Partecipiamo.it...vai alla home page
Aforismi  e Citazioni

Pagina 4

Indice degli aforismi
Leonardo Sciascia

1

Leonardo Sciascia (1921 – 1989), scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, sceneggiatore e drammaturgo italiano. Nasce l'8 gennaio 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento (allora chiamata Girgenti)

 

Le prime opere: poesie e saggi

Leonardo Sciascia con lo scrittore Franco Pappalardo La Rosa. Nel 1950 pubblica le "Favole della dittatura", che Pier Paolo Pasolini recensisce. Libro con ventisette testi poetici, "favole esopiche" classiche, con morale, di cui sono protagonisti animali. Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il saggio "Pirandello e il Pirandellismo".

Nel 1956 pubblica "Le parrocchie di Regalpetra", una sintesi autobiografica dell'esperienza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese. Nel 1961 pubblica "Il giorno della civetta", che racconta la mafia a quell'epoca.

 

A Roma: I racconti

Gli zii di Sicilia

Nell'anno scolastico 1957-1958, a Roma,  pubblica tre racconti che vanno sotto il titolo "Gli zii di Sicilia". La breve raccolta si apre con "La zia d'America", un tentativo di dissacrare il mito dello "Zio Sam", visto come dispensatore di doni e libertà. Il secondo racconto è intitolato "La morte di Stalin", nel quale, ancora una volta, il personaggio è un mito, quello del comunismo che viene incarnato, agli occhi del siciliano Calogero Schirò, da Stalin. Il terzo racconto, "Il quarantotto", è ambientato nel periodo del Risorgimento (precisamente tra il 1848 e il 1860) e tratta del tema dell'unificazione del Regno d'Italia vista attraverso gli occhi di un siciliano. Nel racconto vuole mettere in evidenza l'indifferenza ed il cinismo della classe dominante affrontando un tema già trattato da Federico De Roberto ne I Viceré (1894) e da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo. Alla raccolta si aggiunge, un quarto racconto, "L'antimonio", che ebbe favorevole consenso della critica ed al quale Pasolini dedicherà un articolo sulla rivista Officina.

 

A Caltanissetta: i romanzi

Sciascia rimane a Roma un anno e al suo ritorno si stabilisce con la famiglia a Caltanissetta. Nel 1961 esce Il giorno della civetta col quale lo scrittore inaugura una nuova stagione del giallo italiano contemporaneo. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968. Nel 1963 pubblica Il consiglio d'Egitto, ambientato in una Palermo del '700 dove un abile falsario, l'abate Giuseppe Vella,  "inventa" un antico codice arabo che vuole togliere legittimità a privilegi e poteri dei baroni siciliani a favore del Viceré Caracciolo.

 

Il ritorno al saggio

Nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, "Morte dell'Inquisitore", ambientato nel '600, che prende spunto dalla figura dell'eretico siciliano fra' Diego La Matina, vittima del Tribunale dell'Inquisizione, che uccide Juan Lopez De Cisneros, inquisitore nel Regno di Sicilia. Risale al 1965 il saggio "Feste religiose in Sicilia", che fa da cornice alla presentazione ad una raccolta fotografica ad opera di Ferdinando Scianna, fotografo di Bagheria, dove torna l'accostamento della Sicilia alla Spagna.

 

La commedia

Sempre nel 1965 esce la "L'onorevole" che è una impietosa denuncia delle complicità tra governo e mafia.

 

Il ritorno al romanzo

Nel 1966 ritorna con un romanzo, A ciascuno il suo, che riprende le modalità del "giallo" . La vicenda è quella di un professore di liceo, Paolo Laurana, che per curiosità personale le indaga sulla morte del farmacista del paese e dell'amico dottore, ma si scontra con il silenzio di tutti i paesani, silenzio dovuto alla paura ed alla corruzione. Come commento alla tenacia nelle indagini del professore e alla sua tragica fine, il libro si risolve in una frase lapidaria: « "Era un cretino." disse don Luigi ». Dal romanzo, il regista Elio Petri trae, il film omonimo.

 

A Palermo

Nel 1967 si trasferisce a Palermo. E cura per Mursia una antologia "Narratori di Sicilia", in collaborazione con Salvatore Guglielmino. Dal 1969   collabora con il Corriere della Sera e pubblica "Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.", che racconta, attraverso una rappresentazione teatrale, la controversia per la vendita di una partita di ceci per la quale il vescovado di Lipari non vuole pagare la tassa (inizio del '700). Il vescovo aveva scomunicato i gabellieri, ma il re, mediante l'appello per abuso, aveva annullato la scomunica. La storia, denuncia i rapporti tra Stato - guida dell'ex Urss e gli Stati satelliti. Le iniziali A.D. identificano Alexander Dubček, protagonista nel 1968 della Primavera di Praga.

 

La pensione

Nel 1970 Sciascia, in pensione, pubblica la raccolta di saggi "La corda pazza", l'autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Quest'opera riporta a Luigi Pirandello che nel libro "Berretto a sonagli" sostiene che ognuno di noi ha in testa "come tre corde d'orologio, quella "seria", quella "civile", quella "pazza"".  Sciascia indaga sulla "corda pazza" che coglie le contraddizioni, le ambiguità e anche la forza razionalizzante di quella Sicilia oggetto dei suoi studi.

 

Il ritorno al genere poliziesco

Nel 1971 con "Il contesto", l'autore torna al genere poliziesco. La vicenda si svolge intorno all'ispettore Rogas che deve risolvere una complicata vicenda che origina da un errore di giustizia e una serie di omicidi di giudici. Nel romanzo, ambientato in un paese immaginario, il lettore riconosce l'Italia contemporanea. Il libro desta molte polemiche politiche alle quali Sciascia non vuole partecipare, ritirando così la candidatura del romanzo al premio Campiello. Dal romanzo venne ispirato il film di Francesco Rosi, del 1976, Cadaveri eccellenti. Con gli "Atti relativi alla morte di Raymond Roussel" del 1971, Sciascia mostra che la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera si fa sempre più forte. Così sarà ne "I pugnalatori" del 1976 e ne "L'affaire Moro" del 1978. Nel 1973 pubblica "Il mare colore del vino" e scrive la prefazione ad un'edizione della "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni. Nel 1974 pubblica la prefazione ad una ristampa dei "Dialoghi" dello scrittore greco Luciano di Samosata dal titolo "Luciano e le fedi". Esce intanto Todo modo, un libro che parla "di cattolici che fanno politica" e che viene stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Il racconto, di genere poliziesco, è ambientato in un eremo/albergo dove si effettuano esercizi spirituali. In questo luogo, durante il ritiro annuale di un gruppo di "potenti", tra i quali cardinali, uomini politici e industriali, si verifica una serie di inquietanti delitti. Anche da questo romanzo verrà tratto un film dallo stesso titolo diretto dal regista Elio Petri nel 1976.

 

I contatti con la cultura francese

In questi anni si intensificano i contatti con la cultura francese e nel 1978 pubblica "L'affaire Moro" sul sequestro e il processo nella cosiddetta "prigione del popolo" ad Aldo Moro organizzato dalle Brigate Rosse. Nel 1979 pubblica "Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia", dove è chiaro il riferimento al "Candido" di Voltaire. Esce in quell'anno "Nero su Nero", una raccolta di commenti ai fatti relativi al decennio precedente, "La Sicilia come metafora", un'intervista di Marcelle Padovani e "Dalle parti degli infedeli", lettere di persecuzione politica inviate negli anni cinquanta dalle alte gerarchie ecclesiastiche al vescovo Patti, con il quale inaugura la collana della casa editrice Sellerio intitolata "La memoria" che festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione con le sue "Cronachette". Nel 1980 pubblica "Il volto sulla maschera" e la traduzione di un'opera di Anatole France, "Il procuratore della Giudea". Nel 1981 pubblica "Il teatro della memoria" e, in collaborazione con Davide Lajolo, "Conversazioni in una stanza chiusa". Nel 1982 esce "Kermesse" e "La sentenza memorabile", nel 1983 "Cruciverba", una raccolta di suoi scritti già pubblicati su riviste, giornali e prefazioni a libri. Pubblica nel 1984 "Stendhal e la Sicilia", un saggio.

 

Gli ultimi anni di vita

In quegli stessi anni gli fu diagnosticato un tumore al midollo osseo ma egli continua, sia pure con fatica, la sua attività di scrittore. Nel 1985 pubblica "Cronachette" e "Occhio di capra", una raccolta di modi di dire e proverbi siciliani, e nel 1986 "La strega e il capitano", un saggio per commemorare la nascita di Alessandro Manzoni. Autobiografici sono i brevi romanzi gialli "Porte aperte" del 1987, "Il cavaliere e la morte" del 1988 e "Una storia semplice", ispirato al furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi del Caravaggio, che uscirà in libreria il giorno stesso della sua morte. Nel 1986 . Nel 1987 cura una mostra molto suggestiva, all'interno della Mole Antonelliana a Torino, dal titolo "Ignoto a me stesso" . Erano esposte quasi 200 rare fotografie scelte da Leonardo Sciascia e concesse in originale da importanti istituzioni di tutto il mondo. Si tratta di ritratti di scrittori famosi, da Edgar Allan Poe a Rabindranath Tagore a Gorkij a Jorge Luis Borges. La chiave della mostra è forse la citazione di Antoine de Saint-Exupéry: « Non bisogna imparare a scrivere ma a vedere. Scrivere è una conseguenza »

Pochi mesi prima di morire scrive "Alfabeto pirandelliano", "A futura memoria (se la memoria ha un futuro)", che verrà pubblicato postumo, e "Fatti diversi di storia letteraria e civile" .

 

La morte 

Leonardo Sciascia muore a Palermo il 20 novembre 1989. Con se, nella bara volle portare un crocifisso d'argento. Al funerale viene ricordato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino. È sepolto nel cimitero di Racalmuto, suo paese natale; sulla lapide bianca una sola frase:

« Ce ne ricorderemo di questo pianeta » (citazione è di Auguste de Villiers de L'Isle-Adam)

 

L'attività giornalistica di Sciascia  

Sciascia ebbe anche un'intensa esperienza giornalistica, scrivendo per numerosi giornali e riviste italiane. In particolare collaborò sin dal 1955 con il quotidiano palermitano L'Ora - il primo articolo, del 23 febbraio 1955, è dedicato al poeta dialettale catanese Domenico Tempio - scrivendo sulle pagine culturali e tenendovi una rubrica fissa, il Quaderno, tra 1964 e il 1968. « L'Ora sarà magari un giornale comunista, ma è certo che mi dà modo d'esprimere quello che penso con una libertà che difficilmente troverei in altri giornali italiani. In quanto al mio essere di sinistra, indubbiamente lo sono: e senza sfumature. » Leonardo Sciascia, 3 aprile 1965 Su Il Corriere della Sera la sua collaborazione è alterna: dal 1969 al 1972. Se ne allontana “simbolicamente” il 10 gennaio 1987, giorno della pubblicazione dell’articolo sui professionisti dell’antimafia. Su La Stampa suoi articoli compaiono già dal 1972, ma collabora col quotidiano torinese più assiduamente dopo aver rotto con Il Corriere della Sera. Collabora anche con il piccolo periodico di Racalmuto fin dalla nascita.

«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... [...]»

Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.

Non penso che la politica sia poi granché, la considero più che altro un'attività mediocre riservata ai mediocri. Ritengo che non si arriverà mai a niente di perfetto, di giusto e di affatto libero, in materia di organizzazione politica e sociale, ma che occorra vivere e lottare come se si fosse convinti di arrivarci.

Proverbio, regola: il morto è morto, diamo aiuto al vivo.

Un orologio che va male non segna mai l'ora esatta, un orologio fermo la segna due volte al giorno.

Tutti i nodi vengono al pettine, quando c'è il pettine.

Un'idea morta produce più fanatismo di un'idea viva; anzi, soltanto quella morta ne produce. Poiché gli stupidi, come i corvi, sentono solo le cose morte.

Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l'intelligenza, l'intelligenza che è anche leggerezza, che sa essere leggera, può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità.

Poiché nulla di sé e del mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende.

È una cosa talmente semplice fare all'amore... È come aver sete e bere. Non c'è niente di più semplice che aver sete e bere; essere soddisfatti nel bere e nell'aver bevuto; non aver più sete. Semplicissimo.

La nostra giornata è fatta, come tutta la vita, di misteriose rispondenze, di sottili collegamenti.

Ce ne ricorderemo, di questo pianeta.

È una cosa talmente semplice fare all'amore... È come aver sete e bere. Non c'è niente di più semplice che aver sete e bere; essere soddisfatti nel bere e nell'aver bevuto; non aver più sete. Semplicissimo. (da Todo modo)

Il cretino di sinistra ha una spiccata tendenza verso tutto ciò che è difficile. Crede che la difficoltà sia profondità. (citato in Sergio Ricossa, Straborghese, Editoriale Nuova, Milano 1980)

La contraddizione definisce Palermo. Pena antica e dolore nuovo, le pietre dei falansteri impastate di sangue ma anche di sudore onesto. La Mafia che distribuisce equamente lavoro e morte, soperchieria e protezione. (citato in Specchio n. 341, La Stampa, Torino)

La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini. (da Il cavaliere e la morte)

Oltre le cronache, le relazioni, gli studi qui citati, ho letto (o presumo di aver letto) tutto quel che c'era da leggere, relativamente all'Inquisizione di Sicilia: e posso dire di aver lavorato a questo saggio più, e con più impegno e passione, che a ogni altro mio libro. (da Morte dell'Inquisitore)

Poiché nulla di sé e del mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende. (da La strega e il capitano, Adelphi)

Un libro, dunque, è come riscritto in ogni epoca in cui lo si legge e ogni volta che lo si legge. E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l'altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi. (da Cruciverba, Einaudi)

Paolo Luigi Courier, vignaiuolo della Turenna e membro della Legion d'onore, sapeva dare colpi di penna che erano come colpi di spada; mi piacerebbe avere il polso di Paolo Luigi per dare qualche buon colpo di penna: una "petizione alle due Camere" per i salinari di Regalpetra per i braccianti per i vecchi senza pensione per i bambini che vanno a servizio. (Le parrocchie di Regalpetra, Opere 1956.1971, p. 10, Bompiani)

[…] ricordando una frase che è nella voce «letterati» del dizionario di Voltaire – «la più grande sventura dell'uomo di lettere forse non è quella di essere oggetto della gelosia dei colleghi, vittima dell'intrigo, disprezzato dai potenti; ma quella di essere giudicato dagli imbecilli» – possiamo aggiungere, ricordando questa frase, che Borgese ebbe, davvero in questo senso, «tutto»: tanti altri scrittori lo invidiarono, qualche intrigo fu ordito a suo danno, qualche potente lo disprezzò al punto di volerlo perdonare. Ma sopratutto ebbe quella che, secondo Voltaire, è la sventura maggiore: che molti imbecilli lo giudicarono e forse ancora, senza conoscerlo, continuano a giudicarlo. (Nota di Leonardo Sciascia a Le belle, p. 176)

 Il giorno della civetta:

Nelle statistiche criminali relative alla Sicilia e nelle combinazioni del giuoco del lotto, tra corna e morti ammazzati si è istituito un più frequente rapporto. L'omicidio passionale si scopre subito: ed entra dunque nell'indice attivo della polizia; l'omicidio passionale si paga poco: ed entra perciò nell'indice attivo della mafia.

«Il popolo» sogghignò il vecchio «il popolo... Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna... [...]»

E non è che avesse torto, pensava il capitano: da secoli i bargelli mordevano gli uomini come lui, magari la facevano assicurare, come diceva il vecchio, e poi mordevano. Che cosa erano stati i bargelli se non strumenti della usurpazione e dell'arbitrio?

Avrebbero dovuto darlo come precetto alla polizia, in Sicilia, pensava il capitano, bisognava non cercare la donna: perché si finiva sempre col trovarla, e a danno della giustizia.

E ciò discendeva dal fatto, pensava il capitano, che la famiglia è l'unico istituto veramente vivo nella coscienza del siciliano: ma vivo più come drammatico nodo contrattuale, giuridico, che come aggregato naturale e sentimentale. La famiglia è lo Stato del siciliano. Lo Stato, quello che per noi è lo Stato, è fuori: entità di fatto realizzata dalla forza; e impone le tasse, il servizio militare, le guerre, il carabiniere. Dentro quell'istituto che è la famiglia, il siciliano valica il confine della propria naturale e tragica solitudine e si adatta, come in una sofisticata contrattualità di rapporti, alla convivenza. Sarebbe troppo chiedergli di valicare il confine tra la famiglia e lo Stato. Magari si infiammerà dell'idea dello Stato o salirà a dirigerne il governo: ma la forma precisa e definitiva del suo diritto e del suo dovere sarà la famiglia, che consente più breve il passo verso la vittoriosa solitudine.

