuovo Messico). Jim raccontò questo episodio nel
modo seguente:
« La prima volta che ho scoperto la
morte… eravamo io, mia madre e mio padre, e forse anche mia
sorella, e i miei nonni, e stavamo attraversando il deserto
in auto all'alba e un autocarro pieno di lavoratori indiani
era andato a sbattere contro un'altra macchina o non so
cosa, ma c'erano indiani sparpagliati per la strada,
sanguinanti e moribondi.. ecco, questo fu il mio primo
impatto con la morte, dovevo avere quattro o cinque anni.
Abbiamo accostato e ci siamo fermati.. io ero solo un
bambino, e un bambino è come un fiore con la testa scossa
dal vento.. penso davvero che in quel momento l'anima di uno
di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro
stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati
nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad
assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi. È qualcosa
che ha un significato profondo per me. »
Tale esperienza (secondo alcuni
spiegabile con la teoria della "La teoria della risonanza e
i campi morfici" di Rupert Sheldrake) fu fondamentale per il
piccolo Jim e riecheggerà nei suoi testi musicali, in
particolare nella canzone Peace Frog, e nei suoi versi
poetici ("Indiani sparsi sulle carreggiate dell'alba
sanguinanti/ Si affolla di spettri la mente del bambino
fragile guscio d'uovo…").
Con i Doors
The Doors a
Copenhagen nel 1968.
Jim Morrison arrivò all'UCLA di Los
Angeles all'inizio del 1964, trovò un appartamentino vicino
al campus, a Westwood, e iniziò condurre una vita in stile
bohémien. Ai corsi di cinematografia conobbe Ray Manzarek,
che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach,
propose a Morrison di formare un gruppo dopo averlo sentito
cantare alcune delle sue liriche, tra cui Moonlight Drive.
Nella band confluirono poi il chitarrista Robby Krieger e il
batterista John Densmore; il nome The Doors (Le Porte) fu
scelto da Jim Morrison e deriva dal verso di una poesia di
William Blake, ripreso a sua volta dallo scrittore Aldous
Huxley nel suo saggio "The Doors of Perception" sugli
effetti della mescalina.
(EN) - « If the
doors of perception were cleansed, everything would appear
to men as truly it is: infinite. »
(IT) - « Se le porte della percezione
fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come
realmente è: infinita. »
(William Blake, The
Marriage of Heaven and Hell)
Morrison dichiarò: «Ci sono cose che si
conoscono e altre che non si conoscono. Esiste il noto e
l'ignoto, e in mezzo ci sono Le Porte (The Doors). I Doors
sono i sacerdoti del regno dell'ignoto che interagisce con
la realtà fisica, perché l'uomo non è soltanto spirito, ma
anche sensualità. La sensualità e il male sono immagini
molto attraenti, ma dobbiamo pensare ad esse come alla pelle
di un serpente di cui ci si libererà.»
Nell'ottobre del 1965 Billy James della
Columbia Records offrì alla band un contratto a termine con
royalties molto basse, che non venne rinnovato. Nei primi
mesi del 1966 iniziarono ad apparire regolarmente al Sunset
Strip, la zona di Los Angeles dove si trovavano i locali più
importanti della scena musicale. In una di queste serata Jim
conobbe Pamela Courson, che diverrà la sua compagna di vita
più significativa. A maggio il London Fog licenziò la band
in seguito ad alcuni tafferugli scoppiati nel locale durante
le esibizioni, i Doors vennero assunti dal più prestigioso
Whisky a Go Go: la scaletta comprendeva brani che
appariranno nei primi due album. Il periodo al Whisky è
fondamentale nell'evoluzione del gruppo, il loro stile
prende forme e diventa più visionario, e hanno modo di fare
da spalla ai grandi nomi del periodo (Love, Turtles, Seeds,
Them). L'estate successiva il proprietario del locale
licenziò la band, scandalizzato dalla versione edipica della
canzone The End. La casa discografica Elektra Records,
fondata da Jac Holzman, propose ai Doors un contratto che
implicava un impegno esclusivo per sette album e che venne
accettato. A novembre i Doors si esibirono all'Ondine di New
York. Morrison andò ad abitare con Pamela nei pressi del
Laurel Canyon ad Hollywood. Il 4 gennaio del 1967 l'Elektra
pubblicò il primo album The Doors che fu un successo
diventando uno dei dischi più venduti dell'anno assieme e
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles. La musica
dei Doors era un blues rock psichedelico originale, con le
tastiere di Manzarek che davano l'impronta al sound con
motivetti vaudeville, boogie woogie e jazz, e con la
chitarra-flamenco di Krieger (ora gitana, ora hawaiana) che
duettava con le tastiere generando un'atmosfera intensa in
cui si andava a insinuare la voce magnetica e suadente di
Morrison. Il gruppo partì per un tour nazionale che toccava
i luoghi sacri del rock californiano. A marzo suonarono al
Matrix di San Francisco, il 9 aprile al Cheetah di Los
Angeles, dove Jim Morrison si esibì per la prima volta nel
suo "numero della fune", la camminata lungo il bordo del
palco in stile equilibrista: gli andò male e precipitò in
mezzo al pubblico dopo un volo di tre metri (continuerà ad
esibirsi in questa pericolosa performance anche in seguito).