«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... [...]»

"Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia… A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno… La linea della palma… Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato… E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già oltre Roma…" (Opere – 1956.1971, p. 479)

Salvador Dalí

2

 

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí Domènech, marchese di Púbol (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989), è stato un pittore, scultore,  scrittore, cineasta  e  designer  spagnolo.

Dalí era un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il suo peculiare tocco pittorico è stato spesso attribuito all'influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento. Realizzò la sua opera più famosa, La persistenza della memoria nel 1931. Il talento artistico di Dalí ha trovato espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, e lo ha portato a collaborare con artisti di ogni tipo.

Faceva risalire il suo "amore per tutto ciò che è dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali" ad una auto-attribuita "discendenza araba", sostenendo che i suoi antenati discendevano dai Mori.

Dalí fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l'attenzione su di sé. Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione del pubblico più delle sue opere.

Infanzia e giovinezza

Salvador Dalí nasce l'11 maggio 1904 alle 8:47 del mattino nella cittadina di Figueres, nella regione dell'Alt Empordà in Catalogna, vicino al confine francese. Suo fratello maggiore, anch'egli di nome Salvador (nato il 12 ottobre 1901), era morto a causa di una meningite nove mesi prima, il 1º agosto 1903. Il padre, Salvador Dalí y Cusí, era un avvocato e notaio appartenente alla classe media, la cui rigidità nell'applicazione della disciplina viene temperata dalla moglie, Felipa Domènech Ferrés, che incoraggia le aspirazioni artistiche del figlio. All'età di cinque anni Dalí viene condotto sulla tomba del fratello dai genitori, che gli dicono che lui è la sua reincarnazione, idea della quale finisce per convincersi. Di suo fratello Dalí dice: "Ci somigliavamo come due gocce d'acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi. Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti".

Dalí ha anche una sorella, Ana María, di tre anni più giovane di lui, che nel 1949 pubblicherà un libro sul fratello, Dalì visto da sua sorella.

Dalí frequenta una scuola d'arte. Nel 1919 durante una vacanza a Cadaqués con la famiglia di Ramon Pichot, un artista locale che faceva regolarmente dei viaggi a Parigi, scopre la pittura moderna. L'anno seguente il padre di Dalí organizza nella residenza di famiglia una mostra dei suoi disegni a carboncino. La prima vera esposizione pubblica la fa nel 1919 al Teatro Municipale di Figueres.

Nel febbraio del 1921 la madre di Dalí muore per un tumore al seno. Dalí ha sedici anni; in seguito dirà che la morte della madre "è stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima." Dopo la sua morte il padre sposa la sorella della moglie scomparsa. Dalí non si risente per le nuove nozze, perché ama e rispetta molto la zia.

Gli asini vorrebbero che io seguissi gli stessi consigli che dispenso agli altri. È impossibile, poiché io sono completamente diverso...
Desidero che ogni colpo di pennello raggiunga l'assoluto e dia l'immagine perfetta dei testicoli della pittura, testicoli che non sono i miei.
Ho fatto sedere la bruttezza sulle mie ginocchia e me ne sono quasi subito stancato.
Dalla più tenera infanzia, ho la viziosa tendenza di considerarmi diverso dai comuni mortali. Anche questo sta per riuscirmi.
Onestamente... Non dipingete mai disonestamente.
Pittori, siate ricchi piuttosto che poveri.
La gelosia degli altri pittori è stata sempre il termometro del mio successo.
Cominciate a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri, poi fate come volete - sarete sempre rispettati.
Se vi rifiutate di studiare l'anatomia, l'arte del disegno e della prospettiva, la matematica dell'estetica e la scienza del colore, lasciatevi dire che questo è un segno più di poltroneria che di genio.
Tutto può essere fatto bene o male. Persino la mia pittura.
Sono fedelissimo ai miei amici, ma c’è sempre un motivo. Non provo emozioni per loro. Tutto ciò che è sentimento è strettamente canalizzato in mia moglie e tutto il resto degli esseri mi è assolutamente indifferente, ma agisco con loro con intelligenza e logica.
Penso che la libertà più soave per un uomo sulla terra consista nel poter vivere, se lo vuole, senza lavorare.
Credi che finché la terra è rotonda, potrai trovare ovunque paesaggi naturali? Può una faccia rotonda avere più di un naso?
Non dipingo un ritratto che assomiglia al modello, piuttosto è il modello che dovrebbe assomigliare al ritratto.
L'unica differenza tra me e un pazzo, è che io non sono pazzo. 
Pollock: il "marsigliese" dell'astratto. È il romantico delle feste galanti e dei fuochi d'artificio, come lo fu il primo macchiaiolo sensuale: Monticelli. Non è scadente come Turner. Perché è ancora più inesistente. 
Chi oggigiorno vuole fare carriera dev'essere un po' cannibale.
Kandinsky? È ineluttabile: non potrà mai esserci un pittore russo. Kandinsky avrebbe potuto fare dei meravigliosi manici per bastone in smalto cloisonné, come quello che uso, regalatomi da Gala per natale.
Il segreto del mio prestigio rimarrà un segreto.
René Crevel: con il trotzkismo bonapartista, si renecrevellerà.
Il meno che si possa chiedere ad una scultura è che stia ferma.
Eluard: tanta e tanta confusione per restare così puro.
Il disegno è la sincerità nell'arte. Non ci sono possibilità di imbrogliare. O è bello o è brutto.
Aragon: tanto e tanto arrivismo per un così modesto arrivo.
La differenza tra me ed un pazzo?... È che io non sono pazzo.
Breton: tanta e tanta intransigenza per una così piccola decadenza.

Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì.

Piero della Francesca: trionfo della monarchia assoluta e della castità.
La differenza tra i falsi ricordi e quelli veri è la stessa che per i gioielli: sono sempre quelli falsi che sembrano i più reali, i più brillanti.
Matisse: trionfo del gusto borghese e della promiscuità.
Ci sono giorni in cui credo di morire per un'overdose di soddisfazione.

Braque e io - come Voltaire con il buon Dio - ci salutiamo, ma non ci parliamo!

Jim Morrison

3

 

Nazionalità: Stati Uniti; Periodo di attività: 1963 – 1971; Band: The Doors

Jim Morrison (Melbourne, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971). Leader carismatico e frontman della band statunitense The Doors, fu uno dei più importanti esponenti della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, nonché uno dei più grandi cantanti rock della storia. Impetuoso Profeta della Libertà e poeta maledetto, è ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell'inquietudine giovanile. Era soprannominato il Re Lucertola e venne paragonato a Dioniso, divinità del delirio e della liberazione dei sensi.

Nel 2008 Morrison è stato posizionato al 47º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone  e, l'anno successivo, al 22º posto nella classifica dei "50 più Grandi Cantanti del Rock" stilata dalla rivista britannica Classic Rock.

 

Biografia

Jim Morrison, a San Francisco, iniziò il decimo anno scolastico ma preferiva marinare la scuola e frequentare i locali Beatnik di San Francisco, fra cui la celebre libreria City Light Books del poeta beat Lawrence Ferlinghetti. Le letture di Jim divennero sfrenate, portandolo ad accumulare centinaia di libri. Venne iscritto al liceo George Washington, dove stupì gli insegnanti con l'ampiezza delle sue letture e la notevole erudizione, ottenendo dopo il primo trimestre una menzione d'onore, forte di un quoziente d'intelligenza fuori dal comune: ben 149. Nell'estate del 1960 il suo umore si fece più cupo e aggressivo, il look trasandato.

Uno degli eventi più importanti della sua vita avvenne nel 1947 durante un viaggio con la famiglia, mentre percorrevano il deserto tra Albuquerque e Santa Fe (Nuovo Messico). Jim raccontò questo episodio nel modo seguente:

« La prima volta che ho scoperto la morte… eravamo io, mia madre e mio padre, e forse anche mia sorella, e i miei nonni, e stavamo attraversando il deserto in auto all'alba e un autocarro pieno di lavoratori indiani era andato a sbattere contro un'altra macchina o non so cosa, ma c'erano indiani sparpagliati per la strada, sanguinanti e moribondi.. ecco, questo fu il mio primo impatto con la morte, dovevo avere quattro o cinque anni. Abbiamo accostato e ci siamo fermati.. io ero solo un bambino, e un bambino è come un fiore con la testa scossa dal vento.. penso davvero che in quel momento l'anima di uno di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi. È qualcosa che ha un significato profondo per me. »

Tale esperienza (secondo alcuni spiegabile con la teoria della "La teoria della risonanza e i campi morfici" di Rupert Sheldrake) fu fondamentale per il piccolo Jim e riecheggerà nei suoi testi musicali, in particolare nella canzone Peace Frog, e nei suoi versi poetici ("Indiani sparsi sulle carreggiate dell'alba sanguinanti/ Si affolla di spettri la mente del bambino fragile guscio d'uovo…").

 

Con i Doors

The Doors a Copenhagen nel 1968.

Jim Morrison arrivò all'UCLA di Los Angeles all'inizio del 1964, trovò un appartamentino vicino al campus, a Westwood, e iniziò condurre una vita in stile bohémien. Ai corsi di cinematografia conobbe Ray Manzarek, che nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach, propose a Morrison di formare un gruppo dopo averlo sentito cantare alcune delle sue liriche, tra cui Moonlight Drive. Nella band confluirono poi il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore; il nome The Doors (Le Porte) fu scelto da Jim Morrison e deriva dal verso di una poesia di William Blake, ripreso a sua volta dallo scrittore Aldous Huxley nel suo saggio "The Doors of Perception" sugli effetti della mescalina.

(EN) - « If the doors of perception were cleansed, everything would appear to men as truly it is: infinite. »

(IT) - « Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente è: infinita. »

(William Blake, The Marriage of Heaven and Hell)

Morrison dichiarò: «Ci sono cose che si conoscono e altre che non si conoscono. Esiste il noto e l'ignoto, e in mezzo ci sono Le Porte (The Doors). I Doors sono i sacerdoti del regno dell'ignoto che interagisce con la realtà fisica, perché l'uomo non è soltanto spirito, ma anche sensualità. La sensualità e il male sono immagini molto attraenti, ma dobbiamo pensare ad esse come alla pelle di un serpente di cui ci si libererà.»

Nell'ottobre del 1965 Billy James della Columbia Records offrì alla band un contratto a termine con royalties molto basse, che non venne rinnovato. Nei primi mesi del 1966 iniziarono ad apparire regolarmente al Sunset Strip, la zona di Los Angeles dove si trovavano i locali più importanti della scena musicale. In una di queste serata Jim conobbe Pamela Courson, che diverrà la sua compagna di vita più significativa. A maggio il London Fog licenziò la band in seguito ad alcuni tafferugli scoppiati nel locale durante le esibizioni, i Doors vennero assunti dal più prestigioso Whisky a Go Go: la scaletta comprendeva brani che appariranno nei primi due album. Il periodo al Whisky è fondamentale nell'evoluzione del gruppo, il loro stile prende forme e diventa più visionario, e hanno modo di fare da spalla ai grandi nomi del periodo (Love, Turtles, Seeds, Them). L'estate successiva il proprietario del locale licenziò la band, scandalizzato dalla versione edipica della canzone The End. La casa discografica Elektra Records, fondata da Jac Holzman, propose ai Doors un contratto che implicava un impegno esclusivo per sette album e che venne accettato. A novembre i Doors si esibirono all'Ondine di New York. Morrison andò ad abitare con Pamela nei pressi del Laurel Canyon ad Hollywood. Il 4 gennaio del 1967 l'Elektra pubblicò il primo album The Doors che fu un successo diventando uno dei dischi più venduti dell'anno assieme e Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles. La musica dei Doors era un blues rock psichedelico originale, con le tastiere di Manzarek che davano l'impronta al sound con motivetti vaudeville, boogie woogie e jazz, e con la chitarra-flamenco di Krieger (ora gitana, ora hawaiana) che duettava con le tastiere generando un'atmosfera intensa in cui si andava a insinuare la voce magnetica e suadente di Morrison. Il gruppo partì per un tour nazionale che toccava i luoghi sacri del rock californiano. A marzo suonarono al Matrix di San Francisco, il 9 aprile al Cheetah di Los Angeles, dove Jim Morrison si esibì per la prima volta nel suo "numero della fune", la camminata lungo il bordo del palco in stile equilibrista: gli andò male e precipitò in mezzo al pubblico dopo un volo di tre metri (continuerà ad esibirsi in questa pericolosa performance anche in seguito). Il 9 giugno, durante il concerto al Fillmore di San Francisco, Morrison fece roteare pericolosamente il microfono finendo per centrare il promoter Bill Graham in piena fronte. Il 16 giugno, nell'esibizione all'Action House di Long Beach (New York), Jim Morrison, ubriaco fradicio, cominciò a spogliarsi ma venne bloccato in tempo. Il giorno successivo il concerto fu interrotto perché il cantante s'infilò il microfono in bocca producendo suoni bizzarri. Ricorda Frank Lisciandro, fotografo e suo amico dai tempi dell'UCLA:

« In scena Jim subiva una completa metamorfosi: la sua voce dolce e garbata diveniva roca, aspra, profonda e potente; la sua posa dinoccolata si faceva arrogante, baldanzosa; il suo quieto volto si trasformava in migliaia di maschere di tensione e di emozione; e i suoi occhi, di solito così penetranti e attenti, diventavano vacui e lontani, fino a tramutarsi in due finestre illuminate davanti al pubblico. Con questo sguardo chiaroveggente Jim sembrava scrutare sia nel futuro che nel passato. Emetteva strani suoni animaleschi, urlava, strepitava come se soffrisse. I suoi abiti di cuoio o di pelle di serpente crepitavano e gemevano quando si muoveva. Le sue movenze e i suoi gesti si facevano spasmodici, frenetici, come se si fosse trattato di una persona in preda a una crisi epilettica. Danzava, non in modo fluido e aggraziato, ma con brevi passi saltellanti e moto a stantuffo, sporto in avanti, la testa che scattava su e giù. Si muoveva come un indiano d'America in una danza rituale. Sul palco Jim diventava lo Sciamano. Nel corso dell'esibizione, come un festante dionisiaco, cantava dei miti moderni, e come uno sciamano evocava un panico sensuale per rendere significative le parole di questi miti. Agiva come se un concerto fosse un rito, una cerimonia, una seduta spiritica, e lui era lo strumento per la comunicazione con il sovrannaturale. Tentava di strappare gli spettatori dai loro posti a sedere, dai loro ruoli, dalle loro menti, così che potessero vedere l'altro lato della realtà, anche solo per una breve occhiata. Il suo messaggio era: apriti un varco comunque ti sia possibile, ma fallo adesso. Spesso il messaggio era sfocato e così si perdeva tra la musica, i miti, la magia e la follia. »

 

Jim Morrison nel 1967 a Los Angeles.

Il 25 luglio la canzone Light My Fire raggiunse il primo posto della classifica di Billboard e sancì l'ingresso dei Doors nell'Olimpo del rock. Nell'ottobre del 1967 uscì il secondo album Strange Days e si attestò al n. 3 della classifica Billboard 200. Il 20 ottobre, al Wizard's Lab, presso l'università del Michigan, Morrison provocò il pubblico di studenti snob scatenando reazioni esasperate (al concerto era presente anche Iggy Pop che, folgorato dalla sua performance, fonderà gli Psychedelic Stooges). A novembre i Doors si esibirono al Berkeley Community Theatre, al Fillmore, al Winterland di San Francisco e al Village Theatre di New York, i più importanti locali rock del momento. Il 17 settembre si esibirono all'Ed Sullivan Show, popolarissima trasmissione televisiva americana. A Morrison venne chiesto di sostituire la parola "higher" contenuta in Light My Fire ("girl, you couldn't get much higher", "ragazza, non puoi sballarti di più", "high" nello slang giovanile indica infatti il momento in cui una persona va su di giri per la droga o l'alcol). I Doors sembrarono acconsentire ma durante la diretta Jim, infuriato per il tentativo di censura, la pronunciò ugualmente: i Doors vennero banditi per sempre dallo show. Il 2 dicembre, al Portland Memorial Coliseum, Jim incitò la folla a scatenarsi, il concerto venne interrotto. Il 9 dicembre, nel corso di un tour sulla costa Est i Doors si esibirono all'Arena di New Haven. Jim Morrison provocò i poliziotti, lo spettacolo venne interrotto e Morrison arrestato sul palco. Le sue esibizioni divennero sempre più sfrenate e imprevedibili. Nella primavera del 1968 la band si esibì al Fillmore East di New York riscuotendo grande successo - Morrison dissemina giunchiglie sulla scena, si appende al sipario - quindi a Westbury, NY - Jim manifesta atteggiamenti aggressivi, urla, si contorce sul palco, il concerto viene interrotto - e infine al Nothern California Folk-Rock Festival, dove Jim istiga il pubblico a scorrazzare liberamente costringendo gli addetti alla sicurezza a intervenire per proteggere il palco. Nel luglio di quell'anno venne pubblicato l'album Waiting for the Sun, con un repertorio più eterogeneo dei precedenti. Dal vivo i Doors fanno segnare ovunque il tutto esaurito. Il 5 luglio vi fu l'atteso concerto all'Hollywood Bowl di Los Angeles, considerato l'evento rock dell'anno: Morrison fu insolitamente concentrato sulla performance e non si lasciò andare alle sue intemperanze selvagge, ma il successivo 13 luglio, al PNE Coliseum di Vancouver, in Canada, centinaia di giovani balzarono sul palco scavalcando gli agenti e circondarono con danze sfrenate un conturbante Morrison dalle movenze orgiastiche. Il 2 agosto, durante lo spettacolo al Singer Bowl di New York, scoppiò il putiferio e l'arena venne devastata, i Doors furono costretti ad abbandonare la scena. Il 3 agosto, nel concerto di Cleveland Jim Morrison si tuffò sulla folla aizzandola, l'auditorium subì danni ingenti, la band lasciò il palco mentre orde invasate esultavano euforicamente. Nell'estate del 1968 la canzone Hello, I Love You si attesta al primo posto in classifica, la fama dei Doors è all'apice, Morrison continua a portare al limite l'emotività della folla e a declamare poesie, ma il suo abuso sempre più frenetico di alcol e droghe inizia a minare seriamente l'attività della band.

 

Poesia

Jim Morrison è una complessa figura di artista e intellettuale, trasgressiva e affascinante, fragile e carismatica. Nel corso della sua breve parabola esistenziale si produsse nello sforzo costante, e a tratti esasperato, di spronare la gente ad abbattere le proprie barriere mentali, imposte dalle convenzioni sociali e dalle inibizioni personali, per raggiungere una dimensione di reale, incondizionata e assoluta libertà ("Apriti un varco dall'altra parte" esorta nella canzone Break on Through, e "Wake up!", Sveglia! era l'urlo che lanciava spesso dal palco). Autentico divoratore di libri e arguto osservatore della società, consacrò la sua esistenza all'amore per l'arte e per la letteratura in un'epoca, gli anni Sessanta, ribollente di fervore culturale e rivolgimenti politici, e considerava la poesia come la sua vera, autentica vocazione. Iniziò a riempire blocchetti di appunti e poesie fin dai tempi del liceo, venne folgorato dal libro culto Sulla strada di Kerouac e dichiarò alla stampa che “l'arte suprema è la poesia, perché ciò che ci definisce come esseri umani è il linguaggio (…) sono molto legato al gioco dell'arte e della letteratura: i miei eroi sono artisti e scrittori. Ammiro profondamente quei poeti che, di fronte a un gruppo di persone, sono capaci di alzarsi in piedi, con o senza microfono, e recitare la loro poesia”. I suoi “numi tutelari” furono poeti e intellettuali dalla forza visionaria dirompente, in lacerante conflitto con i valori imposti dalla propria tradizione culturale, in primis: William Blake, Friedrich Nietzsche e Arthur Rimbaud, il quale affermò che “il Poeta si fa Veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi”. I testi poetici di Jim Morrison sono tracimanti di immagini a forte valenza mitologica e simbolica, derivate dalla cultura classica, da quella sciamanica e tribale, dall'esoterismo, dalle suggestioni beat, dalle opere di narrativa, filosofia, religione, dalla psicanalisi, dalla sociologia e dall'antropologia. L'amico e poeta Michael McClure lo stimava molto come poeta e lo spinse a pubblicare i suoi scritti, nonostante le titubanze di Jim Morrison che visse sempre nella frustrazione di non essere apprezzato come poeta. In un'intervista dichiarò “Quando scrivi una poesia devi entrare in uno stato mentale particolare, che è quello in cui può indurti la musica con la sua capacità ipnotica di allentare i freni e lasciare che l'inconscio possa scaturire”, in linea con le teorie surrealiste sulla scrittura automatica. I suoi versi vennero encomiati anche da Fernanda Pivano, che sottolineò il profondo lato poetico di Morrison, “capace di estasi e affranto dalle miserie della vita”. Nel 1970 pubblicò due raccolte di poesie, I Signori e Le Nuove Creature, accolte con entusiasmo da parte dei fan e con scetticismo dalla critica, registrò numerose poesie su nastro magnetico e continuò a riempire di versi centinaia di taccuini e foglietti volanti, poi riuniti nelle raccolte postume Deserto e Notte Americana (pubblicate in Italia col titolo di Tempesta elettrica) da molti considerate l'apice della sua poetica. La sua vocazione letteraria trovò sfogo anche negli album della band, che venne influenzata in maniera determinante dai suoi componimenti, dalla sua oltraggiosa irruenza e dalle sue "visioni".

Cinema

Si dice che la passione di Jim Morrison per il cinema nacque nel 1955, quando, dodicenne, andò a vedere James Dean in Gioventù bruciata, celebre film di Nicholas Ray sull'irrequietezza giovanile e la crisi della famiglia tradizionale. È infatti il primo film menzionato nei suoi taccuini, dove si fa cenno anche al Gigante, il film successivo di Dean, distribuito l'anno seguente.[16] È possibile anche che Morrison venne influenzato dai western, che imperversavano in America negli anni Cinquanta: la sua prima poesia, Pony Express, ora andata perduta, era infatti probabilmente ispirata a un film western che Jim aveva visto quando viveva ad Alameda. Sul finire del 1961 iniziò a frequentare il Contemporary, caffè beatnik a sud di Clearwater, che proponeva film stranieri di grandi registi europei: Ingmar Bergman, Jean-Luc Godard, Roger Vadim e Robert Frank. Nel 1963 Jim si iscrisse al corso di cinema dell'UCLA, una materia del tutto nuova per quegli anni, che comprendeva il cinema d'autore, la Nouvelle vague francese, i film d'avanguardia, underground e sperimentali. Nel corpo docente vi era anche il leggendario regista austriaco Josef von Sternberg; Morrison adorava il suo film Anathan, girato in Giappone nel 1954 (fra i compagni di corso di Jim figurava invece Francis Ford Coppola). Dichiarò in un'intervista: "Mi piace quel film perché è davvero realistico. Per me i film devono essere totalmente artificiali e surreali oppure totalmente reali e documentaristici. Più sono all'estremo di una delle due tendenze, e meglio è". Nel 1965 lavorò al suo film-saggio studentesco per la tesi di laurea in cinematografia: la pellicola proponeva immagini grottesche incentrate sull'erotismo, la televisione, il nazismo, la droga, e provocò indignazione e reazioni sconcertate. Ray Manzarek, studente presso la stessa facoltà, trovò invece valido quel film sperimentale. Dichiarò Jim alla stampa “Sono interessato al cinema perché è la forma d'arte moderna che più si avvicina all'effettivo flusso di coscienza, sia a livello onirico che nella percezione della realtà quotidiana”.[14] Nel 1966 conobbe Andy Warhol e nel marzo del 1969 fece registrare la HWY Production, una nuova casa cinematografica di cui facevano parte gli amici Paul Ferrara, Babe Hill e Frank Lisciandro, che produsse il film HWY Una pastorale americana, con Jim Morrison protagonista, in parte basato sul suo copione L'Autostoppista. Risale a quello stesso periodo Feast of Friend, un lungometraggio che documenta le esibizioni dei Doors e che venne presentato in diversi importanti festival cinematografici americani. Quell'anno Jim lavorò con lo scrittore Michael McClure alla sceneggiatura del film L'Adepto, basata su uno dei romanzi di quest'ultimo. Il progetto venne accantonato per le condizioni di salute sempre più precarie di Morrison. Nell'estate del 1970 Jim assistette a Cherbourg, in Francia, alle riprese del film La favolosa storia di Pelle d'Asino di Jacques Demy, dove conobbe François Truffaut, Catherine Deneuve e Jean Marais. La raccolta di versi e pensieri I Signori. Appunti sulla visione (pubblicata prima in forma privata, poi, nel 1970, dall'editore Simon & Schuster) contiene diverse riflessioni di Jim Morrison sul cinema, che a suo parere non derivava “da pittura, letteratura, scultura, teatro, ma dagli antichi rituali popolari. È la manifestazione contemporanea di una storia d'ombre evolutasi, il piacere di immagini in movimento, una credenza nella magia (…) Il cinema ci riporta all'anima, religione della materia, che assegna a ogni cosa la sua particolare divinità e vede dèi in tutte le cose e gli esseri”.

 

Teatro

Jim Morrison ebbe anche delle esperienze in ambito teatrale. Segnalatosi a scuola per i suoi atteggiamenti “plateali”, nel 1962 si produsse in alcune declamazioni poetiche e performance con l'ukulele al Contemporary caffè di Clearwater, che incuriosirono il pubblico. L'anno successivo studiò drammaturgia e storia del teatro al dipartimento di Scienze del linguaggio, prese lezioni di recitazione e frequentò il Conradi Theater dell'università. La prima esibizione “ufficiale” risale tuttavia all'autunno del 1964 quando, ventenne, ottenne il ruolo di Gus in un allestimento studentesco del Calapranzi, il thriller capolavoro di Harold Pinter. Jim si dimostrò attore imprevedibile e impetuoso sia nelle prove che durante lo spettacolo, influenzato in parte dalla lettura di Antonin Artaud e del suo “teatro della crudeltà”. In seguito venne folgorato dal Living Theatre e fu coinvolto in alcuni show che si tennero a San Francisco e a Los Angeles nel febbraio 1969.[9] Nel libro I Signori. Appunti sulla visione scrisse: “Lo scopo dell'happening è curare la noia, ripulire gli occhi, operare una ricongiunzione infantile col flusso della vita. Il suo più piccolo, più ampio scopo è la purificazione della percezione”.

 

 Stile e influenze musicali

A detta dello stesso Morrison, i Doors erano “un gruppo orientato al blues, con una notevole dose di rock e alcuni elementi di jazz, pop e sonorità classiche. Fondamentalmente, una blues band bianca”. La band rappresenta in effetti un’anomalia nel pantheon del rock: non faceva parte del movimento di San Francisco acid-rock Airplane-Dead-Quicksilver all’insegna del Pace e Amore. Non avevano niente a che fare con la british invasion e nemmeno con la musica pop in generale. Anche nella loro città natale di Los Angeles erano considerati estranei alla scena folk-rock dominata da Byrds, Buffalo Springfield e i Mamas and the Papas. I Doors erano un mondo a parte, dalle sonorità oscuramente seducenti ed esotiche che univano spiritualità, poesia, psichedelia e un coacervo di stili musicali differenti per via delle caratteristiche del tutto peculiari, bizzarre ed estrose dei suoi componenti. Manzarek, tastierista tecnicamente dotatissimo, gestiva il basso con la mano sinistra e la parte melodica alla tastiera col piede e la mano destra, utilizzando un Fender Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell’organo (un Vox Continental prodotto in Italia e suonato solo su ottave alte). In un’intervista del 1997 dichiarò: “Unificammo l'apollineo e il dionisiaco. Il lato dionisiaco è il blues, e il lato apollineo è la musica classica. Il bravo artista sa combinare il rigore e la correttezza apollinei con la frenesia, la passione e l’eccitazione dionisiache. I due elementi si fondono insieme e si ottiene l'artista intero e completo". Il batterista John Densmore, da parte sua, dettava ritmi tumultuosi, facendo confluire gli altri strumenti nelle sue vertiginose traiettorie come una salda base d’appoggio e non un mero strumento di accompagnamento. Robbie Krieger utilizzava solitamente note lente e riff ben calibrati in uno stile rock inconfondibile con la sua chitarra slide che svariava dal blues al rock, dal flamenco e alla musica indiana. Tutto questo venne catalizzato in maniera dirompente dalla voce mistica e sensuale di Jim Morrison, il quale sosteneva che Elvis Presley insieme ad altri giganti della sua generazione, come Sinatra, Little Richard, Jerry Lee Lewis, Fats Domino, Gene Vincent, avevano avuto un’influenza precoce e intensa su di lui, che traeva inoltre ispirazione dalla poesia della Beat Generation recitata con cadenze bebop e dalla grande tradizione della poesia orale, mescolando alle sue performance elementi teatrali e d’improvvisazione. Il timbro della band divenne, così, del tutto unico, suggestivo e “leggendario”. Dichiarò all’epoca Ray Manzarek:

« Credo che i Doors siano un gruppo rappresentativo dell’America. L’America è un miscuglio con un unico sapore definito, e così noi. Le nostre influenze derivano da una miriade di diverse fonti che noi abbiamo amalgamato, mischiando stili divergenti nelle nostre cose… Siamo proprio come il Paese. A uno straniero l’America deve sembrare un comico guazzabuglio. E’ come per i Doors. Noi proveniamo da aree differenti, da diverse tendenze musicali. Siamo diventati un’unità con un duro lavoro, un sacco di sforzi. Tutte le cose che le gente dice dell’America si possono dire dei Doors. »

 

Morte

Morrison si trasferì con Pamela Courson a Parigi nel marzo 1971, con l'intenzione di dedicarsi solo alla poesia e smettere di bere. Il 3 luglio 1971 muore in circostanze mai chiarite del tutto nella casa in cui la coppia alloggiava da pochi mesi, l'ampia camera di un palazzo Beaux Arts del XIX secolo situato al n. 17 di rue de Beautreillis, nel quartiere de Le Marais. Secondo la versione ufficiale, viene trovato privo di vita nella vasca da bagno da Pamela. La sepoltura, nel Cimitero di Père-Lachaise, avvenne tre giorni dopo, alla presenza dell'impresario dei Doors Bill Siddons, giunto frettolosamente dagli USA, di Pamela Courson e della regista Agnes Varda, amica di Morrison.

A ventisette anni Jim trovò così la tanto decantata fine ("The End… my only friend, The End…"), lasciò tutto ciò che aveva alla sua amata Pam, inclusa l'ingente mole di manoscritti e taccuini, molto del materiale letterario rimase tuttavia a Parigi. Dopo la morte di Morrison si fece un gran parlare della maledizione del famigerato Club 27 e iniziarono a fiorire le prime leggende: Jim fu "visto" a Parigi, Tangeri e New Orleans.

 

« Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente. »

« If my poetry aims to achieve anything, It's to deliver people from the limited ways in which they see and feel. »

« Sono sempre stato attirato dalle idee di ribellione contro l'autorità. Quando ti riconcili con l'autorità, diventi tu stesso un'autorità. »
« La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite. »

« Guardo alla storia del rock come all'origine della tragedia greca. »

« Il cinema, erede dell'alchimia, ultimo di una scienza erotica. »

« Ho solo venticinque anni, ma sono un vecchio uomo del blues... »
Uccidere è il coraggio di un momento. Vivere il coraggio di sempre.
Siamo buoni a nulla ma capaci di tutto.
A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.

Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.

Amo gli adolescenti perchè tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta.

Ciascun giorno è farsi un giro nella storia.
Darei la vita per non morire.

Datemi un sogno in cui vivere, perchè la realtà mi sta uccidendo.

Dopo il suo sangue, la cosa migliore che un uomo può dare di sè è una lacrima.
E' nel momento in cui dubiti di volare che perdi per sempre la facoltà di farlo.

Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere.
Fra il bene e il male c'è una porta, e io l'aprirò!
Fuoco, cammina con me!
Ho dato tutto ciò che potevo, sono un poeta che racconta le sue storie e che canta i suoi versi.
I dubbi te li crea la libertà.
Il mio migliore amico è lo specchio, perchè quando piango non ride mai.
Invece di sentirti in colpa o cercare scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente.

Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore.

Io sono così perché rispecchio quello che ho dentro.
La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.
La vera felicità non è in fondo a un bicchiere, non è dentro a una siringa: la trovi solo nel cuore di chi ti ama.
La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.
L'anima di una persona è nascosta nel suo sguardo, per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi.
L'unico modo per sentirsi qualcuno è sentirsi se stessi.
Nella vita ci sarà sempre un bastardo che ti farà soffrire, ma sarà l'unica persona che riuscirai ad amare veramente.
Non accontentarti dell'orizzonte...cerca l'infinito.

Non arrenderti mai, perchè quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio.

Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente.

Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi.
Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.
Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare.

Non parlare mai di pace e di amore: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso.
Non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l'hai fatta eri felice.
Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.
Non vivere con la paura di morire, ma muori con la gioia di aver vissuto.

Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.

Piangevo perchè non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza i piedi.
Quando la gente mi chiede cosa vuol dire amare, abbasso gli occhi per paura di ricordare.

Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perchè l'Inferno l'abbiamo già vissuto qui.

Quando morirò andrò in paradiso, perchè l'inferno l'ho già vissuto quaggiù.

Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che sta dentro di noi.

Questa dannata guerra finirà quando saremo troppo vecchi per goderci la pace.

Questa notte non può durare un eterno, perchè fra poco arriverà il mattino, ammesso che ci sia un domani.

Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.

Se devi vivere tutta la vita strisciando come un verme, alzati e muori!

Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.
Se dovessi scegliere tra la vita e la morte, perché non esiste vita senza di te, di sicuro sceglierei la morte prima che mi scelga lei.
Se hai un'idea rispettala, non perché è un'idea, ma perché è tua.
Se le persone che parlano male di me, sapessero quello che dico io di loro, parlerebbero peggio.

Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
Se ti dicono che l'amore è un sogno, sogna pure ma non stupirti se ti svegli piangendo.

Se tu fossi una lacrima, io non piangerei per paura di perderti.

Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole.

Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.
Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.
Sogna perchè nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti può dare.
Solo chi non conosce il dolore, può ridere di chi soffre.
Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perchè più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere.
Tra il reale e l'irreale c'è una porta: quella porta siamo noi.

Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.

Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta.

Vivi intensamente ogni piccola cosa della tua vita, perchè un giorno, queste piccole cose, sembreranno grandissime.
Vivi ogni attimo e questo non sarà mai l'ultimo.

“ Vivo per amarti, morirò se dovrò dimenticarti. „

« Ora giunge la notte con le sue legioni purpuree/ Tornate alle vostre tende e ai vostri sogni/ Domani entreremo nella città della mia nascita/ Voglio essere pronto »

« Sai quanto pallida lasciva e fremente

viene la morte a una strana ora

inattesa, imprevista

come uno spaventoso ospite più che amichevole che ti sei

portato a letto

La morte rende angeli tutti noi

e ci dà ali

dove avevamo spalle

lisce come artigli

di corvo

Basta denaro, basta agghindarsi

Questo regno sembra di gran lunga migliore

finché l'altra faccia rivela l'incesto

e la libera obbedienza a una legge vegetale

Non ci andrò

Preferisco una Festa di Amici

Alla Famiglia Gigante. »

(Jim Morrison)

Henry Charles Bukowski Jr.

4

 

 

Henry Charles Bukowski Jr. [1], (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense. Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l'alcol, da frequenti esperienze sessuali e da rapporti tempestosi con le persone.

 

 

Biografia

 

Gli anni giovanili

 Henry Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, con il nome di Heinrich Karl Bukowski da padre statunitense di origini polacche e tedesche, Henry Bukowski, e da madre tedesca, Katharina Fett. I genitori di Bukowski si conobbero in Germania, ove il padre svolgeva il servizio militare, dopo la fine della Prima guerra mondiale. Ma, nel 1923, la famiglia si trasferì negli Stati Uniti, stabilendosi a Baltimora, nel Maryland. I genitori cominciarono a chiamarlo Henry. Nel 1930 la famiglia si trasferì nella periferia di Los Angeles (California).

Suo padre fu, secondo Bukowski, molto violento (vedi uno dei suoi romanzi  Panino al prosciutto – Ham on Rye). Fu anche discriminato dai figli dei vicini, che lo prendevano in giro per il forte accento e i vestiti tedeschi "da femminucce" che i suoi genitori insistevano indossasse. Durante l'infanzia soffrì di timidezza e solitudine, in seguito aggravate da una forma grave di acne.

A tredici anni bevve per la prima volta il vino, grazie al suo amico William “Baldy” Mullinax. “Questo mi aiuterà per tanto tempo”, scrisse, descrivendo l'inizio del suo amore a vita con l'alcool.

Dopo essersi diplomato alla Los Angeles High School, frequentò il L. A. City College (università) per due anni, seguendo corsi di arte, giornalismo e letteratura. Là, si associò brevemente con un gruppo di nazisti, il German - American Bund, che prese poi in giro in Panino al Prosciutto. Frequentò anche l'estrema sinistra (vedi il racconto Politics, tratto dalla raccolta A Sud di nessun Nord - South of No North). « Al L.A. City College, poco prima che cominciasse la seconda guerra mondiale, mi atteggiavo a nazista. Distinguevo a fatica Hitler da Ercole e non poteva importarmene di meno. Era soltanto lo stare seduti a lezione e sentire tutte le prediche patriottiche su come dovremmo andar lì e fare del nostro meglio, mi vennero a noia. Decisi di diventare l'opposizione. Non mi prendevo il tempo neppure per informarmi su Adolf, semplicemente sputavo qualsiasi cosa che pensavo fosse malvagia o bestiale.»

Il 22 luglio 1944, fu arrestato dagli agenti dell'FBI a Filadelfia, in Pennsylvania, per renitenza alla leva. Ma non superò l'esame fisico - psicologico e fu dichiarato inadatto al servizio militare.

 

 

Primi scritti

 A 24 anni (1944), il racconto Aftermath of a Lengthy Rejection Slip fu pubblicato sulla rivista Story. Due anni dopo, un altro racconto, 20 Tanks From Kasseldown uscì su una raccolta di Portfolio III. Non riuscendo però a sfondare nel mondo letterario, Bukowski si rassegnò e smise di scrivere per un decennio. Questi “anni buttati” formarono però le basi di tutto quello che scrisse in seguito, che è largamente autobiografico, sebbene la verità dei suoi resoconti sia stata frequentemente messa in discussione (lui stesso ammette di mescolare realtà e immaginazione).

Durante una parte di questo periodo vagabondò per tutti gli USA, lavorando sporadicamente e vivendo in pensioni economiche. Nei primi anni cinquanta ottenne un lavoro (a Los Angeles) come postino, per le poste degli Stati Uniti, ma si dimise dopo meno di tre anni. Nel 1955, cominciò a scrivere poesie. Nel 1957 decise di sposare una poetessa di una città della provincia texana, Barbara Frye, senza averla mai vista, ma divorziarono nel 1959. Barbara dirigeva la rivista Harlequin, sulla quale erano state pubblicate delle poesie di Bukowski. Lei disse che la loro separazione non ebbe niente a che fare con la letteratura. In seguito al divorzio, Bukowski ricominciò a bere e a scrivere poesie.

 

 

Gli anni sessanta

 Nel 1960 era ritornato a lavorare all'ufficio postale di Los Angeles per oltre dieci anni. Nel 1962 fu traumatizzato dalla morte di Jane Cooney Baker. Lei era il suo primo vero amore. Bukowski sfogò il suo lutto e la sua devastazione in una potente serie di poesie e racconti che piangevano la sua morte. Jane è considerata il più grande amore della sua vita e la più importante tra le Muse che ispirarono la sua scrittura.

Nel 1964 Frances Smith, la sua nuova convivente, partorì l'unica figlia di Bukowski, Marina Louise.

Jon e Louise Webb, adesso riconosciuti come giganti del movimento della piccola editoria del dopoguerra, pubblicavano The Outsider literary magazine. Sotto il marchio Loujon Press, fecero uscire It Catches My Heart In Its Hands (1963) e Crucifix in a Deathhand (1965). La prima raccolta di racconti di Bukowski fu un libretto stampato in cinquecento copie nel 1965 intitolato Confessions of a Man Insane Enough to Live with Beasts (Confessioni di un uomo folle abbastanza per vivere con le Bestie), seguito nel 1966 da All the Assholes in the World and Mine (Tutti gli stronzi del mondo e me).

All'inizio del 1967, cominciò a scrivere Notes of A Dirty Old Man (Taccuino di un vecchio porco), pubblicandolo a puntate sull'Open City di Los Angeles. Quando fu chiuso nel 1969, i racconti continuarono a uscire sul Los Angeles Free Press, e sul NOLA Express di New Orleans, Louisiana. Sempre nel 1969 Bukowski si dedicò ad una propria rivista letteraria (Laugh Literary and Man the Humping Guns), ma senza successo.

 

Gli anni Black Sparrow

 Nel 1969 accettò un'offerta dall'editore della Black Sparrow, John Martin: 100 $ a settimana per tutta la vita. Decise così di  dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Aveva quarantanove anni. Egli spiegò: “Avevo solo due alternative – restare all'ufficio postale e impazzire... o giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame.”. Un mese dopo finì il suo primo romanzo autobiografico, Post Office, che lo rese celebre. Bukowski pubblicò quasi tutti i suoi lavori successivi con la Black Sparrow.

Grazie alla fama crescente cominciò a imbarcarsi in una serie di storie di una notte e di relazioni. Le più importanti furono con Linda King, poetessa e scultrice, Liza Willams, manager degli studi di registrazione, e “Tammie”, madre single dai capelli rossi. Tutte queste storie fornirono materiale per i suoi racconti e le poesie. Un'altra importante relazione fu con “Tanya”, descritta in Donne (Women) come un'amica di penna. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, proprietaria di un ristorante di cibo salutare, aspirante attrice e devota di Meher Baba, leader di una setta indiana. Due anni dopo si trasferì dalla zona dell'Est Hollywood, dove aveva vissuto per la maggior parte della vita, alla comunità rurale di San Pedro, il distretto più a sud di Los Angeles. Linda lo seguì e vissero insieme, a intermittenza, per più di due anni. Linda, nei romanzi, è chiamata Sara  Donne e Hollywood! Hollywood! (Hollywood). Bukowski, scrivendo di lei, dice che gli ha regalato altri dieci anni di vita (perché l'ha obbligato a bere un po' meno e solo vino).

 

Morte

Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo 1994, all’età di 73 anni, muore stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp. I funerali furono officiati da monaci buddisti.

La sua lapide recita: “Don't Try” (Non provare), una frase che usa in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo l'ispirazione e la creatività. Bukowski spiega la frase in una lettera del 1963: «  Qualcuno in uno di questi posti... mi chiese: "Cosa fai? Come scrivi, come crei?" Non lo fai, gli dissi. Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l'immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po'. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico. »

 

L'opera

Bukowski pubblicò numerosissimi scritti in piccole riviste letterarie e con piccoli editori, dai primi anni '40 fino ai primi anni Novanta. In seguito la Black Sparrow Press (ora Harper Collins / ECCO) ripubblicò tutto in volume. Bukowski riconosce l'influenza sulla sua scrittura di Anton Chekhov, James Thurber, Franz Kafka, Knut Hamsun, Ernest Hemingway, Henry Miller, John Fante, Louis-Ferdinand Céline, Robinson Jeffers, Fedor Dostoevskij, D. H. Lawrence, Antonin Artaud, E. E. Cummings. Il suo nome è stato spesso associato al movimento della Beat generation a causa del suo stile informale e dell'atteggiamento anticonformista verso la letteratura, ma lui non si è mai identificato come un "Beat". Spesso parlò di Los Angeles come del suo soggetto preferito. In un'intervista del 1974 disse: “Vivi in una città tutta la vita, e arrivi a conoscere ogni puttana all'angolo e metà di loro le hai già scopate. Hai il menabò, la struttura, dell'intera zona. Hai una foto di dove sei... Essendo cresciuto a Los Angeles, ho sempre avuto il sentimento geografico e spirituale di essere qui. Ho avuto il tempo di conoscere questa città. Non vedo altro posto che Los Angeles”. Un critico ha descritto i suoi libri come “una pittura dettagliata di certe fantasie maschili tabù: lo scapolo disinibito, solitario, antisociale, e totalmente libero”, un'immagine a cui tentò di conformarsi con occasionali letture pubbliche di poesia in cui si comportava da pazzo, e con un modo di fare scandaloso alle feste.  Egli ha ricevuto  poca attenzione dai critici accademici.

Nuove avversità arrivano come un treno in orario.

Ti trovi a uscire in retromarcia entrando nella vita stessa.

E in qualche modo riuscirai a superare i giorni vuoti e i giorni pieni e i giorni noiosi e i giorni detestabili e i giorni straordinari, tutti così piacevoli e così deludenti perché noi siamo tutti così simili e così diversi.

La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.

La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ne impiega troppo.

Detesto i prati perché tutti hanno un prato con l'erba e, quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri.

Genio è l'uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.

I grandi uomini sono i più soli.

La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata.

Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle.

Le due più grandi invenzioni dell'uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.

Parlare di morte è come parlare di denaro. Noi non sappiamo né il prezzo né il valore.

Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore.

Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.

Viaggiare non è altro che una seccatura: di problemi ce ne sono sempre più che a sufficienza dove sei.

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.

Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un'altra e ti lascerà anche quella.

Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.

Solo le persone noiose si annoiano.

Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.

La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scultura, composizione, direzione d’orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d’azzardo, alcool, ozio, gelato allo yoghurt, Beethoven, Bach, Budda, Cristo, meditazione trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire. Era bello avere una scelta: Io l’avevo fatta da un pezzo la mia scelta.

La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria.

L'unico atto poetico necessario è la scrittura della poesia, e tutto quello che viene dopo è propaganda.

Mi annoiano a morte quegli intelletti preziosi che devono dir diamanti ogni volta che aprono bocca. M'annoio a dover lottare per ogni alito di vento che faccia respirar la mente. Ecco perché mi sono tenuto lontano dalla gente per così tanto tempo. E adesso che vado in società, scopro che devo tornare nella mia caverna. Ci sono altre cose oltre alla mente: gli insetti, i palmizi, i macinini da pepe, e io terrò un macinino da pepe nella mia caverna. Così, allegria.

Avrei potuto gridare per strada qualsiasi cosa senza che nessuno mi sentisse, senza che nessuno alzasse un dito. non si può dire che avrebbero dovuto. Non chiedevo amore. Ma c'era qualcosa di molto strano. I libri non ne avevano mai parlato. I genitori non ne avevano mai parlato. I ragni sì. Vaffanculo.

Fiutavo la morte nell'aria. e adesso che la fiutavo non ero poi così sicuro che avesse un buon profumo

Era bello che fosse lei a stringermi a lasciar perdere le parole.

Ero troppo ubriaco per lamentarmi: sentivo solo il morso e la tristezza selvaggia di un'altra buona cosa persa per sempre.

Non potevo far altro che scolare la lattina di birra e aspettare che cadesse l'atomica.

Si chiamava Henry Beckett ed era un lunedì mattina, si era appena alzato, guardò fuori dalla finestra, vide una donna con una minigonna cortissima, e pensò, mi ci sto quasi facendo il callo, peccato eppure una donna deve avere qualcosa addosso altrimenti non c'è niente da toglierle. la carne cruda è solo carne cruda.

Sembrava più bella che mai. una bionda tiziano che scoppiava di vita; il naso un po' troppo brutto, un po' troppo grosso, ma una volta che ci avevi fatto l'abitudine, finivi per amare anche quello sentiva il cuore che ticchettava come una bomba ad orologeria in uno sgabuzzino vuoto era come se qualcuno gli avesse scodellato via le budella e che solo il cuore si trovasse al solito posto, a gemer vuoto.

Quando arrivai a New Orleans mi assicurai di non alloggiare in un casino, anche se tutta la città ci assomigliava.

Le feci tener su le calze e le scarpe coi tacchi alti. sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, e io ho un termine specifico per gli psichiatri.

E così per alcuni scrittori, incluso quell'impertinente glorioso di Bukowski, il sesso è ovviamente tragicomico. Non ne scrivo come di uno strumento ossessivo, ne scrivo come di una risata su un palcoscenico su cui dovete finire per piangere anche voi, come di un intermezzo, tra un atto e l'altro.

Passai accanto a 200 persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.

Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c'è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno.

L'esistenza era non solo assurda, era un duro lavoro, puramente e semplicemente. Pensate quante volte vi infilate la biancheria intima, in tutta la vita. Era spaventoso, era disgustoso, era stupido.

Ecco di cosa avevano paura gli uomini. non solo di essere rinchiusi una volta per tutte ma anche di non avere un solo amico. Così, non meravigliatevi, pensai, una situazione così ti fa venire lo scagnazzo, ti può AMMAZZARE. Il loro trucchetto semplice semplice è quello di farti entrare nella civiltà e di bloccarti dentro, di obbligarti ad aver tessere d'ogni tipo nel portafoglio, soldi, assicurazione, automobile, letto, finestra, cesso, gatto, cane, piante, strumenti musicali, certificato di nascita, cose con cui incavolarsi, nemici, seguaci. sacchi di farina, stuzzicadenti, culo non affetto da contagio, vasca da bagno, macchina fotografica, sciacqui per bocca, oh mio dio, ooo. Serratura (tuffatici dentro, nuotaci dentro, grattagli la schiena) (tutto quel che avete - infilatevi nel cuore cose come un paio di pinze, ali di gomma, un cazzo di ricambio nella cassetta dei medicinali.