Il 9 giugno, durante il concerto al Fillmore di San
Francisco, Morrison fece roteare pericolosamente il
microfono finendo per centrare il promoter Bill Graham in
piena fronte. Il 16 giugno, nell'esibizione all'Action House
di Long Beach (New York), Jim Morrison, ubriaco fradicio,
cominciò a spogliarsi ma venne bloccato in tempo. Il giorno
successivo il concerto fu interrotto perché il cantante
s'infilò il microfono in bocca producendo suoni bizzarri.
Ricorda Frank Lisciandro, fotografo e suo amico dai tempi
dell'UCLA:
« In scena Jim subiva una completa
metamorfosi: la sua voce dolce e garbata diveniva roca,
aspra, profonda e potente; la sua posa dinoccolata si faceva
arrogante, baldanzosa; il suo quieto volto si trasformava in
migliaia di maschere di tensione e di emozione; e i suoi
occhi, di solito così penetranti e attenti, diventavano
vacui e lontani, fino a tramutarsi in due finestre
illuminate davanti al pubblico. Con questo sguardo
chiaroveggente Jim sembrava scrutare sia nel futuro che nel
passato. Emetteva strani suoni animaleschi, urlava,
strepitava come se soffrisse. I suoi abiti di cuoio o di
pelle di serpente crepitavano e gemevano quando si muoveva.
Le sue movenze e i suoi gesti si facevano spasmodici,
frenetici, come se si fosse trattato di una persona in preda
a una crisi epilettica. Danzava, non in modo fluido e
aggraziato, ma con brevi passi saltellanti e moto a
stantuffo, sporto in avanti, la testa che scattava su e giù.
Si muoveva come un indiano d'America in una danza rituale.
Sul palco Jim diventava lo Sciamano. Nel corso
dell'esibizione, come un festante dionisiaco, cantava dei
miti moderni, e come uno sciamano evocava un panico sensuale
per rendere significative le parole di questi miti. Agiva
come se un concerto fosse un rito, una cerimonia, una seduta
spiritica, e lui era lo strumento per la comunicazione con
il sovrannaturale. Tentava di strappare gli spettatori dai
loro posti a sedere, dai loro ruoli, dalle loro menti, così
che potessero vedere l'altro lato della realtà, anche solo
per una breve occhiata. Il suo messaggio era: apriti un
varco comunque ti sia possibile, ma fallo adesso. Spesso il
messaggio era sfocato e così si perdeva tra la musica, i
miti, la magia e la follia. »
Jim Morrison nel
1967 a Los Angeles.
Il 25 luglio la canzone Light My Fire
raggiunse il primo posto della classifica di Billboard e
sancì l'ingresso dei Doors nell'Olimpo del rock.