Essere molto malati ed essere morti sono condizioni molto simili agli occhi della società.

Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.

Il migliore interprete dei sogni è chi li fa.

Il mondo è meno di una lisca di pesce.

Dicono che l'acqua abbia sorretto Cristo: per uscirne indenni spero che siate quasi altrettanto fortunati.

Io vedo dove Brigitte Bardot s'è tagliata i polsi e ha preso delle pillole, ma come noialtri si arrangerà a continuare nonostante tutto.

Mentre il mio spirito se ne va in macchina lungo il mare su strade sterrate rognose più tossiche di un sigaro scadente e mentre continuo ad andare solo e spensierato le case dei ricchi su in alto sembrano folli, annebbiate e atterrite sulle cime delle piatte montagne.

Quello che più mi piace, è che nel tempo tutto si risolve, si aggiusta, si cicatrizza, indipendentemente da quel che penso o faccio.

Datemi la carica come a un giocattolo, fatemi cadere oltre il bordo del tavolino da caffè dove il cielo si butta in mare - verso l'ultima fine indicibile.

Mi sono trovato a camminare in un mare di fango sotto una pioggia fine e ho pensato, caspita, devi essere matto come dicono altrimenti perché continueresti a camminare in questo fango?

Io sono il lungo ritorno a casa in macchina al buio, sotto la pioggia, io sono decenni e decenni di corse fatte e vinte e perse e corse di nuovo e io sono me stesso seduto con in mano un programmo e le liste di partenza.

È questa la nostra nuova civiltà: come gli uomini una volta vivevano sugli alberi e nelle caverne adesso vivono in automobile e sull'autostrada.

Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme.

Non posso dirvi perché dovessi bere così tanto prima di sbronzarmi. forse per via della mia gran rabbia o del grande dolore, oppure perché mi mancava un pezzo del cervello - anima. forse per via di tutte e due le cose.

Trovai l'ultimo bicchiere di vino mescolato a cenere di sigaro e tristezza.

Le donne sono animali fondamentalmente stupidi ma si concentrano sul maschio con un impegno così totale da riuscire spesso a sconfiggerlo quando lui pensa ad altro.

Marty è pieno di sangue, no?" "ma sicuro." "è di quello che siamo fatti noi?" "soprattutto di quello." "di cosa soprattutto?" "soprattutto di sangue, ossa e dolore."

Che differenza c'è tra un galeotto e l'uomo della strada?" "Il galeotto è un perdente che ci ha provato."

Ai miei 3 gatti sono state tagliate le palle. Adesso se ne stanno accucciati e mi guardano con gli occhi svuotati di tutto tranne che la voglia di uccidere.

A volte penso a questa o a quell'altra delle mie donne. Mi domando cosa speravamo quando abitavamo insieme con la testa a pezzi come la 4a gamba di quel cavallo.

Quando sei felice bevi per festeggiare. Quando sei triste bevi per dimenticare. Quando non hai nulla per essere triste o essere felice, bevi per fare accadere qualcosa.

Ma c'è un vecchio proverbio secondo cui la conoscenza che non viene seguita dall'azione è peggio dell'ignoranza. perché se tiri a indovinare e non ci prendi puoi sempre dire, merda, gli dei mi sono avversi. ma se sai e non fai, vuol dire che in testa hai soffitte e anticamere buie da percorrere avanti e indietro e a cui pensare. non è mica una cosa sana, produce serate noiose, un eccesso d'alcool e seghe.

Friedrich Wilhelm Nietzsche

5

 

Friedrich Wilhelm Nietzsche ha condizionato il corso di gran parte dell'Ottocento e sicuramente di tutto il Novecento, nasce il 15 ottobre 1844 in un piccolo villaggio della Sassonia prussiana. Figlio di un pastore protestante, il piccolo Friedrich viene cresciuto in un'atmosfera carica di sentimento religioso, seppur stemperato dalla mitezza tipica dell'approccio riformato.

Morto il padre nel 1848, la madre si vede costretta a trasferirsi a Naumburg, cittadina dove poteva contare sull'aiuto di numerosi parenti. Nel 1851 Friedrich entra in una scuola privata a Pforta dove impara i primi rudimenti di religione, latino e greco, oltre che di musica, che sarà l'altra grande passione della sua vita (tanto che per lungo tempo non saprà se dedicarsi alle lettere e alla filosofia oppure all'arte delle sette note). Febbricitante per le nuove scoperte culturali, scrive poesie e compone musica, mentre la sua famiglia, senza mai un attimo di pace, si trasferisce in un'altra casa di Naumburg.

 

Tra le sue letture giovanili si annoverano Byron, Holderlin, Emerson, Sterne, Goethe, Feuerbach. Nel 1860 fonda con alcuni amici l'associazione musicale-letteraria "Germania"; negli scritti composti per tale associazione ("Fato e volontà", "Libertà della volontà e fato") è già indicata la tendenza antimetafisica del pensiero nietzscheano futuro. Divenuto celebre con le prime opere "La nascita della tragedia dallo spirito della musica" (1872), in cui si avvertivano gli influssi di Schopenhauer e dell'allora osannato compositore Richard Wagner, dà alla luce una serie di opere dal potente contenuto teorico: le "Considerazioni inattuali" (scritte dal 1873 al 1876 e di cui la quarta è appunto dedicata a Wagner) e "Umano troppo umano" (1878).  Nietzsche espresse però il suo pensiero maturo in "Aurora" (1881), "La gaia scienza" (1882), "Così parlò Zarathustra" (1883-1885), "Al di là del bene e del male" (1886).

 

 

Il pensiero di Nietzsche si caratterizza per il suo carattere demistificatore e distruttore, talvolta persino eversivo. Nietzsche infatti contesta duramente gli ideali positivisti e borghesi tipici del suo tempo (è un "inattuale" e ne è perfettamente cosciente), così come la fiducia nel progresso di una società illuminata dal cosiddetto pensiero scientifico. Altri suoi bersagli sono l'idea del benessere diffuso e ogni forma di verità e di moralità costituita, che il pensatore concepisce come derivanti da fondamenti materiali e sempre strettamente legate a condizionamenti psicologici e sociali, in altre parole da rapporti di forze che si esplicano vuoi nell'intimo del proprio Io come nella società.

A questa critica demistificatrice si oppone l'idea nietzschiana del "superuomo", cioè della tensione verso un oltre - uomo che è la volontà di creare un nuovo modo di essere in cui si esprime pienamente la "volontà di potenza", e cioè la creatività dell'io, di là dal convenzionalismo morale e sociale cui è ora sottoposto, codificato in imperativi religioso-sociali.

Questa liberazione di energie compresse dell'uomo e la critica radicale d'ogni etica e d'ogni rappresentazione del mondo tradizionali ebbero notevole influenza sulla letteratura di fine secolo e oltre. Nietzsche divenne così il filosofo della crisi, il fondatore d'un modo di pensare nuovo.

Quanto alla sua idea del superuomo, inteso come il giusto trionfatore di una massa di deboli o schiavi, va senza dubbio corretta: Nietzsche non fu l'estensore d'un vangelo della violenza, ma intese porre le condizioni di sviluppo d'una civiltà e di un'idea dell'uomo radicalmente rinnovate.

Da sempre terribilmente sofferente di ogni genere di malattie, Nietzsche muore il 25 agosto del 1900 dopo una lenta agonia che ha contemplato negli ultimi anni anche l'insorgere della pazzia.

 

 

Il pensiero di Nietzsche

 

Nietzsche nel 1864

La filosofia di Nietzsche è influenzata dal suo complesso retroterra culturale, specialmente di filologo classico e poi di esteta che si entusiasma per la nuova musica post-romantica di Wagner, della quale si fa paladino e promotore, scorgendo in essa una spinta verso l'esistenza, fondata sul paganesimo precristiano germanico. Naturale quindi che egli proponga una rivalutazione delle filosofie pre-socratiche. Fondamentale per la sua formazione è anche Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, che Nietzsche legge nel 1866-1867 ("caso divino" definisce la sua fortuita scoperta in un negozietto di libri usati) e che così egli giudica in una riflessione registrata in una pagina autobiografica:

« In esso ogni riga gridava la rinuncia, la negazione e la rassegnazione, lì io guardavo il mondo come dentro uno specchio, e insieme la mia vita e la mia anima, investito di orrore; in esso come fosse un Sole, il grande occhio dell'arte mi fissava, staccandomi dal mondo; io vi vedevo malattia e salvezza, esilio e rifugio ed inferno quanto paradiso »

Nell'opera La nascita della tragedia, pubblicata nel 1872, la tragedia greca viene vista come massima espressione dello slancio vitale o "spirito dionisiaco", istintivo e irrazionale. Esso, però, si coniuga e nello stesso tempo si contrappone allo apollineo, razionale e astratto. Il pensiero apollineo e quello dionisiaco sono perciò così definiti:

« Finora abbiamo considerato il pensiero apollineo e il suo opposto, il dionisiaco, come forze artistiche che erompono dalla natura stessa, senza mediazione dell'artista umano, e in cui gli impulsi artistici della natura trovano anzitutto e in via diretta soddisfazione: da una parte come mondo di immagini del sogno, la cui perfezione è senza alcuna connessione con l'altezza intellettuale o la cultura artistica del singolo; dall'altra parte come realtà piena di ebbrezza, che a sua volta non tiene conto dell'individuo, e cerca di annientare l'individuo e di liberarlo con un sentimento mistico di unità »

(La nascita della tragedia, § 2, Adelphi, Milano 1972, p. 26 )

Socrate è considerato da Nietzsche come un pensatore che sottovaluta l'umanità finendo per disumanizzarla in un modello astratto, in quanto padre di una filosofia che prende in considerazione solo la conoscenza razionale e il conseguimento di una virtù ideale. Da questa posizione nasce la radicale critica di Nietzsche verso l'"intellettualismo etico" socratico, considerato negazione della vita nella sua espressione più genuina, libera, istintiva.

Altrettanto forte è l'avversione di Nietzsche nei confronti di Platone, che egli considera autore di una concezione del mondo fondata sull'idealità metafisica e sul disprezzo nei confronti della realtà tangibile. Da Platone egli ritiene giustamente esser nata quella continuità ideologica che lega Parmenide, Platone e poi Plotino all'idealismo tedesco dell'Ottocento. Tutta l'opera di Nietzsche sarà incentrata sulla demolizione di ogni metafisica e la critica di ogni idealismo.

Nietzsche attacca, quindi, i tradizionali valori fondamentali della società (filosofia, Cristianesimo e democrazia), giungendo a mostrare la natura meramente metaforica e prospettica di qualsiasi principio trascendente e della stessa morale, così come di ogni concezione tradizionale. Il suo obiettivo era di smascherare la falsità e l'ipocrisia del sistema culturale su cui si fondava l'Europa dei suoi tempi e in particolare il mondo germanico. Egli individua così la stessa storia dell'Occidente come lungo processo di decadenza dell'uomo, come negazione della vita; l'affermazione della libertà è invece il destino dell'uomo. Destino che dovrà essere perseguito attraverso l'esercizio della volontà di potenza, e che condurrà l'uomo alla condizione di Oltreuomo (l'uomo in grado di oltrepassare se stesso).

Del pensiero dell'illustre pensatore si appropriò l'ideologia nazionalsocialista, anche a causa delle manipolazioni messe in atto dalla sorella Elisabeth sul materiale inedito e postumo, in particolare sull'opera edita come La volontà di potenza; queste manipolazioni furono in realtà soprattutto di tipo filologico, piuttosto che schiettamente ideologizzate, ma favorirono l'uso che il nazismo fece, successivamente, di alcuni concetti nietzschiani. Nietzsche mostra come i grandi valori della cultura occidentale, quali la verità, la scienza, il progresso, la religione, vadano smascherati nella loro mancanza di fondamento e nella loro natura di mera finzione. C'è nell'uomo una sostanziale paura della creatività della vita, verso la volontà di potenza, che produce valori collettivi sotto la cui giurisdizione la vita viene disciplinata, regolata, schematizzata. Sono "valori che disprezzano la vita", che generano un processo di nullificazione della vita piena e gioiosa, della vita in quanto tale, a favore di un "sembrare" ipocrita e bacchettone. La storia della cultura occidentale è pertanto la storia del nichilismo, e quindi la storia della decadenza.

Il nichilismo è visto da Nietzsche in maniera particolare: esso è il processo per cui i concetti capitali della metafisica (essere, verità, realtà, ecc.) si rivelano infondati e come tali si nullificano nella loro totale inconsistenza filosofica. Nietzsche afferma che il nichilismo passivo (Schopenhauer) coincide con la perdita o sfiducia di fede dell'uomo europeo verso i valori della propria civiltà; coincide con la "diminuzione vitale", con la massa di malattie, con la pazzia, con tare psichiche e fisiche che colpiscono l'umanità. Nel nichilismo viene meno anche la fiducia nella scienza, che ha ispirato il positivismo. L'uomo nichilista è caduto nell'angoscia per aver scoperto che i fini assoluti e le realtà trascendenti non esistono, ma insiste nel perseguirli per omologazione e mancanza di originalità.

L'uomo ha dovuto illudersi per dare un senso all'esistenza (si pensi anche a Freud), in quanto ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l'idea che "la vita non ha alcun senso", che non c'è nessun "oltre" di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono pieno di "fisicità". Se il mondo avesse un senso e se fosse costruito secondo criteri di razionalità, di giustizia e di bellezza, l'uomo non avrebbe bisogno di auto-illudersi per sopravvivere, costruendo metafisiche, religioni e morali. L'umanità occidentale, passata attraverso il cristianesimo, percepisce ora un senso di vuoto, trova che "Dio è morto", cioè che ogni costruzione metafisica vien meno davanti alla scoperta che il mondo è un caos irrazionale. Fino a che non sorgerà l'Oltreuomo, cioè un uomo in grado di sopportare l'idea secondo cui l'Universo non ha un senso, l'umanità continuerà a cercare dei valori assoluti che possano rimpiazzare il vecchio dio (inteso come qualsiasi tipo di realtà ultraterrena e non come semplice entità quale potrebbe essere il Dio cristiano); dei sostituti idolatrici quali, ad esempio, lo Stato, la scienza, il denaro, ecc.

La mancanza, però, di un senso metafisico della vita e dell'universo fa rimanere l'uomo nel nichilismo passivo, o disperazione nichilista. È tuttavia possibile uscire dal nichilismo superando questa visione e riconoscendo che è l'uomo stesso la sorgente di tutti i valori e delle virtù della volontà di potenza (nichilismo attivo). L'uomo, ergendosi al di sopra del caos della vita, può generare propri significati e imporre la propria volontà. Chi riesce a compiere questa impresa è l'Oltreuomo, cioè l'uomo che ha compreso che è lui stesso a dare significato alla vita. Attraverso le tre metamorfosi dello spirito, di cui parla nel primo discorso del testo Così parlò Zarathustra, Nietzsche mostra come il motto "Tu devi" vada trasformato dapprima nell'"Io voglio", ed infine in un sacro "Dire di sì", espresso dalla figura del fanciullo giocondo. Ovviamente il nichilismo attivo non giustifica i modelli valoriali proposti nel corso dei secoli per dare senso alla realtà, poiché questi non sono altro che il frutto dello spirito apollineo e, pertanto, non corrispondono all'effettiva essenza dell'uomo, che è dionisiaco, ossia legato inscindibilmente a quei "valori" (vitalità, potenza) intrinseci alla sua natura terrena:

« Si trasformi l'Inno alla Gioia di Beethoven in un quadro e non si rimanga indietro con l'immaginazione, quando i milioni si prosternano rabbrividendo nella polvere: così ci si potrà avvicinare al Dionisiaco. [...] Ai colpi di scalpello dell'artista cosmico dionisiaco risuona il grido dei misteri eleusini: "Vi prosternate milioni? Senti il creatore, mondo?" »

Per una "rinascita" del tragico in Germania

Nel primo testo filosofico di Nietzsche La nascita della tragedia del 1872, che è anche una messa a fuoco della sua cultura classica e della mitologia greca, egli concentra la sua attenzione sulle origini del teatro nell'antica Grecia. Si serve e teorizza perciò due concetti-base, che diverranno poi "ideologici" per lo stesso autore e portatori di numerosi valori, lo spirito dionisiaco e lo spirito apollineo. Il dionisiaco (dal dio Dioniso) in quanto “ebbrezza” rappresenta l'elemento dell'affermazione della vita, della spontaneità, dell'istinto umano, della giocosità e raffigurerà nelle successive opere la volontà di potenza. È l'impulso che esprime la forza vitale propria dell'oltreuomo nella sua totale libertà, l'ebbrezza che trova la sua manifestazione più compiuta nella musica e nella danza.

Il "dionisiaco" gioca dialetticamente con il proprio contraltare, l'"apollineo", ovvero l'armonia delle forme e del vivere. Quando Dioniso vive è Apollo a dormire, viceversa quando Apollo si rappresenta ed è in superficie, Dioniso è "sotterraneo". Il dionisiaco è un continuo ciclo "vita-morte-vita", attraverso il quale tutte le arti sono state create e si sono modificate. L'apollineo è la luce del giorno razionalizzata nell'arte plastica degli scultori dell'epoca classica. L'"apollineo" rappresenta anche la ratio umana che porta equilibrio nell'uomo, che è capace di concepire l'essenza del mondo come ordine e che lo spinge a produrre forme armoniose rassicuranti e razionali. Senza di esso, nell'uomo ci sarebbe un'esplosione di emozioni incontrollate e bisognose di essere controllate.

Molto complesso è lo studio che il filologo Nietzsche fa delle arti greche e della tragedia in particolare. Nel "ditirambo" del coro tragico greco era insito lo spirito dionisiaco (Nietzsche lo chiama appunto "ditirambo dionisiaco"). Nella parola come sempre Nietzsche ricerca la chiave per l'interpretazione della realtà e per portare in luce ciò che i concetti hanno di arcano dentro. In quanto filologo, ancor prima che filosofo, è sempre il “verbo” il suo primo amore. Dal ditirambo che è il nucleo del “coro” al testo poetico in cui è scritto il dramma si svolge la continua alternanza dei due dèi greci Apollo e Dioniso, fino alla suprema e sublime armonia.

L'analisi delle origini della tragedia greca, scorre lungo il testo nietzschiano attraversando tutta la storia di questo lungo percorso, da Archiloco a Euripide, passando per Eschilo e Sofocle fino alla sua stessa fine: la morte della tragedia avvenne per mano di Socrate ovvero di ciò che il filosofo ha rappresentato per la grecità e le sue espressioni artistiche. Ma come la tragedia ebbe origine dalla musica, Nietzsche auspica che allo stesso modo possa rinascere. Da qui la critica profonda e sentita all'“Opera”, in quanto genere artistico in cui vivono inconciliabili contraddizioni di carattere estetico e filosofico. Forte è l'esortazione del filosofo ad ideali artisti della sua epoca affinché ritrovino e ridestino l'ebbrezza dionisiaca insita nella musica e su di essa, assieme al mito tragico, costruiscano una nuova epoca tragica:

« Amici miei, voi che credete nella musica dionisiaca, sapete anche che cosa significhi per noi la tragedia. In essa noi abbiamo, rinato dalla musica, il mito tragico — e in questo potete sperare tutto e dimenticare ciò che è più doloroso! [...]. »

C'è una baldanza nella bontà che si presenta come cattiveria.

Chi regala qualcosa di grande non trova riconoscenza, perché chi lo riceve ha già troppo peso nell'accettarlo.

Colui che cerca la conoscenza deve saper amare i propri nemici e ancor di più odiare i propri cari.

Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati.
Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell'abisso, l'abisso guarderà dentro di te.
Chi regala qualcosa di grande non trova riconoscenza, perché chi lo riceve ha già troppo peso nell'accettarlo.

Colui che cerca la conoscenza deve saper amare i propri nemici e ancor di più odiare i propri cari.

Colui che finalmente si accorge quanto e quanto a lungo fu preso in giro, abbraccia per dispetto anche la più odiosa delle realtà; cosicché, considerando il corso del mondo nel suo complesso, la realtà ebbe sempre in sorte gli amanti migliori, poiché i migliori furono sempre e più a lungo burlati.

É prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni.

E' un giusto giudizio dei dotti che gli uomini di tutti i tempi abbiano creduto che cosa sia bene e male, degno di lode e di biasimo. Ma è un pregiudizio dei dotti che noi adesso lo sappiamo meglio di qualsiasi altro tempo.
Fino a che continuerai a sentire le stelle ancora come al di sopra di te, ti mancherà lo sguardo dell'uomo che possiede la conoscenza.
Grazie alla musica le passioni godono di se stesse.
I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato.
I pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni: sempre più oscuri, più vani, più semplici di queste.
Il cinismo è la sola forma sotto la quale le anime volgari rasentano l'onestà.

Il fascino della conoscenza sarebbe limitato se sulla sua strada non ci fosse tanto pudore da superare.

Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato.
Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.
Il modo più perfido di nuocere ad una causa è difenderla intenzionalmente con cattive ragioni.
Il non parlare mai di sé è un'ipocrisia molto distinta.
Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo ancora appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi.
Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico.
Il sentimento più penoso che ci sia è quello di scoprire che si è sempre presi per qualcosa di superiore a quel che si è.
Io ho fatto questo" dice la mia memoria. "Io non posso aver fatto questo" dice il mio orgoglio e rimane irremovibile. Alla fine è la memoria a cedere.
Io sono interamente corpo, e nient'altro; l'anima è soltanto una parola per indicare qualche cosa che riguarda il corpo.
 L'amore è lo stato in cui l'uomo vede le cose diverse da come sono.
L'amore porta alla luce le qualità elevate e nascoste di un amante, ciò che vi è in lui di raro ed eccezionale. Così trae in inganno su ciò che in lui rappresenta la norma.
L'architettura è una specie di oratoria della potenza per mezzo della forma.
L'asceta fa una necessità della virtù.
L'enorme aspettativa riguardo l'amore sessuale e la vergogna per questa aspettativa rovinano sin dall'inizio alle donne ogni prospettiva.
L'essere confutabile non è certo la minore attrattiva di una teoria; proprio per questo attira i cervelli più sottili.

L'immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita.

L'individuo ha sempre dovuto lottare per non essere sopraffatto dalla tribù.
L'intento cristiano di pensare il mondo brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo.
L'irrazionalità di una cosa non è un argomento contro la sua esistenza anzi ne è una condizione.

L'uomo deve essere addestrato alla guerra. La donna al riposo del guerriero. Tutto il resto è stupidità.

La confidenza del superiore irrita, perché non può essere ricambiata.
La familiarità del superiore irrita, perché non può essere ricambiata.
La nostra vanità è più duramente offesa proprio quando è stato il nostro orgoglio ad essere ferito.
La sensualità affretta spesso la crescita dell'amore, così che la radice rimane debole e facile da strappare.

La speranza è il peggiore tra i mali, poiché prolunga i tormenti degli uomini.

La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione. Invece, si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
Le conseguenze dei vostri atti vi prenderanno per i capelli anche se nel frattempo sarete diventati migliori.
Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.
Le medesime passioni hanno nell'uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

Madre dell'eccesso non è la gioia, ma la mancanza di gioia.

Meglio è non saper niente che saper molte cose a metà.
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.
Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.

Nella dorata guaina della compassione si nasconde talvolta il pugnale dell'invidia.

Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dell'uomo.

Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.

Non c'è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perché è destinato anche lui a diventare maestro.

Non che Tu mi abbia ingannato, ma che io non Ti creda più: Questo mi ha scosso.

Non esistono fenomeni morali, ma solo interpretazioni morali dei fenomeni.

O risplendente Sole, cosa mai saresti tu, se non ci fossi io, quaggiù, su cui risplendere?

Offende in modo irreparabile lo scoprire che là dove si era convinti di essere amati, si era considerati solo una suppellettile, un gingillo da salotto, grazie al quale il padrone di casa poteva sfogare davanti agli ospiti la propria vanità.

Parla il deluso. Ho ascoltato per udire l'eco e ho sentito solo lodi.

Parlare molto di sé può anche essere un modo per nascondersi.
Per chi è solo, il rumore è già una consolazione.

Per la donna, l'uomo è un mezzo il cui fine è un bambino.

Per troppo tempo nella donna si sono nascosti uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è capace ancora di amicizia, ma conosce solo l'amore.
Più uno si lascia andare, più lo lasciano andare gli altri.
Pretendere di essere amati è la presunzione più grande.
Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.
Prerogativa della grandezza recare grande felicità con piccoli doni.
Quando guardi a lungo nell'abisso l'abisso ti guarda dentro.
Quando la menzogna si accorda con il nostro carattere diciamo le bugie migliori.

Quando la virtù ha dormito, si alza più fresca.

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.

Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.

Quello che era silente nel padre, parlava nel figlio; e spesso ho trovato nel figlio il segreto svelato del padre.

Scoprire l'amore ricambiato dovrebbe veramente rinsavire l'amante sul conto dell'essere amato. Come? E' tanto modesto da amare perfino te? O tanto stupido?

Se i coniugi non vivessero insieme i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.
Se entri mi fai onore; se non entri, un piacere.

Se si ha carattere si ha anche una propria tipica esperienza interiore, che ritorna sempre.

Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.

Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l'uomo possa elevarsi.

Sono le parole più silenziose, quelle che portano la tempesta. Pensieri che incedono con passi di colomba guidano il mondo.

Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa.

Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perso in modo estremamente pericoloso il sano intelletto animale: vedano ciò in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice.
Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi.
Tutte le cose che sono veramente grandi a prima vista sembrano impossibili.
Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.

Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l'immagine e la similitudine.

Un pò di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l'ammalato.
Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.
Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità: entrambe danno più felicità quando si desiderano che quando si posseggono.
Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo, ma per mantenerla è necessario il concorso d'una leggera avversione fisica.
Bob Marley (Robert Nesta Marley)

6

Clicca per la musica di Bob Marley

Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945 – Miami, 11 maggio 1981), è stato un cantautore, chitarrista e attivista giamaicano. È generalmente identificato con il genere musicale reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica. In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit. In molte delle sue canzoni Marley denuncia l'emarginazione dei poveri da parte del potere. La sua attività ha inizio nel 1964, quando forma la band The Wailers; dopo il loro scioglimento, nel 1974, suona come Bob Marley and The Wailers. Nel 2008 è stato posizionato al 19º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e tra le sue migliori "tracce vocali" ci sono I Shot the Sheriff, No Woman, No Cry e Redemption Song.

Biografia  

Bob Marley nacque a Nine Mile, in Giamaica, nel 1945 da padre britannico e madre giamaicana. Con i suoi Wailers, band composta tra gli altri da Peter Tosh, suonò ovunque in giro per il mondo. La sua musica è fortemente dedicata al tema della lotta contro l'oppressione politica e razziale e all'invito all'unificazione dei popoli di colore come unico modo per raggiungere la libertà e l'uguaglianza. L'aspetto politico della sua vita è stato (non totalmente) più importante di quello artistico. Marley divenne un leader politico, spirituale e religioso. Nel 1978 gli fu conferita, a nome di 500 milioni di africani, la medaglia della pace dalle Nazioni Unite. Nello stesso anno riunì, durante un suo concerto, tutte le diverse fazioni che si combattevano nei sobborghi di Kingston. La gratificazione maggiore la ottenne nel 1980 quando venne invitato a partecipare alla celebrazione dell'indipendenza dello Zimbabwe.

Esordi musicali (1961 - 1964)

A 15 anni il giovane Bob lasciava la scuola e iniziava a lavorare come elettricista; strinse anche una grande amicizia con Neville O' Riley Livingston, "Bunny" per gli amici, che viveva con suo padre Thaddeus Livingstone e i suoi otto fratelli in Second Street, vicino a Bob e sua madre. Bunny lo iniziò alla musica e al canto: lo fece partecipare a canti religiosi, lo introdusse nel mondo degli strumenti a corda e gli fece ascoltare i successi del momento attraverso un'emittente di New Orleans. La formazione musicale di Marley avvenne in questo contesto di povertà. Bunny si arrangiava, non aveva i mezzi per comprare una chitarra né una buona radio così per costruire qualcosa con le sembianze di una chitarra ricavava la cassa di risonanza da una corteccia intagliata, un manico di bambù per l'impugnatura e dei fili elettrici come corde. Questo però non impedì ai due amici di entrare in contatto con il mondo della musica infatti, grazie a un vecchio apparecchio radiofonico, riuscirono ad ascoltare il Rhythm & Blues di gruppi come gli Impressions, Ray Charles e anche Elvis Presley. Con questo mix Bob si creava la sua cultura musicale. Nel loro tempo libero, Bob e Bunny suonavano con Joe Higgs, un cantante locale e devoto Rastafari, che viene riconosciuto da molti come mentore di Bob. Durante una jam session con Higgs e Livingston, Marley incontrò Peter McIntosh, più tardi conosciuto come Peter Tosh, il quale aveva ambizioni musicali simili. Nel 1962, all'età di 16 anni, Bob registrò i suoi primi due singoli, Judge Not e One Cup of Coffee, con il produttore musicale del luogo, Leslie Kong. Questi dischi, che furono pubblicati dall'etichetta Beverley's sotto lo pseudonimo di Bobby Martell, attirarono poco l'attenzione del mercato.
Nel 1963 Bob Marley, Bunny Livingston, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith fondarono un gruppo ska e rocksteady chiamato "The Teenagers"; più tardi, il nome fu cambiato in "The Wailing Rudeboys", quindi in "The Wailing Wailers"; nel 1966 Braithwaite, Kelso e Smith lasciarono la band, che modificò il nome in quello di "The Wailers". Nel 1974, dopo l'uscita dalla band di Peter Tosh e di Bunny "Wailer" Livingston, per intraprendere carriere da solisti, Marley suonò assieme ad altri musicisti, tra i quali Chaltron "Charly" Barret alla batteria, Aston "familyman" Barret al basso, Al Andersonn e Junior Marvin alle chitarre, Alvin "seeco" Pattersonn alle percussioni e le coriste "I threes" Judy Mowatt, Marcia Griffiths e la moglie Rita Andersonn sotto il nome di "Bob Marley and The Wailers". Nel corso di tali session si ebbe anche l'inserimento di altri musicisti nella sezione fiati quali Vin Gordon al trombone e Glen Da Costa al sax.

I primi successi e gli Wailers (1964 - 1974). 

Haile Selassie I, figura centrale della religione Rastafari

Marley divenne quindi il leader del gruppo, il cantante, e l'autore della maggior parte dei testi. La maggior parte dei primi lavori del gruppo, incluso il primo singolo Simmer Down, fu prodotto da Coxsone Dodd allo Studio One. Simmer Down raggiunse l'apice delle classifiche Giamaicane nel 1964 e i Wailers vennero proposti come miglior gruppo nazionale. Proseguirono con canzoni come "Soul Rebel" e "400 Years". Nel 1966 Bob Marley sposò Alpharita Costancia Anderson, conosciuta da lì in poi come Rita Marley, una componente delle I Threes (Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt) coriste del gruppo. Da lei ha avuto tre dei suoi tredici figli (due adottati dalla precedente relazione di Rita, tre avuti con la stessa, e altri 8 con altre donne), tra i quali David Ziggy Marley, Stephen Marley e Damian Marley che continuano la tradizione della musica del padre con la loro band, i Melody Makers. Dopo il matrimonio, la coppia si trasferì per alcuni mesi nella residenza della madre di Bob a Wilmington, nel Delaware. Dopo essere tornato in Giamaica, Bob aderì al movimento rastafariano e cominciò a sfoggiare i suoi caratteristici dreadlock. Dopo un litigio con Dodd, Bob Marley e il resto del gruppo si uniscono alla band di Lee "Scratch" Perry, The Upsetters. Sebbene la collaborazione sia durata meno di un anno, molti ritengono che la produzione migliore dei Wailers si concentri in questo periodo. Marley e Perry si separarono dopo una disputa sui diritti di registrazione, ma rimasero amici e lavorarono ancora insieme. Tra il 1968 e il 1972 Bob e Rita Marley, Peter McIntosh e Bunny Livingston produssero un re-cut di alcune vecchie canzoni per la JAD Records a Kingston e a Londra, nell'intento di esportare il sound dei Wailers. Più tardi, Livingston confessò:

"quelle canzoni non avrebbero mai dovuto essere pubblicate su un album... erano solo delle demo da fare ascoltare a delle case discografiche..."[senza fonte]

Il primo album dei Wailers, Catch a Fire, fu pubblicato su scala mondiale nel 1973, riscuotendo successo. Fu seguito l'anno dopo da Burnin', che conteneva le canzoni "Get Up, Stand Up" ed "I Shot the Sheriff" di cui Eric Clapton produsse una cover, contribuendo ad elevare il profilo internazionale di Bob Marley. I Wailers si sciolsero nel 1974, quando ognuno dei tre componenti fondamentali provò a continuare la propria carriera come solista. Le ragioni dello scioglimento affondano tuttora nel mistero. Qualcuno asserisce che ci fosse disaccordo tra Marley, Tosh e Livingston riguardo alle performance, altri pensano semplicemente che Bunny Wailer e Peter Tosh preferissero a tal punto lavorare da solisti.