Nell'ottobre del 1967 uscì il secondo album Strange Days e
si attestò al n. 3 della classifica Billboard 200. Il 20
ottobre, al Wizard's Lab, presso l'università del Michigan,
Morrison provocò il pubblico di studenti snob scatenando
reazioni esasperate (al concerto era presente anche Iggy Pop
che, folgorato dalla sua performance, fonderà gli
Psychedelic Stooges). A novembre i Doors si esibirono al
Berkeley Community Theatre, al Fillmore, al Winterland di
San Francisco e al Village Theatre di New York, i più
importanti locali rock del momento. Il 17 settembre si
esibirono all'Ed Sullivan Show, popolarissima trasmissione
televisiva americana. A Morrison venne chiesto di sostituire
la parola "higher" contenuta in Light My Fire ("girl, you
couldn't get much higher", "ragazza, non puoi sballarti di
più", "high" nello slang giovanile indica infatti il momento
in cui una persona va su di giri per la droga o l'alcol). I
Doors sembrarono acconsentire ma durante la diretta Jim,
infuriato per il tentativo di censura, la pronunciò
ugualmente: i Doors vennero banditi per sempre dallo show.
Il 2 dicembre, al Portland Memorial Coliseum, Jim incitò la
folla a scatenarsi, il concerto venne interrotto. Il 9
dicembre, nel corso di un tour sulla costa Est i Doors si
esibirono all'Arena di New Haven. Jim Morrison provocò i
poliziotti, lo spettacolo venne interrotto e Morrison
arrestato sul palco. Le sue esibizioni divennero sempre più
sfrenate e imprevedibili. Nella primavera del 1968 la band
si esibì al Fillmore East di New York riscuotendo grande
successo - Morrison dissemina giunchiglie sulla scena, si
appende al sipario - quindi a Westbury, NY - Jim manifesta
atteggiamenti aggressivi, urla, si contorce sul palco, il
concerto viene interrotto - e infine al Nothern California
Folk-Rock Festival, dove Jim istiga il pubblico a
scorrazzare liberamente costringendo gli addetti alla
sicurezza a intervenire per proteggere il palco. Nel luglio
di quell'anno venne pubblicato l'album Waiting for the Sun,
con un repertorio più eterogeneo dei precedenti. Dal vivo i
Doors fanno segnare ovunque il tutto esaurito. Il 5 luglio
vi fu l'atteso concerto all'Hollywood Bowl di Los Angeles,
considerato l'evento rock dell'anno: Morrison fu
insolitamente concentrato sulla performance e non si lasciò
andare alle sue intemperanze selvagge, ma il successivo 13
luglio, al PNE Coliseum di Vancouver, in Canada, centinaia
di giovani balzarono sul palco scavalcando gli agenti e
circondarono con danze sfrenate un conturbante Morrison
dalle movenze orgiastiche. Il 2 agosto, durante lo
spettacolo al Singer Bowl di New York, scoppiò il putiferio
e l'arena venne devastata, i Doors furono costretti ad
abbandonare la scena. Il 3 agosto, nel concerto di Cleveland
Jim Morrison si tuffò sulla folla aizzandola, l'auditorium
subì danni ingenti, la band lasciò il palco mentre orde
invasate esultavano euforicamente. Nell'estate del 1968 la
canzone Hello, I Love You si attesta al primo posto in
classifica, la fama dei Doors è all'apice, Morrison continua
a portare al limite l'emotività della folla e a declamare
poesie, ma il suo abuso sempre più frenetico di alcol e
droghe inizia a minare seriamente l'attività della band.
Poesia
Jim Morrison è una complessa figura di
artista e intellettuale, trasgressiva e affascinante,
fragile e carismatica. Nel corso della sua breve parabola
esistenziale si produsse nello sforzo costante, e a tratti
esasperato, di spronare la gente ad abbattere le proprie
barriere mentali, imposte dalle convenzioni sociali e dalle
inibizioni personali, per raggiungere una dimensione di
reale, incondizionata e assoluta libertà ("Apriti un varco
dall'altra parte" esorta nella canzone Break on Through, e "Wake
up!", Sveglia! era l'urlo che lanciava spesso dal palco).
Autentico divoratore di libri e arguto osservatore della
società, consacrò la sua esistenza all'amore per l'arte e
per la letteratura in un'epoca, gli anni Sessanta,
ribollente di fervore culturale e rivolgimenti politici, e
considerava la poesia come la sua vera, autentica vocazione.