Successo solista e consacrazione internazionale(1974-1977)

Nonostante lo scioglimento, Bob Marley continuò a suonare sotto il nome di "Bob Marley & the Wailers". I nuovi componenti della band di supporto erano i fratelli Carlton e Aston Barrett, detto "Family Man", rispettivamente alla batteria e al basso, Junior Marvin e Al Anderson alla chitarra, Tyrone Downie e Earl Lindo detto "Wya" alle tastiere, Alvin Patterson "Seeco" alle percussioni. Le "I Threes" composte da Judy Mowatt, Marcia Griffiths e dalla moglie di Bob, Rita, all'accompagnamento vocale. Nel 1975 Bob Marley irruppe sul mercato internazionale con il suo primo storico singolo, "No Woman, No Cry", dall'album Natty Dread. Questo fu seguito dal successo del 1976, Rastaman Vibration, che rimase per ben quattro settimane nella top ten di Billboard Charts negli Stati Uniti. Nel dicembre 1976, due giorni prima di "Smile Jamaica", un concerto organizzato dal primo ministro della Giamaica, Micheal Manley, allo scopo di alleggerire le tensioni tra i due gruppi politici in guerra, Bob, la moglie Rita e il loro manager Don Taylor subirono un attacco da parte di un gruppo armato composto da ignoti nella residenza di Bob. Taylor e Rita riportarono ferite gravi, che però furono curate completamente. Bob riportò solo delle ferite lievi al petto e al braccio. Si ritiene che tale attacco fosse stato causato da motivi politici, essendo visto il concerto come un modo di supportare il primo ministro Manley. Nonostante tutto, il concerto si tenne e Bob Marley si esibì come in programma. Quando gli fu chiesto perché avesse cantato quella sera egli rispose:

"Perché le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero... Come potrei farlo io?!" Bob Marley si trasferì dalla Giamaica in Inghilterra nel 1976, dove registrò gli album Exodus e Kaya. Exodus rimase nelle classifiche inglesi per ben 56 settimane consecutive. Includeva singoli come la famosa "Jammin'", "One Love", "Three little birds", "Waiting in Vain" e "Exodus" (canzone che si basa su un solo accordo, il la minore).

La malattia e la morte (1977 - 1981)

Bob Nel luglio 1977, Marley notò una ferita nell'alluce destro, e pensò di essersela procurata in un incidente durante una partita di calcio. Successivamente durante un'altra partita di calcio l'unghia dell'alluce si staccò. Solo a quel punto fu fatta la diagnosi corretta. Marley aveva una forma di melanoma maligno alla pelle che cresceva sotto l'unghia dell'alluce. Gli fu consigliato di amputare l'alluce, ma egli rifiutò le cure anche a causa della sua religione (Rastafarianesimo) secondo cui il corpo umano deve rimanere "integro". L'anno seguente Bob Marley organizzò un nuovo concerto politico in Giamaica, dal nome One Love Peace Concert, sempre nel tentativo di arrestare l'ostilità tra i due partiti in guerra. Su espressa richiesta di Marley, i due leader rivali, Michael Manley ed Edward Seaga si incontrarono sul palco e si diedero la mano. Nel 1979 fu invece prodotto un album pregno di significati politici, Survival, contenente canzoni come Zimbabwe, Africa Unite, Wake Up and Live e Survival, che riportavano l'attenzione di Marley alle sofferenze dei popoli africani. Agli inizi del 1980 fu invitato alle celebrazioni del 17 aprile per l'indipendenza dello Zimbabwe. Nel 1980 il disco Uprising segna la fine della produzione di Bob Marley. Si tratta di un disco pregno di significato religioso, che contiene singoli come Redemption Song e Forever Loving Jah. Ed è proprio in Redemption Song che Marley cantò:

« Emancipate yourselves from mental slavery, no one but ourselves can free our minds... » (EN)

« Emancipate voi stessi dalla schiavitù mentale, nessuno a parte noi stessi può liberare la nostra mente... »(IT)

(Redemption Song)

Dopo aver concluso una trionfale tournée estiva in Europa e dopo 2 concerti al Madison Square Garden di New York Marley ebbe un infarto facendo jogging al Central Park. Il 23 settembre 1980 Bob tenne il suo ultimo concerto allo Stanley Theater a Pittsburgh. Dopo l'evento, Bob andò a Monaco, in Germania, per un consulto medico dal dottor Josef Issels, specializzato nel trattamento di malattie in fase terminale. Il suo cancro si era sviluppato molto e non si poteva più trattarlo.

Un ulteriore peggioramento si avvertì nel volo di ritorno dalla Germania verso la Giamaica. Il volo fu quindi deviato in direzione di Miami (Florida), dove Bob venne ricoverato presso il Cedar of Lebanon Hospital, dove morì la mattina dell'11 maggio 1981.

Alla fine è semplice: il bene, il male, la lotta di chi soffre, la paura di chi è solo come un cane per strada. La vita è un gioco d'azzardo, se perdi stai calmo e aspetta la tua occasione ma non perdere la bussola. Non farti corrompere

Babilonia non produce frutti.

Bob Marley non è il mio nome. Non conosco ancora il mio nome.

Chi ha paura di sognare è destinato a morire.

Ciò che io chiamo vita è quando mi sveglio al mattino e mi preparo una piccola tazza di tè. E sopravvivo. Proprio non so come si fa a vivere alla grande.

Combatti il diavolo con una cosa chiamata amore.

Dio mi ha dato la vita e la mia considerazione è: se mi ha dato la vita perché dovrebbe riprendersela indietro?

Dio non ha mai detto: andate all'università per conoscere chi è Dio veramente. Dio è un concetto semplice che anche i bambini possono sapere.

È la notte la vera musica che sento: rane, grilli, i suoni della natura. La musica è il canto della terra.

È la vita con cui abbiamo a che fare. Non la morte. Colui che vede la luce e la conosce, vivrà.

Emancipatevi dalla schiavitù mentale. Solo noi stessi possiamo liberare la nostra mente.

Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.

I momenti sereni di oggi sono i pensieri tristi di domani.

I soldi non contano, la musica conta. Quando i discografici pensano prima al denaro che alla musica, la musica non avrà il valore che loro pensano abbia.

I soldi non sono importanti... Dio è importante, il cielo, l'aria sono importanti. I soldi non sono nulla, servono solo a rendere l'uomo schiavo.

I soldi sono la radice di ogni male. Sono stati creati per tenere la gente in catene, sono un sostituto della realtà.

Il nome Wailers viene dalla Bibbia. Ci sono molti posti dove si incontrano persone che si lamentano. I bambini piangono, piangono per avere giustizia

Il reggae è musica che procede a testa alta, per essere alla sua altezza devi essere orgoglioso e consapevole del senso della creazione.

Il reggae diventerà una forma di lotta, se non è già accaduto. È la musica del Terzo Mondo. Non devi cercare di capirla in un solo giorno ma prenderla un po' per volta e lasciare che cresca dentro di te.

Il reggae è musica che procede a testa alta, per essere alla sua altezza devi essere orgoglioso e consapevole del senso della creazione. Il rock si accompagna alle luci al neon, all'illuminazione artificiale mentre il reggae non ha bisogno di una discoteca o di un club, può essere ovunque, meglio tra le colline.

Il rock si accompagna alle luci al neon, all'illuminazione artificiale mentre il reggae non ha bisogno di una discoteca o di un club, può essere ovunque, meglio tra le colline.

Io amo la campagna. Voglio vivere in una fattoria. Non voglio davvero vivere in un appartamento.

Io non sono di questo mondo, sapete. Vivo in questo mondo, ma non sono del mondo.

Io non sono famoso a me stesso.

Io sono solo quello che sono, non quello che la gente vuole che io sia.

Io un profeta? Io popolare? Io sono sempre stato popolare. Avere cinque buoni amici è già essere popolare.

Io vengo dalla campagna, dove si ha la possibilità di coltivare ogni cosa e non si ha bisogno di sucire e ammazzarsi per trovare un lavoro o del denaro; tu puoi mangiare, lavarti, costruirti di tutto, dalla cas a a un paio di scarpe... a me piace fare il contadino

L'Apocalisse avviene ogni giorno, per le strade.

L'Occidente non ha futuro.

L'uomo ha un universo dentro se stesso.

L'uomo non può essere schiavo e se ti dicono che non puoi cantare di nuovo una canzone come Kaya, la devi ricantare. Vedi non dobbiamo correre troppo, dobbiamo lasciare sempre un certo margine così la gente ti può raggiungere.

La cosa che rende la musica bella è che non raggiungi mai la perfezione. Così ogni sera mi chiedo: come affronterò quel brano? Come posso renderlo al massimo? Qualche volta qualche cosa va storto così devi riprovarci. Un giorno scopri qualcosa di nuovo, un nuovo feeling. E' bello.

La gente in America non si sente oppressa perché ha molte cose materiali. Ha un lavoro, da mangiare, soldi. E sono proprio queste le cose che la opprimono!

La gente vuole sentire un messaggio, un messaggio di Dio. Questo messaggio può passare attraverso di me o attraverso altri. Io non sono un leader, sono solo un messaggero. Le parole delle canzoni e non chi le canta sono importanti e attraggono la gente.

La mia musica vivrà in eterno. Forse è stupido dirlo, ma quando sono sicuro delle cose, io le dico. La mia musica vivrà per sempre.

La musica è il canto della terra.

La paura è il peggior nemico dell'uomo.

La politica non mi interessa, è affare del demonio. I politici giocano con la testa delle persone. Mai giocare con la testa delle persone.

La prima cosa che si deve evitare è essere ignorante sulle cose che ti circondano. Devi essere intelligente.

La vita e Dio sono la stessa cosa. Dio è il dono della vita. Io sono in qualche modo eterno perché sono unico, non duplicabile.

Lasciami dire qualcosa su di me. Sono cresciuto nella sofferenza e non so proprio come vivere bene, io so solo come si soffre, capisci? Questo è il modo in cui voglio stare. Cos'è la bella vita per gli altri? Non è ciò che io chiamo vita. Ciò che io chiamo vita è quando mi sveglio al mattino e mi preparo una piccola tazza di tè. E sopravvivo. Proprio non so come si va a vivere alla grande.

Meglio morire combattendo per la libertà che vivere da schiavi.

Mio padre era bianco, mia madre era nera, io sono in mezzo, io sono niente, tutto quello che ho è Dio.

Nessun uomo può comandare un un altro uomo, noi abbiamo bisogno di unità.

Non mi piace il successo, sono qui solo per fare l'opera di Dio. Ho vissuto tanto tempo senza soldi, non voglio diventare una stella, la mia vita non deve andare verso la vanità materiale. Il successo alla fine distrugge.

Non puoi sprecare la tua vita nell'egoismo, altrimenti tutto ciò che resterà di te saranno solo un mucchio di parole e poi morirai. Per dare un significato alla vita devi fare qualcosa.

Non voglio combattere nessuno con nessuna arma; io non devo combattere per i miei diritti, i miei diritti devono venire da me.

Non ho educazione, solo ispirazione. Se fossi stato erudito sarei un idiota.

Può essere che un uomo sia aggressivo perché non è passato attraverso il pericolo, come me. Io posso permettermi di prendere le cose con calma perché sono passato attraverso il fuoco. Non è lontano dal fuoco che puoi trovare la calma, ma dentro ad esso.

Quello che mi interessa è solo vivere, capito cosa voglio dire? Pensare positivamente, puro e chiaro. E potrò camminare sempre a testa alta e fare le cose liberamente.

Quello che vogliamo realmente è il diritto di avere ragione e il diritto di avere torto.

Ricorda, c’è solo il bene e il male, non ci sono terze vie. Solo il bene e il male.

Se ascolti gli altri cantanti, finisci per imitarli e io voglio rimanere originale. Imparo di più dal guardarmi intorno che ascoltare la musica degli altri.

Se Dio non avesse avuto canzoni da farmi cantare, io non avrei cantato nessuna canzone. Le canzoni vengono da Dio, tutte

Se esprimi un desiderio e perché vedi cadere una stella; Se vedi cadere una stella e perchè stai guardando il cielo e se guardi il cielo e perché credi ancora a qualcosa.

Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore.. o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività, significa dare libero corso alla propria ispirazione

Se non ho le visioni non scrivo. Dio può donarti una visione e può riprendersela. E con essa riprendere anche te.

Se sei nero e sei sbagliato sei sbagliato, se sei bianco e sei sbagliato sei sbagliato. È una legge universale.

Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perché non si è perfetti.

So di essere nato con una taglia sulla testa.

Tra qualche anno mollerò tutto, mi ritirerò in campagna e non canterò più per nessuno. No sto scherzando.

Sono stato qui prima e tornerò qui di nuovo.

Tu dici che Hailè Selassiè era un dittatore... allora io ti chiedo: è vero che gli italiani mangiano solo pizza e sono tutti mafiosi? Perchè è questo ciò che scrivono i giornali. Non credere a tutto quello che i giornali scrivono.

Tutti ti faranno del male nella vita, sta a te decidere per chi vale la pena di soffrire.

Vedi non dobbiamo correre troppo, dobbiamo lasciare sempre un certo margine così la gente ci può raggiungere.

Andrea Mucciolo

7

 

 

 

 

 

Chi è Andrea Mucciolo

 

 

Non ha ideologie politiche. Odia il calcio, il razzismo, i giornali scandalistici.
Gli piace creare, superare i limiti autoimposti dall'essere umano, rompere col convenzionale.


Andrea Mucciolo, scrittore, poeta, aforista, editore, nato a Roma, l’11 luglio 1978.


Ha esordito nel 2006, sulla rivista letteraria Inchiostro, diffusa in tutte le librerie Feltrinelli.


In seguito, pubblica sulla rivista
Poesia - mensile internazionale di cultura poetica edito da Crocetti Editore, rivista giunta al XXIII anno di vita e distribuita nelle edicole di tutta Italia.Suoi racconti, poesie e aforismi sono stati tradotti in spagnolo e pubblicati su riviste e giornali dell'America Latina, quali le riviste letterarie messicane "Ketzalkoatl" e "Novedades de Tabasco" e il quotidiano venezuelano di attualità e cultura "Coquivacoa".

 

 

Idee pubbliche:

 

Critico verso l'editoria a pagamento, ha condotto una battaglia verso quest'ultima senza tuttavia entrare nel merito del discorso morale, come altri intellettuali del settore.

 

 

Opere edite:

 

“Divieto d’uscita”, romanzo, (Eremon Edizioni, 2006);

il manuale per aspiranti scrittori Come diventare scrittori oggi (Eremon Edizioni, 2009);

il manuale di editoria "Come pubblicare un libro", (Eremon 2010);

"Ostaggio del sesso", romanzo (Eracle, 2010);

 La silloge poetica "Prendi nota" - poesie sensuali e dell'abbandono", (Eracle 2010)

 

 

Adoro quando le persone pensano male di me, almeno non corro il rischio di rimanere deluso in caso dovessero cambiare idea.

Ci sono più uomini giudicati per il colore delle loro cravatte che per il valore delle loro azioni.

Conosco molti uomini che si vergognerebbero a piangere davanti agli altri, ma finora non ne ho incontrato neanche uno che provi vergogna a dire sciocchezze in pubblico.

Era una persona molto matura per la sua età, più di tutti i suoi coetanei, infatti cadde dall’albero prima degli altri, sfracellandosi al suolo.

Facebook ci ha riportati indietro a quando eravamo piccoli, epoca in cui chiedevamo: vuoi essere amico mio?

Forse sarà anche vero che in amore vince chi fugge. Tuttavia, colui che scappa, farebbe meglio a sincerarsi che chi lo dovrebbe inseguire abbia tutte e due le gambe.

Gli elogi annoiano. Le critiche suscitano interesse. Le polemiche vendono.
Ho sempre timore a fidarmi delle persone, perché so bene che potrebbero comportarsi alla stessa mia maniera.

 I piccoli sbagli ci umiliano. I grandi errori fanno storia.

Il finto amico ti inviterà a fare un viaggio assieme a lui, dividendo le spese della benzina. Il vero amico, ti aiuterà invece a spingere la macchina, anche in salita, quando la benzina sarà finita.

Imparo sempre molto dagli altri, soprattutto dalle persone che detesto.

L’arte del perdono è la più difficile che io conosca. Ma è anche l’unica capace di far rinascere una persona.
L’odio è un boomerang. L’amore è un aquilone. Ambedue sono fantasmi capaci di perseguitarci per una vita intera.

La legge non ammette ignoranza: eccetto nel momento in cui la si escogita.