Iniziò a riempire blocchetti di appunti e poesie fin dai
tempi del liceo, venne folgorato dal libro culto Sulla
strada di Kerouac e dichiarò alla stampa che “l'arte suprema
è la poesia, perché ciò che ci definisce come esseri umani è
il linguaggio (…) sono molto legato al gioco dell'arte e
della letteratura: i miei eroi sono artisti e scrittori.
Ammiro profondamente quei poeti che, di fronte a un gruppo
di persone, sono capaci di alzarsi in piedi, con o senza
microfono, e recitare la loro poesia”. I suoi “numi
tutelari” furono poeti e intellettuali dalla forza
visionaria dirompente, in lacerante conflitto con i valori
imposti dalla propria tradizione culturale, in primis:
William Blake, Friedrich Nietzsche e Arthur Rimbaud, il
quale affermò che “il Poeta si fa Veggente attraverso una
lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi”. I
testi poetici di Jim Morrison sono tracimanti di immagini a
forte valenza mitologica e simbolica, derivate dalla cultura
classica, da quella sciamanica e tribale, dall'esoterismo,
dalle suggestioni beat, dalle opere di narrativa, filosofia,
religione, dalla psicanalisi, dalla sociologia e
dall'antropologia. L'amico e poeta Michael McClure lo
stimava molto come poeta e lo spinse a pubblicare i suoi
scritti, nonostante le titubanze di Jim Morrison che visse
sempre nella frustrazione di non essere apprezzato come
poeta. In un'intervista dichiarò “Quando scrivi una poesia
devi entrare in uno stato mentale particolare, che è quello
in cui può indurti la musica con la sua capacità ipnotica di
allentare i freni e lasciare che l'inconscio possa
scaturire”, in linea con le teorie surrealiste sulla
scrittura automatica. I suoi versi vennero encomiati anche
da Fernanda Pivano, che sottolineò il profondo lato poetico
di Morrison, “capace di estasi e affranto dalle miserie
della vita”. Nel 1970 pubblicò due raccolte di poesie, I
Signori e Le Nuove Creature, accolte con entusiasmo da parte
dei fan e con scetticismo dalla critica, registrò numerose
poesie su nastro magnetico e continuò a riempire di versi
centinaia di taccuini e foglietti volanti, poi riuniti nelle
raccolte postume Deserto e Notte Americana (pubblicate in
Italia col titolo di Tempesta elettrica) da molti
considerate l'apice della sua poetica. La sua vocazione
letteraria trovò sfogo anche negli album della band, che
venne influenzata in maniera determinante dai suoi
componimenti, dalla sua oltraggiosa irruenza e dalle sue
"visioni".
Cinema
Si dice che la passione di Jim Morrison
per il cinema nacque nel 1955, quando, dodicenne, andò a
vedere James Dean in Gioventù bruciata, celebre film di
Nicholas Ray sull'irrequietezza giovanile e la crisi della
famiglia tradizionale. È infatti il primo film menzionato
nei suoi taccuini, dove si fa cenno anche al Gigante, il
film successivo di Dean, distribuito l'anno seguente.[16] È
possibile anche che Morrison venne influenzato dai western,
che imperversavano in America negli anni Cinquanta: la sua
prima poesia, Pony Express, ora andata perduta, era infatti
probabilmente ispirata a un film western che Jim aveva visto
quando viveva ad Alameda. Sul finire del 1961 iniziò a
frequentare il Contemporary, caffè beatnik a sud di
Clearwater, che proponeva film stranieri di grandi registi
europei: Ingmar Bergman, Jean-Luc Godard, Roger Vadim e
Robert Frank. Nel 1963 Jim si iscrisse al corso di cinema
dell'UCLA, una materia del tutto nuova per quegli anni, che
comprendeva il cinema d'autore, la Nouvelle vague francese,
i film d'avanguardia, underground e sperimentali. Nel corpo
docente vi era anche il leggendario regista austriaco Josef
von Sternberg; Morrison adorava il suo film Anathan, girato
in Giappone nel 1954 (fra i compagni di corso di Jim
figurava invece Francis Ford Coppola). Dichiarò in
un'intervista: "Mi piace quel film perché è davvero
realistico. Per me i film devono essere totalmente
artificiali e surreali oppure totalmente reali e
documentaristici. Più sono all'estremo di una delle due
tendenze, e meglio è". Nel 1965 lavorò al suo film-saggio
studentesco per la tesi di laurea in cinematografia: la
pellicola proponeva immagini grottesche incentrate
sull'erotismo, la televisione, il nazismo, la droga, e
provocò indignazione e reazioni sconcertate. Ray Manzarek,
studente presso la stessa facoltà, trovò invece valido quel
film sperimentale. Dichiarò Jim alla stampa “Sono
interessato al cinema perché è la forma d'arte moderna che
più si avvicina all'effettivo flusso di coscienza, sia a
livello onirico che nella percezione della realtà
quotidiana”.[14] Nel 1966 conobbe Andy Warhol e nel marzo
del 1969 fece registrare la HWY Production, una nuova casa
cinematografica di cui facevano parte gli amici Paul
Ferrara, Babe Hill e Frank Lisciandro, che produsse il film
HWY Una pastorale americana, con Jim Morrison protagonista,
in parte basato sul suo copione L'Autostoppista. Risale a
quello stesso periodo Feast of Friend, un lungometraggio che
documenta le esibizioni dei Doors e che venne presentato in
diversi importanti festival cinematografici americani.
Quell'anno Jim lavorò con lo scrittore Michael McClure alla
sceneggiatura del film L'Adepto, basata su uno dei romanzi
di quest'ultimo. Il progetto venne accantonato per le
condizioni di salute sempre più precarie di Morrison.
Nell'estate del 1970 Jim assistette a Cherbourg, in Francia,
alle riprese del film La favolosa storia di Pelle d'Asino di
Jacques Demy, dove conobbe François Truffaut, Catherine
Deneuve e Jean Marais. La raccolta di versi e pensieri I
Signori. Appunti sulla visione (pubblicata prima in forma
privata, poi, nel 1970, dall'editore Simon & Schuster)
contiene diverse riflessioni di Jim Morrison sul cinema, che
a suo parere non derivava “da pittura, letteratura,
scultura, teatro, ma dagli antichi rituali popolari. È la
manifestazione contemporanea di una storia d'ombre
evolutasi, il piacere di immagini in movimento, una credenza
nella magia (…) Il cinema ci riporta all'anima, religione
della materia, che assegna a ogni cosa la sua particolare
divinità e vede dèi in tutte le cose e gli esseri”.
Teatro
Jim Morrison ebbe anche delle
esperienze in ambito teatrale. Segnalatosi a scuola per i
suoi atteggiamenti “plateali”, nel 1962 si produsse in
alcune declamazioni poetiche e performance con l'ukulele al
Contemporary caffè di Clearwater, che incuriosirono il
pubblico. L'anno successivo studiò drammaturgia e storia del
teatro al dipartimento di Scienze del linguaggio, prese
lezioni di recitazione e frequentò il Conradi Theater
dell'università. La prima esibizione “ufficiale” risale
tuttavia all'autunno del 1964 quando, ventenne, ottenne il
ruolo di Gus in un allestimento studentesco del Calapranzi,
il thriller capolavoro di Harold Pinter. Jim si dimostrò
attore imprevedibile e impetuoso sia nelle prove che durante
lo spettacolo, influenzato in parte dalla lettura di Antonin
Artaud e del suo “teatro della crudeltà”. In seguito venne
folgorato dal Living Theatre e fu coinvolto in alcuni show
che si tennero a San Francisco e a Los Angeles nel febbraio
1969.[9] Nel libro I Signori. Appunti sulla visione scrisse:
“Lo scopo dell'happening è curare la noia, ripulire gli
occhi, operare una ricongiunzione infantile col flusso della
vita. Il suo più piccolo, più ampio scopo è la purificazione
della percezione”.
Stile e influenze musicali
A detta dello stesso Morrison, i Doors
erano “un gruppo orientato al blues, con una notevole dose
di rock e alcuni elementi di jazz, pop e sonorità classiche.