La mia libertà non esiste: esiste solo il mio abbattere le barriere, oggi e domani.
La mia vita è un minestrone, ma sempre bollente, mai riscaldato.
La parola gratis non esiste, eccetto che nella fantasia dell’essere umano. Sono proprio le cose che sembrano gratis quelle che avranno il prezzo più alto da pagare.
La smentita è la bugia di un codardo.
La verità è un’arma molto pericolosa, ecco perché oggi se ne concede il porto d’armi a pochissime persone.
Le cose che di sicuro hanno il prezzo più alto da pagare, sono le proprie scelte.
Le opportunità della vita sono come gelato al sole d’estate: se non ti affretti a leccarle, ti si scioglieranno addosso, lasciandoti impantanato in un aspro rimorso.
Mi rendo perfettamente conto di essere diventato un personaggio pubblico, ma non è detto che ciò costituisca un fatto positivo, infatti, spesso, anche il gabinetto è pubblico.
Molte amicizie sono a senso unico. Nessun cartello ti avvisa. Tu imbocchi dalla parte sbagliata e alla fine vai a sbattere.
Non dobbiamo avere paura degli altri, poiché spesso gli altri hanno molta più paura di noi. Il successo non è vincere sempre, il successo è vincere le proprie paure, avendo il coraggio di tentare sempre. Non bisogna dimostrare nulla agli altri, ma solo a se stessi.
Non importa quanto tu possa essere meglio degli altri, ci sarà sempre qualcuno meglio di te. Se invece riuscirai ad essere meglio di te stesso, nessuno potrà rubarti il primo posto.

Non la forza, ma la costanza di un alto sentimento fa gli uomini superiori.

Non mi piacciono le frasi fatte: sono già abbastanza fatto io quando scrivo frasi fatte.
Non mi preoccupano gli adulti che si comportano come i bambini, ma i bambini che si comportano come gli adulti.
Non mi preoccupo tanto di quello che gli altri pensano di me, ma di quello che io penso degli altri.
Non mi sforzo per diventare meglio di come sembrano gli altri, ma solo per non diventare peggio di come sono realmente.
Non scrivo per me stesso, ma solo per essere un po’ più me stesso.
Non scrivo per passare alla storia, ma per scrivere la mia di storia.
Per cercare l’oro, vai da solo, affinché nessun altro possa rubarti ciò che troverai. Quando vai alla ricerca della felicità, vacci in compagnia, perché se troverai la felicità e non avrai nessuno con cui condividerla, marcirà come un frutto maturo che non viene mangiato. Lasciato solo, su di una squallida credenza.

Per troppo tempo nella donna si sono nascosti uno schiavo e un tiranno. Perciò la donna non è capace ancora di amicizia, ma conosce solo l'amore.

Più uno si lascia andare, più lo lasciano andare gli altri.

Prima dell'effetto si crede a cause diverse da quelle cui si crede dopo l'effetto.

Quando la menzogna si accorda con il nostro carattere diciamo le bugie migliori.

Quando la virtù ha dormito, si alza più fresca.

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Quanto più già si sa, tanto più bisogna ancora imparare. Con il sapere cresce nello stesso grado il non sapere, o meglio il sapere del non sapere.

Preferisco essere abbastanza matto per compiere delle pazzie, piuttosto che abbastanza stupido per credere a delle sciocchezze.
Se i coniugi non vivessero insieme i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.
Se la vita fosse semplice e senza problemi, non esisterebbero gli scrittori.
Se si ha carattere si ha anche una propria tipica esperienza interiore, che ritorna sempre.
Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perso in modo estremamente pericoloso il sano intelletto animale: vedano ciò in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice.

Tutte le cose che sono veramente grandi a prima vista sembrano impossibili.

Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi.

Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.

Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l'immagine e la similitudine.
Tutto ciò che è troppo stupido per essere detto può essere cantato.
Un pò di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l'ammalato.
Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.
Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo, ma per mantenerla è necessario il concorso d'una leggera avversione fisica.
Vi prego, non chiedetemi se dico sempre la verità: non ho voglia di mentire.
Nelson Mandela

8

da “Lungo cammino verso la libertà”:

« Non c'è nessuna strada facile per la libertà. »

 

Partito politico  African National Congress - Medaglia del Premio Nobel per la pace 1993

Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918 – Johannesburg, 5 dicembre 2013) è stato un politico sudafricano, primo presidente a essere eletto dopo la fine dell'apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993 insieme al suo predecessore Frederik Willem de Klerk.

Fu a lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid ed ebbe un ruolo determinante nella caduta di tale regime, pur passando in carcere gran parte degli anni dell'attivismo anti-segregazionista.

Protagonista insieme al presidente Frederik Willem de Klerk dell'abolizione dell'apartheid all'inizio degli anni Novanta, venne eletto presidente nel 1994, nelle prime elezioni multirazziali del Sudafrica, rimanendo in carica fino al 1999.

Il suo partito, l'African National Congress, è rimasto da allora ininterrottamente al governo del paese.

Mandela è il cognome assunto dal nonno. Il nome "Rolihlahla" (letteralmente "colui che provoca guai") gli fu attribuito alla nascita; "Nelson" gli fu invece assegnato alle scuole elementari. Il nomignolo Madiba è il suo nome all'interno del clan di appartenenza, dell'etnia Xhosa.

Dopo aver abbandonato la carica di presidente nel 1999, Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani. Ha ricevuto numerose onorificenze, incluso l'Order of St. John dalla Regina Elisabetta II e la Presidential Medal of Freedom da George W. Bush.

Mandela è una delle due persone di origini non indiane (l'altra è Madre Teresa) ad aver ottenuto il Bharat Ratna, il più alto riconoscimento civile indiano (nel 1990). A testimonianza della sua fama va ricordata la visita del 1998 in Canada, durante la quale allo Skydome di Toronto parlò in una conferenza a 45.000 studenti che lo salutarono con intensi applausi. Nel 2001 ha ricevuto l'Ordine del Canada, primo straniero a ricevere la cittadinanza onoraria canadese.

Nel giugno 2004, all'età di ottantacinque anni, Mandela ha annunciato di volersi ritirare dalla vita pubblica e di voler passare il maggior tempo possibile con la sua famiglia, finché le condizioni di salute glielo avessero concesso. Ha comunque fatto un'eccezione nel luglio 2004 confermando il suo duraturo impegno nella lotta contro l'Aids recandosi a Bangkok per parlare alla XV conferenza internazionale sull'AIDS. Il 23 luglio 2004, con una cerimonia tenutasi a Orlando, Soweto, la città di Johannesburg gli ha conferito la più alta onorificenza cittadina, il "Freedom of the City", paragonabile alla consegna delle chiavi della città.

Il 27 giugno 2008 a Londra, in Hyde Park, si è svolto un grande concerto per ricordare i suoi novant'anni, il suo impegno nella lotta contro il razzismo e il suo contributo alla lotta contro l'AIDS. A sorpresa Nelson Mandela ha voluto essere presente al concerto, accolto da una straordinaria ovazione di circa 500 000 persone. Ai lati del palco campeggiava il numero 46664, il numero che era scritto sulla sua giubba durante la permanenza in carcere. Mandela ha pronunciato un breve discorso in cui ha ribadito le ragioni del suo impegno civile e politico, dopo aver ringraziato per la straordinaria manifestazione di affetto e di rispetto nei suoi confronti.

Il 18 luglio 2009, giorno del suo novantunesimo compleanno, un fantasmagorico tributo chiamato "Mandela Day" gli hanno riservato i grandi dello spettacolo, della politica e della cultura mondiale (tra cui Carla Bruni col marito Nicolas Sarkozy, Stevie Wonder, Aretha Franklin, Gloria Gaynor, l'italiano Zucchero, ecc.) al Radio City Music Hall di New York (USA). Durante i mondiali di calcio in Sudafrica del 2010, da lui fortemente voluti[7], non ha potuto presiedere alla cerimonia di apertura a causa di un grave lutto in famiglia: la nipote tredicenne, infatti, ha perso la vita in un incidente automobilistico proprio alla vigilia della manifestazione; tuttavia ha presenziato, a sorpresa, alla cerimonia di chiusura, poco prima che le due finaliste scendessero in campo.

Nelson Mandela è morto il 5 dicembre 2013 nella sua casa di Johannesburg

Più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni.

Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l'apice delle proprie aspirazioni.

Ci sono molte persone che ritengono che è inutile continuare a parlare di pace e non-violenza nei confronti di un governo la cui unica risposta sono gli attacchi selvaggi verso un popolo inerme e indifeso.

Prima di andare in prigione, ero attivo in politica come membro di un'organizzazione leader del Sud Africa, ed ero solitamente occupato dalle sette della mattina fino alla mezzanotte. Non ho mai avuto il tempo di sedermi e pensare.

Ci sono molte persone in Sud Africa che sono ricche e che possono condividere queste ricchezze con quelli meno fortunati che non sono stati in grado di conquistare la povertà.

Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati.

Lo sforzo titanico che ha portato la liberazione in Sud Africa, e ha assicurato la totale liberazione dell'Africa, costituisce un atto di redenzione per i neri del mondo.

Non c'è nulla che io temo di più che svegliarsi senza un programma che mi aiuterà a portare un po' di felicità a coloro che non hanno risorse, coloro che sono poveri, analfabeti, o che vivono con una malattia terminale.

Mi hanno chiamato terrorista, ma quando sono uscito di prigione molte persone mi abbracciavano, compresi i miei nemici. E' una cosa che normalmente ricordo alle persone che stanno lottando per la libertà nel loro paese e vengono chiamati terroristi.

La nonviolenza è una buona politica quando le condizioni lo consentono.

Non vorrei legarmi ad alcun particolare sistema sociale diverso del socialismo.
Ho sempre considerato me stesso, in primo luogo, come un patriota africano.
Sono stato influenzato nel mio pensiero sia da ovest che da est.

Non posso fingere di essere coraggioso e di poter battere il mondo intero.

Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.

Una persona che viaggia attraverso il nostro paese si ferma in un villaggio, e qui non ha bisogno di chiedere cibo o acqua. Appena arrivata la gente le offre il cibo, la intrattiene. Questo è solo un lato di Ubuntu ma Ubuntu ha anche altri aspetti. Ubuntu non significa che le persone non debbano dedicarsi a sé stesse. La questione piuttosto è: vuoi farlo per aiutare la comunità che ti circonda a migliorare?

 Se parli con un uomo in una lingua a lui comprensibile, arriverai alla sua testa. Se gli parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore.

Non si può trovare passione nel vivere in modo mediocre. Non accontentatevi di una vita che è meno di quello che siete capaci di vivere.

Ho imparato che il coraggio non è l'assenza di paura, ma il trionfo su di essa. L'uomo coraggioso non è colui che non si sente impaurito, ma colui che vince la paura.

Una buona testa e un buon cuore sono sempre una combinazione formidabile.

E' meglio condurre da dietro e mettere gli altri davanti, soprattutto quando si celebra la vittoria e quando accadono cose belle. Si scende in prima linea quando c'è il pericolo. Poi la gente apprezzerà la vostra leadership.

Per essere liberi non c'è solo la via di togliere le catene ad una persona, ma di vivere in modo che si rispetti e si valorizzi la libertà degli altri.

Se si vuole fare la pace con il nemico, si deve lavorare con il proprio nemico. Esso deve poi diventare il vostro partner.

L'educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all'educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall'altra.

Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid!

Solo gli uomini liberi possono negoziare. I prigionieri non possono avere contatti.

Non c'è niente di più incoraggiante per un detenuto politico del sapere che la sua vita non è andata sprecata.

Sembra sempre impossibile fino a quando qualcuno lo fa.

Un buon leader può impegnarsi a iniziare un dibattito in modo franco e accurato, sapendo che alla fine lui e il lato opposto dovranno essere alle fine più vicini, e quindi, emergere entrambi più forti di prima. Non si ha questa idea quando si è arroganti, superficiali e disinformati.

Qualcuno pensa davvero che non ha ottenuto ciò che voleva perché non ha in sé il talento, o la forza, o la resistenza, o l'impegno?

Siano il lavoro, il pane, l'acqua e il sale, cose per tutti.

Detesto il razzismo perché io considero come una cosa barbara sia che provenga da un uomo nero o da un bianco.

Mai, mai e mai più avverrà che questa bella terra sarà di nuovo testimone dell'oppressione di uno sull'altro.

Dobbiamo usare il tempo saggiamente e continuamente renderci conto che il tempo è sempre maturo per fare il bene.

Non esiste un cammino facile per la libertà e molti di noi dovranno passare attraverso la valle dell'ombra della morte, più e più volte prima di raggiungere la vetta dei propri desideri.

Il denaro non creerà il successo. La libertà di fare, lo farà.

Lasciate che la libertà regni. Il sole non tramonterà mai su una così gloriosa conquista umana.

Dopo aver scalato una grande collina, si realizza che vi sono molte più colline da scalare.

Io sogno di un'Africa in pace con se stessa.

La nostra compassione umana ci lega l' uno all'altro. Non per pietà o condiscendenza, ma come esseri umani che hanno imparato a trasformare la nostra sofferenza comune in speranza per il futuro.
Dove la globalizzazione significa - come accade spesso - che i ricchi e i potenti hanno ora nuovi mezzi per arricchirsi ulteriormente e potenziarsi sulle spalle dei più poveri e più deboli, abbiamo la responsabilità di protestare in ...
Ho accarezzato l'ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone vivono insieme in armonia e con pari opportunità.
Se ci sono sogni di un bellissimo Sud Africa, ci sono anche strade che portano al raggiungimento di questo obiettivo. Due di queste strade possono essere chiamate Bontà e Perdono.
Ci sono momenti in cui un leader deve uscire dal gregge, andare in una nuova direzione, fiducioso che egli sta conducendo il suo popolo nella direzione giusta.

Se ci sono sogni di un bellissimo Sud Africa, ci sono anche strade che portano al raggiungimento di questo obiettivo. Due di queste strade possono essere chiamate Bontà e Perdono.

La nostra compassione umana ci lega l' uno all'altro. Non per pietà o condiscendenza, ma come esseri umani che hanno imparato a trasformare la nostra sofferenza comune in speranza per il futuro.

Io sogno la realizzazione dell'unità dell'Africa, per la quale i leader dei paesi uniscono i loro sforzi per risolvere i problemi di questo continente. Io sogno dei nostri vasti deserti, delle nostre foreste, di tutte le nostri grandi regioni selvagge.
A differenza di alcuni politici, posso ammettere un errore.
Nessun paese potrà davvero svilupparsi se i suoi cittadini non avranno un'educazione.
Negare alle persone i loro diritti umani è sfidare la loro stessa umanità.
Ogni uomo o istituzione che cerca di derubarmi della mia dignità, perderà.
Non possiamo permetterci di ucciderci a vicenda.
Dimenticate il passato.

L'intervento funziona solo quando le persone interessate sembrano nutrire passione per la pace.

Solo gli uomini liberi possono negoziare. I prigionieri non possono stipulare contratti. La vostra libertà e la mia non possono essere separate.

Se c'è qualcosa che mi avrebbe ucciso è svegliarsi la mattina senza sapere cosa fare.

Non ero un messia, ma un uomo comune diventato un leader a causa di circostanze straordinarie.

Le persone coraggiose non hanno paura di perdonare per il bene della pace.
Sono sicuro che nessuno mi accuserà di egoismo, se chiedo di passare del tempo, mentre sono ancora in buona salute, con la mia famiglia, i miei amici e anche con me stesso.
Quando l'acqua inizia a bollire è sciocco spegnere il fuoco.
Nei paesi in cui le persone innocenti stanno morendo, i leader stanno seguendo il loro sangue piuttosto che i loro cervelli.

La nostra sfida più importante è quella di contribuire a creare un ordine sociale in cui la libertà del singolo significherà veramente la libertà di ogni individuo.

 

Nei paesi in cui le persone innocenti stanno morendo, i leader stanno seguendo il loro sangue piuttosto che i loro cervelli.

Ogni uomo o istituzione che cerca di derubarmi della mia dignità, perderà.

La nostra sfida più importante è quella di contribuire a creare un ordine sociale in cui la libertà del singolo significherà veramente la libertà di ogni individuo.

 

Riceviamo da Mara Faggioli e Pubblichiamo questa poesia di William Ernest Henley, dal titolo “Invictus” (invincibile) perché Nelson Mandela ha sempre sostenuto che durante la sua lunga detenzione questa poesia  è stata il principale sprone del suo continuare a combattere.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come un pozzo che va da un polo all'altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d'ira e di lacrime
si profila il solo orrore delle ombre,
e ancora la minaccia degli anni
mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

   
   
   
   
Torna in alto e agli indici