Fondamentalmente, una blues band bianca”. La band
rappresenta in effetti un’anomalia nel pantheon del rock:
non faceva parte del movimento di San Francisco acid-rock
Airplane-Dead-Quicksilver all’insegna del Pace e Amore. Non
avevano niente a che fare con la british invasion e nemmeno
con la musica pop in generale. Anche nella loro città natale
di Los Angeles erano considerati estranei alla scena
folk-rock dominata da Byrds, Buffalo Springfield e i Mamas
and the Papas. I Doors erano un mondo a parte, dalle
sonorità oscuramente seducenti ed esotiche che univano
spiritualità, poesia, psichedelia e un coacervo di stili
musicali differenti per via delle caratteristiche del tutto
peculiari, bizzarre ed estrose dei suoi componenti. Manzarek,
tastierista tecnicamente dotatissimo, gestiva il basso con
la mano sinistra e la parte melodica alla tastiera col piede
e la mano destra, utilizzando un Fender Rhodes Piano Bass
appoggiato sul top piatto dell’organo (un Vox Continental
prodotto in Italia e suonato solo su ottave alte). In
un’intervista del 1997 dichiarò: “Unificammo l'apollineo e
il dionisiaco. Il lato dionisiaco è il blues, e il lato
apollineo è la musica classica. Il bravo artista sa
combinare il rigore e la correttezza apollinei con la
frenesia, la passione e l’eccitazione dionisiache. I due
elementi si fondono insieme e si ottiene l'artista intero e
completo". Il batterista John Densmore, da parte sua,
dettava ritmi tumultuosi, facendo confluire gli altri
strumenti nelle sue vertiginose traiettorie come una salda
base d’appoggio e non un mero strumento di accompagnamento.
Robbie Krieger utilizzava solitamente note lente e riff ben
calibrati in uno stile rock inconfondibile con la sua
chitarra slide che svariava dal blues al rock, dal flamenco
e alla musica indiana. Tutto questo venne catalizzato in
maniera dirompente dalla voce mistica e sensuale di Jim
Morrison, il quale sosteneva che Elvis Presley insieme ad
altri giganti della sua generazione, come Sinatra, Little
Richard, Jerry Lee Lewis, Fats Domino, Gene Vincent, avevano
avuto un’influenza precoce e intensa su di lui, che traeva
inoltre ispirazione dalla poesia della Beat Generation
recitata con cadenze bebop e dalla grande tradizione della
poesia orale, mescolando alle sue performance elementi
teatrali e d’improvvisazione. Il timbro della band divenne,
così, del tutto unico, suggestivo e “leggendario”. Dichiarò
all’epoca Ray Manzarek:
« Credo che i Doors siano un gruppo
rappresentativo dell’America. L’America è un miscuglio con
un unico sapore definito, e così noi. Le nostre influenze
derivano da una miriade di diverse fonti che noi abbiamo
amalgamato, mischiando stili divergenti nelle nostre cose…
Siamo proprio come il Paese. A uno straniero l’America deve
sembrare un comico guazzabuglio. E’ come per i Doors. Noi
proveniamo da aree differenti, da diverse tendenze musicali.
Siamo diventati un’unità con un duro lavoro, un sacco di
sforzi. Tutte le cose che le gente dice dell’America si
possono dire dei Doors. »
Morte
Morrison si trasferì con Pamela Courson
a Parigi nel marzo 1971, con l'intenzione di dedicarsi solo
alla poesia e smettere di bere. Il 3 luglio 1971 muore in
circostanze mai chiarite del tutto nella casa in cui la
coppia alloggiava da pochi mesi, l'ampia camera di un
palazzo Beaux Arts del XIX secolo situato al n. 17 di rue de
Beautreillis, nel quartiere de Le Marais. Secondo la
versione ufficiale, viene trovato privo di vita nella vasca
da bagno da Pamela. La sepoltura, nel Cimitero di
Père-Lachaise, avvenne tre giorni dopo, alla presenza
dell'impresario dei Doors Bill Siddons, giunto
frettolosamente dagli USA, di Pamela Courson e della regista
Agnes Varda, amica di Morrison.
A ventisette anni Jim trovò così la
tanto decantata fine ("The End… my only friend, The End…"),
lasciò tutto ciò che aveva alla sua amata Pam, inclusa
l'ingente mole di manoscritti e taccuini, molto del
materiale letterario rimase tuttavia a Parigi. Dopo la morte
di Morrison si fece un gran parlare della maledizione del
famigerato Club 27 e iniziarono a fiorire le prime leggende:
Jim fu "visto" a Parigi, Tangeri e New Orleans.
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